
ZUGO – LUGANO
2-3
(0-1, 1-2, 1-0)

Reti: 18’18 Fazzini (Sanford, Aebischer) 0-1, 32’08 Sanford 0-2, 36’30 Canonica (Fazzini) 0-3, 37’37 Hofmann (Kubalik, Geisser) 1-3, 59’38 Hofmann (Tatar, Riva) 2-3
Note: OYM Hall, 6’930 spettatori
Arbitri: Piechaczek, Hungerbühler; Bachelut, Meusy
Penalità: Zugo 5×2 + 1×5 + 1×20, Lugano 1×2
Assenti: Rasmus Kupari (infortunato)
ZUGO – Per dare una percezione su come la partita tra Zugo e Lugano fosse ormai “disegnata” da tanto tempo di gioco, basterebbe rivivere il momento del 2-3 di Hofmann a ventuno secondi dalla terza sirena. In ventuno secondi una squadra che insegue un gol del pareggio e con l’arsenale offensivo in dotazione dei tori di cose avrebbe potuto ancora farne, eppure in quel momento nessuno si è scomposto.
Nessuna reazione disperata, nessun panico ne time out chiesto dal Lugano, solo la consapevolezza che nonostante tutto i tre punti incamerati dai bianconeri non erano in pericolo, nemmeno in quell’istante.
Ed è una percezione che si è avuto praticamente dallo 0-2 di Sanford nel secondo periodo, rete che ha raddoppiato il vantaggio iniziale di Fazzini sempre su iniziativa dello statunitense, un gol arrivato proprio nel momento ideale per spezzare quelle poche idee che uno Zugo disastrato stava cercando di raccogliere dal fondo di un sacco tristemente vuoto.
È irriconoscibile la squadra di Michael Liniger, priva di un sistema di gioco, di grinta e lucidità, con un pacchetto stranieri offensivo che potrebbe essere devastante ma che al momento è stato ridicolizzato dall’ordine e dalla disciplina della difesa bianconera.

(PostFinance/KEYSTONE/Urs Flueeler)
Certo, perché va bene uno Zugo messo male ormai da tempo, però il Lugano i suoi meriti li ha avuti tutti, partendo sempre da una difesa attenta e ben schierata che a Kubalik e Tatar non ha concesso nulla, che non ha fatto che montare la frustrazione nella testa del nervoso Vozenilek, sorpresa colpevolmente solo nell’occasione del 1-3 di Hofmann, forse l’unico tra gli svizzero-centrali che cerca di smuovere qualcosa ad ogni cambio.
La squadra di Mitell è stata brava a non cadere in quel gioco di provocazioni e falli inutili – chiedere rapporti in merito anche a Sklenicka – mantenendo una disciplina tale da non cadere in nemmeno una sola penalità in tutto l’incontro. Al contrario lo Zugo ne ha concesse di superiorità agli ospiti, tra cui i cinque minuti a cavallo della seconda sirena della penalità del difensore ceco, ma qui sta un po’ la pecca della serata bianconera, con un powerplay andato in bianco nonostante le tante possibilità, buone per chiudere un incontro che doveva essere mandato agli archivi tempo prima della terza sirena – perlomeno sul piano del risultato numerico – anche se va detto che le occasioni ci sono state, tra cui anche un palo colpito da Sanford.
Alla fine per avere la meglio contro lo Zugo, al Lugano è bastata una prova disciplinata e fatta di gioco semplice, in attesa dell’errore avversario, con quattro linee tutte molto impegnate nel gioco collettivo.

(PostFinance/KEYSTONE/Urs Flueeler)
Da sottolineare la performance del terzo blocco, ricomposto dal trio Sekac–Tanner–Perlini e tornato a giocare in maniera più logica e naturale, con l’anglo-canadese decisamente molto attivo nonostante sia andato in normale calo di brillantezza verso fine incontro ma capace già assieme a Tanner di ridare un senso a un blocco che andava ricomposto e ritrovato.
Alla terza di quattro partite consecutive in trasferta il Lugano ha incassato 7 punti sui 9 disponibili prima di andare a trovare gli orsi nella loro tana, un ottimo bottino che conferma le qualità dei bianconeri fuori casa – miglior squadra della lega con 11 vittorie piene lontano da casa – e che mantiene Fazzini e compagni nelle zone nobili della classifica in una parte di calendario molto temuta ma che sta dando altri ottimi risultati.
IL PROTAGONISTA

Connor Carrick: Attento, disciplinato e attivo cattarerialmente, finalmente il difensore canadese è tornato a farsi vedere, proponendo alcuni bei rilanci dalla difesa e diversi tiri dalla linea blu nel traffico. Anche la reazione sul fallo di Vozenilek è un segnale positivo da parte del numero 58 bianconero.
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