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Lugano

Il Lugano domina gli orsi e si conferma re delle trasferte

I bianconeri sbancano con personalità la Postfinance Arena senza lasciare speranze al Berna e terminano il loro giro di trasferte con dieci punti su dodici

(PostFinance/KEYSTONE/Anthony Anex)

Il Lugano domina gli orsi e si conferma re delle trasferte

BERNA – LUGANO

1-4

(0-2, 0-1, 0-1)

Reti: 13’03 Fazzini (Canonica, Sanford) 0-1, 15’41 Carrick (Jesper Peltonen) 0-2, 24’26 Simion (Thürkauf, Alatalo) 0-3, 45’26 Sekac (Perlini, Müller) 0-4, 55’31 Ejdsell (Lehmann, Loeffel) 1-4

Note: PostFinance Arena, 14’854 spettatori
Arbitri: Gerber, Arpagaus; Stalder, Steenstra
Penalità: Berna 0x2, Lugano 1×2

Assenti: Rasmus Kupari (infortunato)

BERNA – È stato persino strano in certi momenti assistere al totale dominio del Lugano contro il Berna sul ghiaccio della Capitale. Per due tempi i bianconeri hanno mostrato una facilità disarmante nell’annullare la squadra di Heinz Ehlers e nel punirla appena ne aveva l’occasione sfruttando con furbizia tutte le debolezze di Loeffel e compagni, schierati senza l’ex illustre di turno, Mike Sgarbossa.

Addirittura il secondo periodo non lo si è nemmeno visto scivolare via, talmente è andato liscio dopo lo 0-3 ad opera di Simion, con poche interruzioni e i bianconeri sempre a tenere alla giusta distanza i padroni di casa.

In quei momenti si sono viste le differenze sostanziali tra le due formazioni, una disorganizzata, priva di idee seppure volenterosa, fragile e ingenua, l’altra organizzata, sicura di sé e pure con quel pizzico di fortuna che aiuta i più bravi a cercarsela.

(PostFinance/KEYSTONE/Anthony Anex)

Una differenza che sugli spalti non ha nemmeno provocato quei rumori che solo poche stagioni fa avrebbero fatto tremare la Postfinance Arena, ma a parte qualche fischio qua e là a ridosso delle sirene conclusive, è sembrato che i tifosi degli orsi fossero quasi rassegnati nel guardare quello che succedeva in pista, con i loro beniamini in balìa di un Lugano capace di crescere costantemente dopo dei primissimi cambi a marca giallorossa e poi arrivato a dominare il gioco con una fiducia impressionante.

È stata una gara da parte della squadra di Tomas Mitell simile a quella vista alla OYM Hall di Zugo, molto sicura in retrovia per poi cercare di colpire in maniera sistematica e piazzandosi sempre al meglio per propiziare le reti, con movimenti studiati e non di certo casuali, e anche se non sempre Fazzini e banda sono stati perfetti, a fare la differenza è stata la lucidità con cui da parte dei ticinesi si sono gestiti i momenti chiave e come si è “spento” l’avversario ogni qual volta cercava di alzare il ritmo e di mettere più che altro disordine dalle parti dell’ottimo Van Pottelberghe, piuttosto che scegliere di giocare con raziocinio e furbizia.

Di questa partita ci sarebbe ben poco da dire, è filata via liscia liscia con pochissime interruzioni, e come quella di Zugo non è mai sembrata in procinto di scivolare via dalle mani dei bianconeri, l’1-4 finale è servito solamente a rovinare il possibile – anzi, probabile – shutout del portiere numero 37, con la prima penalità ricevuta dal Lugano in cinque tempi e quattordici minuti di gioco, tanto per sottolineare anche la disciplina dell’impianto di Mitell, segnale che raramente i suoi giocatori debbano ricorrere al fallo anche nelle situazioni di gioco più difficili, capaci invece di tirare fuori le decisioni migliori e meno rischiose.

(PostFinance/KEYSTONE/Anthony Anex)

Al rientro in Ticino da questa quarta trasferta – con l’incognita Emanuelsson, non più schierato nel terzo periodo – il Lugano attraversa il Gottardo con dieci punti su dodici in palio tra Losanna, Ginevra, Zugo e appunto la capitale, un eccellente bottino di punti che conferma i bianconeri come la miglior squadra da trasferta della lega, probabilmente la più difficile da affrontare e da leggere tatticamente per gli avversari padroni di casa e che – grazie anche a risultati di serata favorevoli – li mantiene al quarto posto a un punto dal Ginevra terzo (che ha giocato oltretutto due partite in più, per punti a partita sarebbe sotto) e soprattutto con un cuscinetto di ben dieci punti sul settimo posto occupato dal Rapperswil.

Queste quattro partite di fila fuori casa rappresentavano un crocevia decisamente temibile quanto interessante per il Lugano in caso di risultati positivi, e con i soli due punti di Ginevra sfuggiti all’overtime, per la squadra ticinese oggi si parano prospettive interessanti a livello di classifica in vista del rush prima dei Giochi Olimpici. Come dire che l’appetito vien mangiando, e questa squadra sembra avere una fame infinita.


IL PROTAGONISTA

Zach Sanford: Fisicamente straripante, il centro bianconero ha vinto praticamente ogni scontro individuale contro gli avversari di casa, non solo muscolarmente ma anche con la testa. La sua gestione del disco nelle zone calde della pista è da manuale, e certe uscite dal terzo con gli avversari a tentare di gettarlo sul ghiaccio hanno mostrato la differenza tra un giocatore dominante e degli stranieri in particolare del Berna incapaci di farvi fronte e di replicare minimamente il suo impatto sul gioco della squadra.


HIGHLIGHTS

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