
(Photobrusca & Luckyvideo)
ZUGO – L’associate coach bianconero Stefan Hedlund è soddisfatto della vittoriosa prestazione a Zugo, che ha visto il Lugano imporsi con il risultato di 3-2.
“Penso che complessivamente la nostra prestazione sia stata difensivamente molto solida sull’arco dei 60 minuti. Lo Zugo ha scagliato una decina di tiri dopo due tempi, quindi sono parecchio contento, anche perché appunto è la mia area di competenza. Peccato non aver ucciso la partita prima segnando qualche gol in powerplay”.
Credo che tu possa essere fiero di come la squadra abbia gestito questi sei giorni senza partite. Non è sempre evidente…
“Esatto, non è semplice, ma questo gruppo mi impressiona. L’attitudine mostrata dai ragazzi anche durante le pause è qualcosa che non ho visto molte altre volte nella mia esperienza hockeistica. Sono veramente tutti professionali, e Mitell sta facendo un grande lavoro in merito alla tempistica e all’organizzazione dei programmi. Poi chiaro, dopo un break non sai mai esattamente come stai e a che punto sei. Sono felice di come la squadra abbia performato”.
Parliamo di David Aebischer. Con te a Rapperswil si comportava egregiamente, l’anno scorso invece senza la tua presenza ha faticato. Ora siete di nuovo riuniti e lui ha fatto un grande balzo di qualità. Insomma, concedimi questa battuta, ha proprio bisogno di te…
“(Hedlund sorride, ndr) No, David non necessita del sottoscritto. Più che altro quando crei una relazione con un giocatore e ti conosci a vicenda, sai magari come aiutarlo meglio al fine di progredire. Penso di sapere di che impulsi e consigli abbia bisogno per migliorare, e come vuole che gli siano dati. Lui è uno che deve sentirsi libero di giocare e di fare la sua partita. La cosa più importante però è come lavora duro. È sempre sul ghiaccio e in palestra per fare passi in avanti in ogni ambito, sia fisico che tecnico, fa molti esercizi anche per affinare il suo tiro. Insomma, è un gran lavoratore, fa tutto per diventare un giocatore più forte. A mio avviso è tra i migliori difensori right della lega, fra quelli che hanno all’incirca la sua età. Mi ha impressionato anche con la Nazionale. Credo che abbia un futuro luminoso davanti a sé, ma ribadisco, il mio impatto a tal proposito è nullo. Sono semplicemente contento per lui”.
Anche tu hai rinnovato anticipatamente il tuo contratto. Come mai? Io sono rimasto un po’ sorpreso, avevo letto di parecchio interesse dalla Svezia e credevo che saresti tornato a svolgere il ruolo di head coach…
“Penso che al momento Lugano sia un ottimo posto per me. Mi piace la via intrapresa dal club, mi piace il mio ruolo, mi piace lavorare con Tomas, Antti (Ore l’allenatore dei portieri, ndr) e tutto il resto dello staff. Sono molto eccitato all’idea di quello che possiamo costruire qui, e avevo già lavorato in passato con Steinmann. Mi piace dunque essere qui e fare parte di questo viaggio. Quello che succederà in un futuro più lontano non lo so, il tempo ci dirà se tornerò a fare l’head coach. Non ho fretta in questo senso e inoltre posso ancora migliorare e lavorare su me stesso”.



