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Hofer: “Senza infortuni posso esprimermi al massimo, ma resto concentrato sul gioco”

L’ex biancoblù sta vivendo una grande stagione: “Da top scorer a volte gli avversari ti affrontano più duramente, ma fa parte del gioco. La Nazionale? È un discorso chiuso al 100%, il mio primo pensiero è la famiglia”

AMBRÌ – Fabio Hofer sta attraversando un momento magico. L’attaccante austriaco del Bienne, dotato di licenza svizzera, è il topscorer dei seeläander.

“Al momento tutto va molto beneci racconta l’ex biancoblù ma il merito è di tutta la squadra. I blocchi sono assemblati ottimamente, sono molto contento, spero di continuare così”.

Hai cambiato qualcosa a livello di allenamento, è merito dell’allenatore? Hai davvero fatto un passo avanti. Non sei più solo lo sniper o il giocatore che s’illustrava in powerplay, adesso sei dominante in qualsiasi situazione e sei sempre nel vivo delle azioni…
“A livello di preparazione estiva non ho modificato nulla. Mi sento semplicemente molto forte e molto bene. Penso che il grande vantaggio sia quello di non aver più avuto infortuni, a differenza ad esempio della scorsa stagione. Ciò mi permette d’illustrarmi maggiormente”.

Che sensazione provi a indossare il casco giallo quando al tuo fianco hai compagni di gran livello come Rajala, Olofsson e Brunner?
“È una bella sensazione, sono bei momenti, ma cerco sempre di dimenticare questo fatto o perlomeno di non pensarci troppo, altrimenti c’è il rischio di distrarsi. Devo restare concentrato e tenere il focus esclusivamente sugli aspetti legati al gioco”.

Noti un cambiamento dei tuoi avversari nei tuoi confronti adesso?
“A volte c’è qualche giocatore che ti affronta più duramente perché si trova di fronte il casco giallo, ma fa parte del gioco ed è una sfida che accetto volentieri”.

Vedendo il livello raggiunto, non ti viene voglia di tornare a giocare per la tua Nazionale?
“Assolutamente no, il capitolo è chiuso definitivamente, al 100%. Ho sempre detto che non appena avrei avuto un figlio avrei smesso di rispondere alle convocazioni austriache. Ora ne ho addirittura due. Non mi pento di questa decisione, ho bisogno di queste pause per passare del tempo con la mia famiglia”.

Hofer, che ha tatuato in italiano la frase “”la famiglia, un amore per sempre” oltretutto è attualmente in una costellazione particolare…
“Mia moglie e i miei due figli abitano in Austria, dove mia moglie è impegnata professionalmente. Cerchiamo di vederci il più spesso possibile. Quando lei ha libero mi raggiunge a Bienne e viceversa. Alla fine sono solamente circa due ore e mezzo di tragitto. Siamo abituati, è da tanto che siamo in questa situazione e cerchiamo di ottimizzarla”.

A proposito di Austria, a fare furore c’è il 18enne difensore del Kloten, David Reinbacher…
“Proviene dal mio stesso luogo, ma siamo di una generazione leggermente diversa, lui è un po’ più giovane e quindi personalmente non lo conosco benissimo non avendoci avuto molto a che fare. L’ho osservato parecchio, è molto bravo e calmo, riceve tanto tempo di ghiaccio, l’allenatore gli dà molta fiducia e lui lo ripaga. Gioca benissimo, spero che continui così, posso solo fargli tanti complimenti”.

È ancora speciale tornare ad Ambrì? Hai ancora contatti con Duca, colui che ti ha in sostanza cambiato la vita portandoti in Svizzera?
“Torno sempre volentieri in Leventina, ho avuto veramente due anni magnifici e il Ticino mi piace molto. La nuova pista è davvero bella e funzionale, è perfetta. Con Paolo dopo le partite se c’è tempo discutiamo sempre, andiamo d’accordo e questo è molto importante”.

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