
LUGANO – GINEVRA
5-1
(1-0, 0-1, 4-0)

Reti: 18’34 Müller 1-0, 29’23 Ignatavicius 1-1, 42’54 Sekac (Carrick, Emanuelsson) 2-1, 49’50 Simion 3-1, 56’34 Simion (Alatalo, Aebischer) 4-1, 59’27 Müller 5-1
Note: Cornèr Arena, 5’602 spettatori
Arbitri: Stolc, Ströbel; Huguet, De Paris
Penalità: Lugano 2×2, Ginevra 3×2
Assenti: Rasmus Kupari, Lorenzo Canonica (infortunati), Nick Meile (sovrannumero)
LUGANO – Alzi la mano chi avrebbe scommesso di vedere il Lugano al terzo posto della classifica di National League alla pausa olimpica, a sole sei partite dalla fine della regular season. Solo forse pochissimi indomiti ottimisti, ma era oggettivamente difficile prevedere una progressione del genere da ottobre ad oggi di una squadra che ha piazzato una regolarità di rendimento impressionante dopo le prime cinque sconfitte di inizio stagione, che mai ha perso più di due partite di fila in serie e che è sempre stata in grado di rialzarsi nelle difficoltà.
Quello che arriva alla vigilia dei Giochi Olimpici di Milano e Cortina è insomma un gruppo granitico, forte mentalmente e collettivamente, che ha ancora margini di miglioramento evidenti – soprattutto alla voce degli stranieri offensivi – e che ancora una volta ha dato dimostrazione di non essere mai domo e di riuscire sempre e comunque a trovare delle risorse per uscire nel finale, cosa non riuscita al derby della Gottardo Arena ma a cui Fazzini e compagni sono andati comunque vicinissimi.
Contro il Ginevra si è assistito a una partita difficoltosa, iniziata abbastanza bene per i padroni di casa soprattutto per quel che riguardava il possesso del disco e la fase difensiva, ma per sbloccare l’attacco si è dovuto attendere un’incoscienza pagata a caro prezzo da Charlin, con Mirco Müller nelle non abituali vesti di scorer sulla topica del portiere granata.

Spezzato l’equilibrio i bianconeri non sono riusciti a prendere in mano completamente la contesa, il Ginevra a sprazzi si è fatto vedere con delle improvvise fiammate alimentate soprattutto dal blocco di Granlund, con Van Pottelberghe protagonista in un paio di occasioni di fronte a Puljujärvi.
A lungo andare la partita si è trasformata in un insieme di transizioni spezzate e annullate a vicenda, altre invece riuscite e sprecate soprattutto sul fronte bianconero, con quelle occasioni per Emanuelsson e Sekac sventate da un Charlin ripresosi dall’errore, capace di tenere in piedi la baracca per permettere ai suoi compagni di pareggiare. Il gol di Ignatavicius ha suggellato un equilibrio di gioco basato soprattutto sulla confusione e sugli errori di esecuzione ma, in un contesto reso caotico da una gestione arbitrale spesso incomprensibile, è sembrato che i padroni di casa avessero comunque quel qualcosa in più sul piano collettivo per decidere l’incontro.
Significativo il fatto che a trovare il gol decisivo sia stato uno dei precursori principali della teoria del caos sul ghiaccio, quel Jiri Sekac che con una sassata impressionante in powerplay ha perlomeno dato un senso a un’altra prestazione confusa e scoordinata, che poco ha portato in aiuto al blocco di Sanford e Fazzini.

Da quel momento via il Lugano ha controllato ancora meglio la situazione, ha trovato due volte il 3-1 (la prima, di Sanford, in offside) con il gol valido di Simion al termine di una scorribanda di potenza nello slot. Proprio il valmaggese è stato uno dei protagonisti della partita assieme a Müller e Van Pottelberghe, capace di alzare il livello sopra gli altri e già in odore di playoff, trascinando la sua linea – di nuovo completata da Emanuelsson, e la differenza si vede eccome – e l’intera squadra verso la vittoria anche con il 4-1 infilato con una bella deviazione di nuovo in power play.
È stato ancora una volta un Lugano non lucido, confuso in alcune fasi di esecuzione, stanco più mentalmente forse che fisicamente, all’immagine di un Sanford tanto sprecone come mai si era visto, ma capace comunque di trovare le risorse per vincere una partita difficile e contro un avversario diretto di alta classifica.
Stavolta la pausa arriva al momento giusto per i bianconeri, stavolta già colorati anche con quel verde pallido che li avvicina sempre di più a una qualificazione diretta ai playoff che manca dal 2021, quando era ancora il Lugano di Serge Pelletier.
IL PROTAGONISTA

Dario Simion: I playoff si avvicinano e il numero 94 ne sente già l’odore. La prestazione contro il Ginevra è stata dominante da parte dell’attaccante bianconero, autore di una doppietta di classe e capace di trascinare la sua linea e la squadra verso la vittoria con tanto lavoro di qualità e forza. Ora siamo di fronte al vero Dario Simion.
HIGHLIGHTS



