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Lugano

Il Berna è più brillante, il Lugano torna sconfitto dalla Capitale

BERNA – LUGANO

3-2

(1-0, 2-1, 0-1)

lugano
Reti: 1’50 Rüfenacht (Holloway, Furrer) 1-0, 21’48 Pettersson (Kienzle) 1-1, 22’00 Holloway (Bertschy, Ritchie) 2-1, 25’08 Kreis (Holloway, Schwerey) 3-1, 43’43 Klasen (Pettersson) 3-2

Note: Postfinance Arena, 15’447 spettatori. Arbitri Stricker, Wiegand; Borga, Bürgi
Penalità: Berna 1×2′ + 1×5′ + 1×20′ (Gerber), Lugano 1×2′

BERNA – Il momento positivo del Lugano cercava conferme in quel di Berna, per una delle classiche dell’hockey svizzero. Dopo la difficile vittoria contro il Ginevra, Patrick Fischer ha affrontato la trasferta nella Capitale senza poter contare sugli infortunati Ulmer, Reuille, Murray, Fazzini e Maurer. L’allenatore bianconero però potuto contare sul rientro di Romanenghi, e sul foglio partita è stato iscritto anche il 19enne attaccante degli élite Jonathan Sartori.

Alcune modifiche alla formazione hanno portato Steinmann nel primo blocco e Sannitz nel quarto con Romanenghi e Dal Pian, mentre in porta è tornato Manzato dopo lo shutout di Rapperswil.

Non sono mai partite come tutte le altre quelle tra Berna e Lugano, altro ingaggio fisico, altra intensità e squadre che cercano sempre di partire a razzo. Ha cercato di farlo il Lugano, che dopo 17” ha colpito un palo clamoroso con Walker, ma lo ha fatto meglio il Berna, grazie a Rüfenacht, dimenticato tutto solo davanti a Manzato. Una rete che però non ha fatto tremare le gambe al Lugano che ha sì dovuto lavorare molto difensivamente, per via del maggior gioco dei padroni di casa, ma che questo lavoro lo ha fatto molto bene.

A far tremare le gambe ci ha pensato suo malgrado lo stesso Rüfenacht, che vittima di uno scontro in piena velocità con Kparghai – check durissimo ma, va detto, regolare – è stato trasportato fuori dal ghiaccio in barella e successivamente in ospedale, dopo aver apparentemente perso i sensi sul ghiaccio. Grande spavento per tutti, ma al rientro sul ghiaccio sono bastati pochi istanti alle squadre per alzare i ritmi delle operazioni e rendere intensa la sfida.

Superiorità territoriale del Berna ma sostanziale equilibrio tra le due squadre, e ci teneva a ribadirlo Fredrik Pettersson, che con un’invenzione delle sue ha pareggiato la sfida in powerplay al 21’. Proprio quando si pensava che il Lugano potesse girare la sfida a suo favore, il Lugano l’ha gettata in mano al Berna, dapprima subendo il nuovo vantaggio di Holloway dopo 12” dalla rete dello svedese, e poi giocando malissimo 5’ di power play – brutto fallo di Gerber su Vauclair – non prima di aver subito il 3-1 di Kreis.

Momenti che hanno fatto male al Lugano e proporzionalmente bene al Berna, che ha macinato più gioco e si sono resi pericolosi di nuovo dalle parti di Manzato. Fischer ha provato diverse mosse per scuotere i suoi, come lo spostamento di Sannitz prima e Walsky poi al centro dei due svedesi, ma aldilà del gol di Klasen per il definitivo 3-2, i bianconeri si sono confermati in serata storta, o semplicemente meno bravi del Berna.

Orsi che hanno avuto i meriti della vittoria per aver reagito ottimamente al pareggio di Pettersson e per aver gestito in maniera oculata il vantaggio, fino alla fine, di fronte a un Lugano meno ispirato. Risultato finale giusto, per ciò che si è visto in pista, per via di un Berna più brillante e un Lugano meno reattivo e deficitario in quel power play da 5’ che non ha fruttato che un misero tiro in porta.

I bianconeri sono sembrati poco ispirati, e oltre ai citati infortunati Fischer ha dovuto fare a meno anche di Vauclair da metà partita, uscito dolorante al ginocchio destro dopo il duro fallo di Gerber. Buone per contro le prestazioni di Sartori e Romanenghi, che hanno usufruito di un ottimo minutaggio e hanno risposto con una prestazione di spessore.

Bravo Manzato in diversi frangenti, meno bene sulla rete di Kreis, quando ha praticamente servito l’assist con una respinta sulla paletta del giovane bernese. Pettersson solito trascinatore, autore dell’unica rete e lottatore a tutta pista, mentre Klasen ha sofferto la grade fisicità bernese, pur andando a rete anche lui e trovando sempre qua e là diversi spunti di classe.

Nessun dramma di fronte a una sconfitta del genere, il Lugano è rimasto in partita sino alla fine pur giocando una partita bruttina, questo grazie al carattere che contraddistingue i bianconeri, capaci di lottare fino in fondo anche in assenza del bel gioco e dell’efficacia.

Infine un pensiero va a Thomas Rüfenacht, vittima di quel terribile scontro con Kparghai, con l’augurio all’ex bianconero di riprendersi al più presto.

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