
(Photobrusca & Luckyvideo)
Ogni inizio settimana, per tutto il corso del campionato, HSHS vi proporrà la rubrica dedicata ai “top e flop”, ovvero ai giocatori che secondo noi si sono distinti negli ultimi turni di campionato, così come a coloro da cui ci si aspettava invece qualcosa in più.
Vengono selezionati un portiere, due difensori e tre attaccanti tra chi ha fatto particolarmente bene e chi, invece, ha deluso le aspettative.
Di seguito la selezione basata sui turni di campionato giocati nell’ultima settimana.

Damiano Ciaccio (Ajoie): Il suo Ajoie è stato sconfitto due volte, ma se ha sfiorato la vittoria contro il Bienne e incassato almeno un punto a Rapperswil gran parte del merito va al portiere dei giurassiani. Contro gli orsi ha parato 31 dei 34 tiri ricevuti, ma la miglior prestazione Ciaccio l’ha tirata fuori a Rapperswil con 36 salvataggi per una media di parate del 94,75%, con diversi interventi decisivi che hanno tenuto in piedi l’impianto dell’Ajoie almeno fino all’overtime, quando nulla ha potuto sulla giocata di classe di Strömwall.
Erik Brännström (Losanna): È diventato quasi scontato sottolineare l’incredibile capacità del difensore svedese di dominare alcune fasi di gioco, soprattutto quando può gestire il puck in zona d’attacco e imbastire le sue letali puntate offensive. Dopo 36 partite ha infatti già segnato 16 gol, una cifra che negli ultimi dieci anni solamente Tömmernes, Brennan e Genazzi erano riusciti a raggiungere, ma sull’arco di intere regular season. Quello che sta facendo Brännström è insomma eccezionale, nel pieno rispetto di tutte le aspettative che lo indicavano come il difensore più devastante della lega.
Juuso Riikola (Langnau): Il finlandese dei Tigers è forse un po’ sottovalutato dall’esterno, ma la sua importanza è capitale per una difesa che nella passata settimana non ha subito nemmeno un gol (!), e che grazie a lui ha saputo trovare anche ottimi impulsi dalle retrovie. Riikola ha infatti firmato un gol pregevole contro il Bienne e un assist alla Gottardo Arena, confermando di poter finire sul tabellino con buona regolarità. Nelle ultime 14 partite ha infatti ottenuto punti in 11 occasioni, per un bottino complessivo di 14, di cui quattro gol.
Brandon Gignac (Kloten): Frenato inizialmente da un infortunio, l’attaccante del Kloten sta avendo una buona progressione e dei suoi punti ne sta giovando un Kloten che prima di Natale era in decisa difficoltà. Velocissimo e difficile da marcare, il canadese ha dato saggio delle sue capacità con l’assist per il game winning gol di Derungs e il gol del 4-1 sul Davos, e poi con una seconda accelerazione bruciante per la rete del primo vantaggio degli aviatori in quel di Zugo, usciti vincitori all’overtime.
Theo Rochette (Losanna): Attuale top scorer del campionato sia per punti ottenuti – 38 complessivi, 1.15 a incontro – sia per reti, in combutta con Stransky e Petersson a quota 19, il giovane centro del Losanna si è confermato anche nel nuovo anno come un motore instancabile e dinamico dell’attacco vodese. Contro lo Zugo ha preso in mano la situazione affossando gli avversari con due gol e altrettanti assist, per poi andare a punti anche nella sfida di Zurigo. È andato a punti in ogni singola partita giocata dal 29 ottobre a oggi, e la sua point streak ha così raggiunto le 12 partite consecutive, nelle quali ha firmato 18 punti, di cui sette gol.
Luca Fazzini (Lugano): Da sabato sera, grazie al gol e i due assist messi a segno contro il Friborgo, e al passaggio decisivo per Thürkauf a Bienne, Fazzini è il nuovo topscorer del Lugano, con un totale di 13 gol e 20 assist in 33 partite giocate. La progressione avuta dal 30enne da fine novembre ad oggi con 23 punti in 13 incontri gli ha permesso inoltre di scalare la classifica marcatori fino ad arrivare all’ottavo posto assoluto, (proprio davanti a Zach Sanford), il che ne fa il secondo miglior marcatore svizzero di National League dietro al topscorer del campionato Théo Rochette.

