
AMBRÌ – Anno nuovo, problemi vecchi. Nemmeno la pausa natalizia ha portato qualcosa di buono sotto l’albero della Gottardo Arena. La squadra di Landry continua a navigare a vista, senza gioco né emozioni, e la brutta sconfitta casalinga contro il Langnau ha confermato come tutto l’apparato biancoblù sia ormai alla deriva. Un quadro che trova riscontro anche nelle parole di Tommaso De Luca.
“Non va come vogliamo”, ha ammesso l’attaccante numero 88. “Sul ghiaccio non stiamo dando il massimo, lo schema tecnico non funziona e manca qualità. Dobbiamo trovare il modo di cambiare qualcosa, perché il tempo degli alibi è finito”.
Perché non riuscite a dare il massimo sul ghiaccio?
“Penso che se tutti dessero il 100%, applicando davvero ciò che stiamo allenando, potremmo vincere più partite. È un mix di cose: ognuno deve dare qualcosa in più, solo così possiamo venirne fuori”.
Pur essendo ancora in corsa per i play-in, avete messo in pista l’ennesima prova povera di emozioni e intensità. Come te lo spieghi?
“Non lo so fino in fondo, ma so che non possiamo mollare. Siamo tutti sulla stessa barca. L’unica strada è continuare a lavorare duro, semplificare il gioco e provare a mettere un pizzico di fantasia in più là davanti. In questo momento le cose non funzionano, spesso i rimbalzi non girano a nostro favore e ci innervosiamo. Non dobbiamo cedere alla frustrazione, ma provare a cambiare l’inerzia”.
Sabato affronterete il Davos, reduce dalla sconfitta contro il Kloten e alla settima partita in otto giorni. Può essere l’occasione giusta per invertire un trend che parla ormai di cinque sconfitte consecutive?
“Sì, è un’occasione che va sfruttata. Possiamo farlo e lo abbiamo già dimostrato in passato. Dovremo salire sul pullman con questo mindset”.
Una vittoria potrebbe davvero rimettervi in carreggiata?
“Se riuscissimo a vincere una partita giocata bene, potrebbe significare molto a livello mentale. Sarebbe una grande iniezione di fiducia per affrontare il mese che ci aspetta”.
A livello personale, gennaio sarà un mese importante anche in ottica Nazionale e convocazione olimpica. Quanto pesa giocare in un contesto così difficile?
“Personalmente non ci penso. Cerco solo di dare il massimo a ogni cambio. Quello che conta è l’Ambrì, la classifica e il mese di gennaio che ci attende. Il resto verrà da sé”.



