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Lugano

Il Lugano è generoso ma non basta, lo Zugo si impone 2-1

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ZUGO – Nonostante i bagordi natalizi alle porte, al Lugano non è stato concesso alcun regalo, e dopo aver reso visita agli orsi di Berna, sul taccuino di Huras era marcata la difficile trasferta in quel di Zugo. Rispetto alla partita nella capitale c’è stata una sola novità tra le fila bianconere, ossia l’esordio del 22enne francese con licenza svizzera Pierrick Pivron. Il possente numero 97 è stato schierato nel quarto blocco, mentre il resto della formazione è rimasto invariato.

La missione in Svizzera centrale era difficile, ma non proibitiva. Sarebbe occorso soprattutto bloccare la super linea di Zetterberg, Brunner e Omark, in modo da annullare una grossa fetta di potenziale offensivo del team di Shedden. Di fatto in questo senso i bianconeri hanno lavorato bene, lasciando poche occasioni ai tre fenomeni, creando pure spesso e volentieri più gioco dei padroni di casa.

(A. Branca)(A. Branca)

Purtroppo però il momento del Lugano non è dei più felici, e ogni errore viene pagato a caro prezzo contro squadre di una certa caratura. Nell’occasione un’uscita mal calcolata da Flueckiger è costata il secondo gol dei padroni di casa in entrata di secondo periodo. Come a Berna, anche in questo caso si è temuto che il raddoppio potesse far volare la squadra di casa sulle ali dell’entusiasmo, invece il Lugano ha continuato pazientemente a lavorare, senza mai scadere nel panico. In particolare nel terzo centrale sono cadute le occasioni migliori per i bianconeri, tra cui una traversa di Metropolit, e lo slancio è continuato nell’ultimo periodo anche grazie al gol di Ruefenacht in entrata, ma non è bastato per riacciuffare Holden e banda.

La rete di scarto è rimasta singola, ma i ragazzi di Huras non si sono certo dati una mano a causa soprattutto delle numerose penalità, anche se grazie ad un box play efficace hanno ben rintuzzato le occasioni dello Zugo, ma nel contempo hanno anche limitato la propria continuità di gioco.

(A. Branca)(A. Branca)

Tra i singoli continuano a emergere i “lavoratori”, come Kostner, Conne e Ruefenacht, ma sarebbe auspicabile che a partire dal match con il Friborgo si torni a parlare di vena realizzativa dei vari Steiner, Murray e dello stesso Bergeron, a volte fin troppo altruista. La generosità e la lotta permette di rimanere in piedi e di giocare fino in fondo, ma ora è d’obbligo quel salto in più nella percentuale realizzativa che serve per conquistare vittorie pesanti.

Uscire tra i complimenti è sempre bello, ma nessuno vorrebbe tornare ai tempi di Smith e delle sconfitte “onorevoli”. La situazione è chiara: Domenichelli e Brady Murray sono due perdite importantissime, ma proprio per questo ci si attende che altri giocatori alzino il proprio livello o che perlomeno lo portino ai valori accettabili a cui ci avevano abituato in un passato che ora sembra poco recente.

Il rischio è di andare a scartare i pacchi di Natale con la pesantezza di zero punti in tre partite, ma la caratura del Friborgo capolista non deve spaventare, i mezzi per fare bene questo Lugano li ha, sempre che alcuni giocatori capiscano che possono fare qualcosa in più del semplice – per quanto fondamentale – lottare con generosità, ora fuori anche un po’ di sano killer instinct.

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