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Il Lugano anticipa Halloween con un venerdì degli orrori

La squadra di Mitell inizia malissimo e non riesce più a rientrare. Perso anche Thürkauf, i bianconeri sono condannati da tanti errori e atteggiamento sufficiente

(Photobrusca)

Il Lugano anticipa Halloween con un venerdì degli orrori

LUGANO – Se il buongiorno si vede dal mattino, all'alba della partita tra Lugano e Kloten devono essere spuntati i fantasmi dietro le montagne una settimana prima di Halloween. Un approccio alla sfida da parte della squadra di Tomas Mitell che non può essere giustificato né accettato, sia dallo staff tecnico che dai giocatori stessi, fosse solo per questione di orgoglio in un match davanti ai propri tifosi.

E sì che a quel primo ostacolo Lycksell era stato capace di rimediare immediatamente per far ricominciare di nuovo la partita, e in quel momento tutti avrebbero dovuto fare un reset per rendersi conto di dove si trovassero. Invece nulla, è bastato un mezzo pasticcio tra Mayer e i suoi compagni dietro la porta del numero 88 per andare di nuovo a rovinare tutto nel giro di altri pochissimi secondi.

(Photobrusca)

Un attacco al match che ha lasciato di stucco anche Luca Fazzini, il quale dopo la terza sirena si è detto “sconcertato, soprattutto dopo le parole spese in questi giorni”, un segnale importante dall'interno da uno dei pochissimi a salvarsi (anche se parzialmente) dal venerdì nero, in una serata che dovrà mettere diverse cose sul tavolo anche prima della trasferta verso Berna.

Ha un problema questo Lugano, e forse il coach svedese lo aveva percepito già qualche partita fa, facendo trapelare qualche dichiarazione sibillina o da leggere tra le righe, e questo problema riguarda forse una fiducia in se stessi da parte dei giocatori – o gran parte di essi - che si sta trasformando in supponenza, un sentimento che proprio la bravura del coach svedese dovrà riuscire a mettere nel cassetto e far tornare il gruppo quello affamato di un anno fa.

È pur vero che non è nemmeno facile perdere praticamente uno o due giocatori a serata, alla lista dei cinque titolari assenti per infortunio si è aggiunto anche capitan Thürkauf, uscito malconcio da uno scontro alle assi, ma questo non deve impedire al resto della squadra o ai sostituti di andare sul ghiaccio mettendo le basi per vincere.

Di quelle basi il Lugano venerdì non ne ha messa nemmeno una, la fiammata di Kupari, per quanto splendida, ha solo parzialmente riacceso la squadra di casa, che però è ricaduta nei soliti errori, nella sufficienza di giocate approssimative e poco decise, e poi nella testardaggine delle classiche soluzioni personali che non solo non portano a nulla ma che poi risultano controproducenti.

(Photobrusca)

La squadra di Mitell anche nel suo massimo sforzo ha sempre girato al largo dallo slot davanti a Fadani, trovando tanti tiri ma defilati e nelle poche volte in cui è riuscito a penetrare nel cono davanti al portiere degli aviatori le sue conclusioni sono risultate deboli, storte in partenza o effettuate in posizioni scomode, per non parlare di quelle bloccate.

Il contrario di quanto ha trovato invece la squadra di Liniger dalla sua parte, le reti di Meyer e Lindroth nel periodo centrale sono emblematiche per la facilità con cui i due sono entrati nello slot basso e hanno potuto tirare in completa tranquillità da pochi metri verso Mayer. In totale gli aviatori hanno tirato solamente quattro volte dallo slot basso, ma in tutti e quattro questi tentativi sono andati a segno, con il quinto gol (che corrisponde al secondo vantaggio) arrivato da pochissimo fuori quest'area.

Tutto questo è segnale di una squadra che è andata sul ghiaccio con poca lucidità, probabilmente sottovalutando l'avversario – tra l'altro dopo aver subito un primo 5-2 a casa loro – con un atteggiamento soprattutto difensivo alquanto lezioso, abbastanza grave dopo tutte le parole spese in settimana. Non deve e non doveva essere la vittoria di Ginevra a far pensare che le cose si fossero di nuovo risolte, e sarebbe bastata mettere in pista l'attitudine vista contro i granata per avere un approccio alla partita diverso, ma a questo punto risulta evidente che i bianconeri non sanno dare un senso a una prestazione in fila all'altra.

Come già detto, si possono capire le difficoltà dettate dalle numerose e pesanti assenze, ma se questo è un problema a cui lo staff tecnico non può far fronte, Mitell e Hedlund dovranno per forza mettere mano allo spirito del gruppo, che tende troppo spesso ad evaporare da una partita all'altra.


IL PROTAGONISTA

Dario Meyer: Con un altro pattinaggio e altra intensità, il numero 88 del Kloten avrebbe avuto forse ben altra carriera. Con la sua tecnica e le mani delicate ha trovato gli spazi giusti nella difesa del Lugano per prima dare il secondo “la” alla vittoria degli aviatori con il gol del 1-2 e poi con una iniziativa personale si è infilato nello slot come un coltello nel burro per il gol dell'1-4. La sua capacità di possesso del disco ha spesso mandato in frantumi una difesa bianconera decisamente allegra.


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