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Lugano

Il Langnau affossa il Lugano con quattro reti pesanti

I bianconeri giocano un tempo, poi si sciolgono come neve al sole nel buio del periodo centrale. Ireland perde Klasen per un brutto check alla testa di Barker

Il Langnau affossa il Lugano con quattro reti pesanti

LANGNAU – LUGANO

4-0

(1-0, 3-0, 0-0)

Reti: 16’19 Dostoinov (Gagnon, Erni) 1-0, 26’22 Dostoinov (Thuresson, Barker) 2-0, 31’44 Barker (Lardi, Berger) 3-0, 38’26 Seydoux (Zryd, Nüssli) 4-0

Note: Ilfis, 5’899 spettatori. Arbitri Mollard, Stricker; Kaderli, Progin
Penalità: Langnau 2×2′ + 1×5′ + 1’x20′ (Barker), Lugano 7×2′

LANGNAU – Le vittorie nei due derby di inizio anno non erano la panacee a tutti i mali, questo lo si sapeva, ma nemmeno la sfida di Zugo aveva saputo rinfrancare i bianconeri, figuriamoci poi una sconfitta con un pesante 4-0 in quel di Langnau.

Una sconfitta frustrante, per chi l’ha giocata, ma anche per chi vi ha assistito, dovendo guardare un Lugano che, come da tradizione, ha trasformato agli occhi dei presenti i Langnau Tigers nei Pittsburgh Penguins.

Ora, con tutto il rispetto per la squadra di Ehlers e il campionato che stanno portando avanti i giallorossi, vedere il Lugano che va a subire il gioco a Langnau – e stavolta anche reti – non per una, ma bensì da troppe sfide da mesi (anni?) a questa parte, sta a significare che il Lugano, oltre ai problemi di questo periodo, ha altre paure che nascono dal profondo.

È stato frustrante, si diceva, perché la maniera con cui i bianconeri non sanno più reagire ai sussulti avversari, anche contro squadre meno quotate (va bene che “non ci sono più partite facili ecc…”) è sintomatico di un carattere ormai perduto da parte di Chiesa e compagni.

Non basta certo un buon primo tempo passato a sprecare occasioni da rete con Lapierre, Cunti e Fazzini a far pensare che tutto potesse risolversi, perché poi, dalla prima rete di Dostoinov in avanti, i bianconeri hanno cominciato a spegnersi, anzi a staccarsi la spina da soli.

Già l’approccio al secondo periodo non è stato dei più aggressivi come era lecito attendersi (altra costante di questa stagione…) ma sono affondati colpo su colpo, anche con errori di Manzato. Il portiere friborghese, fatto partire da titolare, è stato già discutibile sulla prima rete, ma sul 2-0 e il 3-0 di Dostoinov di nuovo e Barker si è fatto trovare completamente impreparato, aiutando i suoi compagni a scavare il buco in cui gettarsi.

Ed è anche a queste difficoltà, quelle che vengono da dentro, non solo dagli avversari, che il Lugano non sa reagire, con linguaggi del corpo inequivocabili. Pochi segnali sul piano fisico, poche reazioni in panchina – anche Ireland è sembrato a corto di idee se non quella di tentare altri rimescolamenti – ma tra un impianto di gioco fragile e un carattere che lo è ancora di più, il Langnau ha potuto gestire il resto del match in maniera autoritaria, quasi rilassata, giocando esattamente la partita che invece ci si aspetterebbe da una squadra come quella bianconera.

Come se non bastasse, un inutile e brutto check alla testa da parte dell’esordiente Cam Barker ha tolto dai giochi anche Linus Klasen, uscito a fatica dal ghiaccio con tutta la preoccupazione che sale nel vedere questo tipo di interventi e le loro conseguenze.

In questo momento il Lugano si trova con abbastanza fieno in cascina per non panicare ma, visto come stanno evolvendo le cose sul piano del gioco e della spinta del gruppo, è largamente obbligatorio attendersi una reazione, dai giocatori e dallo staff tecnico, ma forse anche da chi questa squadra la assembla e ne ripara i pezzi.

Stranieri in difficoltà, con Klasen verosimilmente ai box, allenatori che cominciano ad andare un po’ in confusione e giocatori come Fazzini, Hofmann e Bürgler con i colpi a salve, un quadro che dipinge una squadra incapace di andare in rete da più di 2 ore di gioco. Ricordate il famoso cerotto sul cranio rotto?


IL PROTAGONISTA

Alexei DostoinovSe da una parte Daniel Manzato è stato un protagonista in negativo, dall’altra l’ex biancoblù ha contribuito a metterlo in difficoltà.

Certo, la prima rete è stata abbastanza facile e la seconda ha trovato il portiere bianconero mal piazzato, ma il russo di licenza svizzera pareva indemoniato come non era mai stato. Sarà stata un’aria da vecchio derby.


HIGHLIGHTS

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