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National League

I top e flop al termine della regular season di National League 2025/26: giocatori svizzeri

(PostFinance/KEYSTONE/Ti-Press/Pablo Gianinazzi)

Ogni inizio settimana, per tutto il corso del campionato, HSHS vi ha proposto la rubrica dedicata ai “top e flop”, ovvero ai giocatori che secondo noi si sono distinti negli ultimi turni di campionato, così come a coloro da cui ci si aspettava invece qualcosa in più.

Vengono selezionati un portiere, due difensori e tre attaccanti tra chi ha fatto particolarmente bene e chi, invece, ha deluso le aspettative.

Di seguito la selezione generale che chiama in causa le prestazioni mostrate sull’arco di tutta la regular season da parte degli svizzeri.


Reto Berra (Friborgo): Gli anni passano, ma la solidità di base che riesce ad assicurare Reto Berra è ancora di prim’ordine, basti considerare le sue ottime statistiche che parlano del 92% di interventi e una media di reti subite di appena 1.99. Quest’ultimo dato in particolare è stato inferiore solamente a quello ottenuto da Hrubec (1.94), mentre un primato in solitaria Berra lo ha ottenuto portando alla sua squadra ben 27 vittorie. La cifra è impressionante se si pensa che in totale il veterano ha giocato “solo” 37 partite, in cui ha saputo ottenere cinque shutout e solamente in sei occasioni (!) la squadra non è andata a punti con lui tra i pali.

Lukas Frick (Davos): Le sue doti le avevamo già viste negli scorsi anni quando vestiva ancora la maglia del Losanna, ma con il passaggio al Davos è arrivata anche la sua miglior stagione in carriera. In pista per oltre 20 minuti a partita e attivo in entrambi gli special teams, Frick è stato il difensore svizzero più produttivo della lega con ben 36 punti (quattro gol) in 51 partite, uniti al brillante bilancio di +17. È inoltre stato il leader per assist primari (17) e punti in powerplay (11), facendo registrare un impatto che solitamente si chiede a un difensore straniero.

Rodwin Dionicio (Bienne): Guardando il giovane difensore in pista sono spesso state chiare due cose, ovvero il talento cristallino – unito alla giusta dose di spavalderia – ed il fatto che il suo gioco fosse ancora un po’ acerbo per raggiungere i livelli dominanti che potrà forse raggiungere in futuro. Dionicio sull’arco della stagione non è stato estraneo ad errori anche banali, ma ha pure mostrato dei movimenti e delle giocate che raramente si vedono eseguire da un ragazzo di 21 anni, specialmente nel ruolo di difensore che notoriamente richiede più pazienza per svilupparsi. Nella sua prima stagione in NL ha ottenuto 27 punti (sei gol) in 49 partite, risultando secondo solamente a Frick se si guarda la statistica dei punti in rapporto ai minuti di gioco (1.98 punti ogni 60 minuti). Non è stato perfetto, ma ha giocato una grande stagione caratterizzata da tanto pattinaggio e continui spunti, basti pensare che il suo totale di tiri (115) è stato inferiore solamente a quello di Alatalo (118, ma con una partita giocata in più).

Luca Fazzini (Lugano): Una regular season da incorniciare per il 30enne bianconero, capace di chiudere quarto assoluto e miglior svizzero nella classifica marcatori di National League con 47 punti che rappresentano il suo record personale. Per la decima stagione consecutiva in doppia cifra di reti, il topscorer del Lugano ha attraversato cinque mesi di campionato con grande regolarità di rendimento scoprendosi anche eccellente uomo assist grazie all’intesa nata con Lorenzo Canonica, suo compagno assieme a Zach Sanford in un blocco offensivo diventato intoccabile e capace di mettere a segno ben 46 reti. Da diverse stagioni Fazzini non è più un “semplice” scorer da powerplay, ma si è gradualmente trasformato in un giocatore completo e in un leader sempre più maturo e rispettato.

Theo Rochette (Losanna): Nella stagione del 24enne c’è stata la grande delusione della mancata convocazione per le Olimpiadi, ma per il resto il campionato del 24enne è stato da incorniciare, come testimonia il bottino di 43 punti (22 gol) in 46 partite. Solamente Fazzini ha saputo finire più spesso sul tabellino – ma giocando anche sei partite in più – e con 22 gol è stato lo svizzero più produttivo del campionato, confermando la sua continua progressione dopo il rientro dal Canada. Con Riat e Oksanen ha per diversi mesi rappresentato il punto di riferimento del Losanna, vivendo un momento di vuoto nel mese di gennaio – quando ha capito che non sarebbe andato a Milano – ma per il resto mostrando grande costanza di rendimento.

