La Champions Hockey League si trova davanti a un passaggio decisivo per il proprio futuro. Come riferisce la NZZ, il contratto con il partner commerciale Infront scadrà nel 2028, e i vertici della competizione hanno respinto una prima proposta di rinnovo a condizioni economiche sensibilmente inferiori rispetto a quelle attuali.
Secondo le indiscrezioni riportate dal quotidiano, l’offerta prevederebbe una riduzione nell’ordine del 50%, una cifra che non è però stata confermata ufficialmente. Una direzione per il futuro del torneo dovrà essere individuata al più tardi entro la prossima estate, in un contesto in cui diversi club continuano a interrogarsi sulla convenienza della partecipazione.
Nonostante le riforme introdotte dalla ripartenza del 2014, la CHL fatica infatti ad allargare il proprio pubblico. Nella stagione 2025/26, le 101 partite disputate hanno registrato una media di 3’557 spettatori. Esistono eccezioni incoraggianti, come il record stabilito a settembre dai Kölner Haie, capaci di vendere 18’104 biglietti per la sfida contro il Frölunda, ma le arene piene restano poco frequenti.
Per le società pesano soprattutto i costi delle trasferte e premi ritenuti insufficienti. Stando alla NZZ, chi non raggiunge almeno le semifinali chiude generalmente la propria partecipazione in perdita. A questo si aggiunge il carico di partite, che alimenta le perplessità di coach e direttori sportivi.
Il quotidiano cita anche il recente esempio del Ginevra Servette, sconfitto martedì per 4-0 a Växjö con una formazione fortemente rimaneggiata a causa dei numerosi infortuni. I ginevrini hanno prodotto appena tre tiri in porta nella prima metà dell’incontro, offrendo un esempio delle difficoltà che possono emergere quando gli impegni europei si sovrappongono alle esigenze del campionato.
Tra le ipotesi per rendere la competizione più sostenibile figura un’ulteriore riduzione delle partecipanti, eventualmente limitando l’accesso ai campioni dei sei principali campionati europei. Il calendario potrebbe essere accorciato sensibilmente, con poche date iniziali seguite da un torneo finale.
Da tempo i club chiedono inoltre di disputare le partite durante le pause dedicate alle Nazionali. Una soluzione difficile da concretizzare, considerati gli interessi delle federazioni e il peso economico dei diritti televisivi dell’Euro Hockey Tour.
Un’altra possibilità sarebbe riportare il vincitore della CHL ad affrontare una squadra NHL. La Victoria Cup non viene disputata dal 2009, quando gli ZSC Lions superarono per 2-1 i Chicago Blackhawks all’Hallenstadion. Secondo la NZZ, sul tema proseguono i contatti, ma non viene indicato alcun progetto concreto già definito.
Il presidente della CHL, Jörgen Lindgren, mantiene comunque un atteggiamento fiducioso. “Sono molto sicuro che si andrà avanti”, ha dichiarato alla NZZ, sottolineando di percepire soddisfazione tra gli azionisti e slancio attorno alla competizione.