Tim Wolf (Zugo): Quella dell’esordio nel 2026 dello Zugo è stata una serata molto difficile, con una scoppola ricevuta a Losanna che in molti ricorderanno per diverso tempo. Un po’ abbandonato a se stesso, va detto, Wolf non ha fatto una gran figura soprattutto nel secondo tempo, incapace di produrre una parata decisiva o che tenesse un attimo in partita i suoi, subendo ben cinque reti su dieci tiri fino alla sua sostituzione, con gli ultimi quattro tentativi di Rochette e compagni andati a segno consecutivamente in una serata da incubo.
Michal Cajkovsky (Ambrì Piotta): Sembra quasi di voler sparare contro la proverbiale croce rossa, ma anche nella serata di Davos il gigantesco difensore slovacco ha ribadito di essere lontano anni luce dal livello richiesto a uno straniero di National League. Davvero poco sensata la decisione dello staff di rinunciare a Tierney – per giunta con un attacco ridotto a soli 12 uomini, vista l’assenza di Pestoni per infortunio – per mandarlo sul ghiaccio appena dieci minuti. In questo lasso di tempo è comunque “riuscito” a far registrare un bilancio di -4, e sinora, complessivamente, in 67 minuti giocati a parità numerica ha una statistica di -12. Con lui in pista l’Ambrì Piotta subisce in media un gol ogni cinque minuti, probabilmente un record negativo.
Andrea Glauser (Friborgo): Dopo l’infortunio che lo aveva costretto a saltare un mese a inizio stagione, Glauser è ancora alla ricerca della sua miglior versione, tanto che le sue prestazioni più recenti parlano di una totale assenza dal tabellino e di un bilancio complessivo di -7 negli ultimi quattro match. Anche nella sfida di sabato contro il Lugano lo abbiamo visto commettere diverse imprecisioni difensive, a testimonianza di un timing e di una lettura del gioco che non sono ancora tornati sui livelli dei tempi migliori.
Chris DiDomenico (Ambrì Piotta): A volte diventa quasi difficile criticarlo, perché anche nelle serate più buie della squadra è spesso quello che si danna l’anima per cercare di creare qualcosa, ma purtroppo il canadese finisce troppo spesso per essere più dannoso che utile. Sono infatti troppi i pasticci che combina con un gioco frettoloso e impreciso, e anche nell’ultimo weekend lo abbiamo visto perdere una marea di dischi sanguinosi, il tutto nell’ambito di prestazioni difensive che da tempo non sono più all’altezza. Lo spirito per essere l’ultimo ad arrendersi c’è ancora, ma il peso degli anni in questa stagione si vede in maniera evidente, tanto da renderlo il peggior attaccante della lega per bilancio, con un eloquente -21.
Mike Sgarbossa (Lugano): Non sono bastate una manciata di partite a cavallo di novembre e dicembre per far decollare la stagione del centro del Lugano. Al rientro dalla Spengler, dove ha potuto mantenere un buon ritmo – l’infortunio era assorbito completamente – il canadese ha offerto una prova sconcertante a Bienne, correlata da dischi persi, passaggi senza senso e continui posizionamenti mancati, tanto che Mitell contro il Friborgo ha preferito giocarsela con uno straniero in meno lasciando il 32enne in tribuna. Chissà se servirà per spronarlo oppure se Sgarbossa con l’hockey svizzero non riesce proprio ad entrare in sintonia.
Tomas Tatar (Zugo): Lo Zugo ha balbettato per tutto l’autunno, e l’inverno a cavallo del nuovo anno non ha portato grandi novità. Anzi, i tori sono usciti sconfitti malamente da Losanna e hanno pure lasciato passare il Kloten all’overtime in casa propria. A fare cilecca è anche un attacco che sulla carta doveva essere stellare ma che a conti fatti fa una gran fatica a produrre secondo le aspettative, ad immagine di uno dei grandi colpi di mercato che di nome fa Tomas Tatar, a secco da tre partite e con un solo punto nel carniere da ben 6 incontri, con una presenza sul ghiaccio sempre più fumosa e impalpabile mano a mano che il ritmo del campionato aumenta.