Denis Malgin (ZSC Lions): Il centro come già successo in passato ha dato il meglio quando è stato in coppia con Andrighetto – e infatti i numeri dei due sono molto simili – ed entrambi i giocatori meritavano una menzione in questa rubrica. Se si guarda però al contributo più completo la scelta deve andare su Malgin, che oltre a mantenere la media di un punto a partita (41 punti, di cui 14 gol) è stato il vero motore del gioco dei Lions e un maestro delle entrate controllate in zona offensiva. Dalle sue iniziative sono arrivate un’infinità di chance in zona offensiva, e nelle serate più difficili Malgin ha sempre mostrato una grande presa di responsabilità facendo di tutto per mettersi la squadra sulle spalle.


Gilles Senn (Ambrì Piotta): Se nella sua prima stagione in biancoblù aveva saputo riscattarsi dalle difficoltà vissute a Davos, rilanciandosi con delle belle prestazioni, quest’anno le cose sono purtroppo andate diversamente. La prima parte di campionato era stata promettente, ma poi la sua sicurezza è andata calando ed anche i numeri hanno iniziato a scricchiolare vistosamente, tanto da perdere nettamente la concorrenza interna con Philip Wüthrich. Statisticamente è nei bassifondi delle classifiche di lega con appena l’88.89% di interventi, 3.35 reti concesse a incontro (peggiori dati in carriera) ed appena sette vittorie nelle 26 partite disputate.

Igor Jelovac (Rapperswil): La stagione dell’ex biancoblù è stata complicata praticamente dall’inizio alla fine, con tanti errori grossolani figli di letture sbagliate oppure semplicemente di interventi goffi che nella NL di oggi non vengono più perdonati. Finito spesso già nella prima metà di stagione nel ruolo di settimo difensore, Jelovac è risultato dannoso anche in seguito alle tante penalità che ha rimediato, risultando addirittura come il giocatore più sanzionato della lega con ben 84 minuti tra cui penalità di partita.

Ramon Untersander (Berna): Sta andando in continuo calando negli ultimi anni il difensore del Berna, che ovviamente non diventa più giovane con i giorni che passano, ma che nella passata regular season non è riuscito ad essere quel pilastro che invece aveva rappresentato anche nel recente passato. Il bottino di 12 punti (soli sei primari) in 52 partite è praticamente il più basso in carriera, ed in generale la presenza di ben tre difensori stranieri in squadra ha ridimensionato il suo ruolo, impedendogli di esprimere al meglio le sue qualità.

Fabrice Herzog (Zugo): Negli stenti e nell’instabilità generale che ha caratterizzato l’annata dello Zugo ci è finito anche un giocatore esperto come Fabrice Herzog, che si è reso protagonista della peggior stagione in carriera con appena otto punti (tre gol) in 48 partite. Le sue prestazioni sono state decisamente lontane dagli standard che gli avevamo visto assicurare negli scorsi anni, e che gli avevano anche permesso di ritagliarsi un posto costantemente in Nazionale. Stavolta invece Herzog ha perso velocemente un posto nel top six, i suoi minuti sono andati progressivamente calando e non ha mai trovato una reale collocazione nemmeno dopo il cambio di allenatore. La speranza è che il futuro trasferimento a Rapperswil possa fargli bene.

Marco Müller (Berna): Dopo l’ultimo difficile campionato con la maglia del Lugano, in cui si era “trascinato” per diversi mesi, si era convinti che Müller potesse tornare ad essere quel giocatore efficace e fastidioso per gli avversari che avevamo imparato a conoscere. Il ritorno a Berna è invece avvenuto praticamente nell’anonimato, questo nonostante la stagione stentata degli orsi – e l’invecchiamento di vari leader storici – potesse essere l’ambiente ideale per imporsi in termini caratteriali. Nulla di tutto questo invece. Müller ha ottenuto solamente due gol e otto assist in 40 partite, ed ha avuto un impatto marginale sulle partite nonostante diverse serate vissute al fianco di un elemento come Merelä.

Vinzenz Rohrer (ZSC Lions): Pensando a quanto era stato capace di fare nella passata stagione – protagonista nella corsa al titolo, e poi autore di un ottimo Mondiale – il giovane attaccante austriaco ha fatto un passo indietro, e gli appena 12 punti (quattro gol) in 41 partite sono lì a dimostrarlo. Rohrer non è infatti più riuscito a portare con costanza quel suo mix di intensità e capacità tecnica che lo avevano reso in passato un giocatore molto più maturo rispetto ai suoi coetanei, facendolo di fatto “girare a vuoto” sul ghiaccio. Ovviamente una stagione difficile alla sua età è comprensibile, anche ricordando l’inizio con i camp in Nordamerica prima di tornare ai Lions in prestito, ma la prossima sarà per lui molto importante per ritrovare la giusta direzione.

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