
LUGANO – C’è delusione e rassegnazione nei corridoi della Cornèr Arena, ma l’ambiente dopo l’eliminazione del Lugano da parte dello ZSC Lions è anche un po’ surreale, con gli applausi e i cori dedicati alla squadra bianconera, una cosa sicuramente significativa ripensando a solo un anno fa.
“I tifosi vanno ringraziati per il sostegno che ci hanno dato fino all’ultimo – afferma un affranto Luca Fazzini – anche loro hanno capito il lavoro che c’è dietro al percorso che abbiamo intrapreso in stagione e sicuramente avremmo voluto regalargli un epilogo diverso. C’è tanto da imparare in questa stagione e i passi fatti sono nella direzione giusta”.
Luca Fazzini, ovviamente a caldo non è facile pensarci, ma cosa provi ripensando a tutta la stagione?
“Se ripenso da dove eravamo partiti credo che abbiamo fatto un grande percorso. Ci sono volute quelle otto-dieci partite inizialmente per capire il sistema di Mitell, ma poi le cose sono andate bene e la squadra ha iniziato a giocare come volevamo. Come stagione è sicuramente un passo nella direzione giusta ma ovviamente al momento prevale l’amarezza per questa eliminazione e per non essere riusciti a vincere nemmeno una partita”.
A livello personale sei soddisfatto di quanto fatto?
“Personalmente ritengo di aver giocato una buona stagione, ma avrei voluto dare di più in fatto di reti, soprattutto in questi momenti. Nelle ultime partite di regular season e nei playoff ho sentito marcature molto più strette su di me e diversi colpi duri, allora ho cercato di servire di più ai compagni piuttosto che cercare il tiro a tutti i costi”.
Se volevate testare la vostra tenuta nei playoff avete pescato proprio l’esempio estremo con lo ZSC, con quali sensazioni lasciate i playoff?
“Se volevamo imparare qualcosa da questi playoff va detto che con lo ZSC abbiamo trovato una squadra fortissima e profonda in ogni suo reparto costruita in anni di progettazione. Non sono campioni svizzeri per due volte consecutive per nulla, questi cicli si costruiscono in anni di lavoro e la differenza dagli altri sta in dettagli che sembrano insignificanti ma che alla fine sono decisivi. Penso che su dodici tempi di gioco contro di loro noi ne abbiamo sbagliato veramente uno solo, quello in gara-3 alla Swiss Life Arena, ma per il resto sul piano del gioco siamo stati vicini, ma nel confronto mancava sempre qualcosa. L’esecuzione dei passaggi, la tranquillità nel gestire i momenti senza spendere tante energie, il tiro o il passaggio al momento giusto davanti alla porta, insomma ci sono tante cose da cui prendere spunto ma che non ci si inventa così dal nulla”.
I tifosi vi hanno sostenuto fino all’ultimo, vuoi lanciare un messaggio per loro?
“Voglio dire semplicemente grazie. Sono tornati a riempire la pista e a sostenerci fino all’ultimo, non era evidente dopo la stagione scorsa. Abbiamo ricevuto applausi anche dopo essere usciti in quattro partite dei quarti di finale e questo è sicuramente qualcosa di speciale”.



