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Il Lugano si blocca a Ginevra e manca la quarta vittoria filata

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GINEVRA – Il cervellotico calendario della lega ha riservato al Lugano ben cinque trasferte in serie, e dopo le vittoriose campagne di Berna e Zurigo è stata la volta di far visita al Ginevra Sevette di McSorley. Una trasferta mai facile, oltretutto affrontando una squadra a riposo da domenica, al contrario del Lugano, reduce dalla vittoria all’Hallenstadion di 24 ore prima.

Patrick Fischer ha apportato un paio di novità alla sua squadra rispetto alle ultime uscite: dapprima ha scartato dal reparto difensivo Blatter arretrando Kienzle, e ha reinserito in attacco al posto del numero 16 il sin qui poco utilizzato Fazzini. E non è tutto, perché sul foglio partita sono stati iscritti anche i giovani Romanenghi e Sartori, portando a sette il numero di “under 20” presenti in formazione, così come il numero di ticinesi iscritti al confronto in maglia bianconera, una primizia che non si vedeva almeno da una trentina d’anni.

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L’approccio alla sfida da parte di entrambe le squadre è stato sin dal via piuttosto guardingo, con una lunga fase di studio che ha caratterizzato gran parte del primo periodo. Poi pian piano è uscito allo scoperto il Lugano, che si è procurato le occasioni migliori per segnare, soprattutto con Walsky a tu per tu con Stephan e con Micflikier liberatosi con una bella finta davanti al portiere ginevrino.

Invece a segnare è stato il cinico – semplicemente lo è stato più dei bianconeri – Ginevra, passato in avanti con il proprio topscorer Almond, dopo che un indecisione difensiva bianconera lo ha liberato di fronte a Manzato. Il buono del Lugano in questa partita è stato, un po’ come la sera precedente a Zurigo, di saper resistere nel periodo centrale, giocato meglio dai padroni di casa grazie anche a una stanchezza che è cominciata ad affiorare dopo metà partita nelle gambe di Metropolit e compagni.

Vi è comunque da dire che il Lugano le sue occasioni se le è create, ma a far difetto è stata la mira, unita alla bravura, va sottolineato, del portiere di casa. E anche il power play non è stato sicuramente in serata, e in quelle poche occasioni in cui lo si è potuto sfoggiare, i risultati sono stati pessimi, a causa di una grossa fatica anche solo nel piazzare il quintetto nel terzo avversario.

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Nel terzo tempo è poi maturata la sconfitta, a causa di un errore di marcatura su ingaggio difensivo e per una rete subita in box play con i bianconeri palesemente a corto di fiato. Nel concitato finale, segnato da diverse bagarre, poco o nulla è successo, e il Lugano si è risparmiato dal cercare una difficile rimonta e ha preferito preservare la salute visto anche il clima creato in pista dai vari Antonietti e Bezina.

I più attivi sul fronte d’attacco, come Walsky, Metropolit e Micflikier, non sono riusciti a indirizzare la partita sui binari giusti quando avrebbero potuto, ma fa ben sperare l’aumento netto di velocità di questa linea. Buone anche le prestazioni di Reuille e Walker, preziosissimi in fase d’inferiorità numerica, anche se pure a loro manca la necessaria concretezza. Logicamente un po’ più in ombra i diversi giovani schierati da Fischer, ma una flessione dopo una lunga serie di partite giocate alla grande è più che comprensibile per dei neanche 20enni. In difesa si sono pagati a caro prezzo gli errori di piazzamento di Heikkinen e Ulmer – che ha pure sprecato diverse occasioni – peraltro gli unici di una buona partita.

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Oltre alla stanchezza, in questa partita sono riaffiorati i problemi di andare a rete da parte degli attaccanti bianconeri. Si fossero sfruttate meglio le occasioni capitate nella prima parte, la gara sarebbe potuta essere indirizzata su binari ben diversi. Aldilà di un paio di errori individuali – puntualmente pagati col prezzo massimo – la fase difensiva ha di nuovo retto bene e Manzato non ha particolari colpe sulle reti subite, ma si è anzi destreggiato in altri ottimi interventi.

Il risultato finale non deve ingannare, il Lugano avrebbe meritato molto di più, ma occorre accettare una sconfitta nata anche per demeriti propri, e sarebbe inutile tornare a fare allarmismi, la vivacità e la continuità – stasera venuta meno per mancanza di freschezza – sono notevolmente di un altro passo rispetto a poche settimane fa.

Ora occorre approfittare del week end libero per preparare al meglio un derby che si annuncia l’ennesima trasferta di fuoco.

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