
AMBRÌ – ZUGO
4-0
(0-0, 1-0, 3-0)

Reti: 33’50 Joly 1-0, 47’06 Zwerger (Bürgler) 2-0, 49’24 Manix Landry (DiDomenico) 3-0, 59’54 Formenton 4-0
Note: Gottardo Arena, 6’185 spettatori
Arbitri: Tscherrig, Ströbel; Schlegel, Bachelut
Penalità: Ambrì Piotta 3×2, Zugo 5×2 + 1 x rigore
Assenti: Michal Cajkovsky (sovrannumero), Inti Pestoni (infortunato)
AMBRÌ – Ha potuto prendere una boccata d’ossigeno l’Ambrì Piotta, e questo sicuramente ci voleva. Lo ha fatto al termine di una partita che nel complesso ha visto in pista due squadre alle prese con i loro problemi, e di conseguenza ritmo ed intensità non erano certo quelli delle serate migliori, ma d’altronde non si poteva pretendere che i biancoblù all’improvviso alzassero in maniera vertiginosa il proprio livello.
La prova messa in pista martedì è però stata sufficiente per battere uno Zugo deludente e che sul ghiaccio ha portato davvero poche idee, ma dal canto suo l’Ambrì è riuscito ad imbastire una prima reazione dopo le ultime preoccupanti prestazioni. Certo, si tratta solamente di un passo nemmeno troppo convincente, ma la sensazione è che la squadra di Landry possa ritrovare compattezza e fiducia solo facendolo poco alla volta.

Di buono, Joly e compagni hanno sicuramente mostrato la volontà di volersi sollevare dopo le recenti difficoltà e, pur non disputando una partita entusiasmante, hanno sicuramente meritato la vittoria più degli avversari. La frazione più convincente è in questo senso stata la terza, quando i biancoblù hanno respinto i tentativi dello Zugo anche grazie ad alcuni importanti interventi di Wüthrich – al primo shutout stagionale, così come l’intera squadra – e poi in transizione sono riusciti a colpire con Zwerger e Manix Landry, chiudendo la sfida con dieci minuti d’anticipo.
Così non era stato nella prima parte di gara, quando sempre in contropiede i leventinesi si erano costruiti delle ottime chance per battere Genoni, ma per l’ennesima volta il killer instinct aveva fatto difetto. Per fortuna che su una di queste puntate Formenton si è guadagnato il rigore che ha svoltato la serata, poi trasformato in maniera fredda da Joly.
L’episodio ha permesso di scaricare un po’ di tensione, soprattutto quella accumulatasi dopo quegli oltre tre minuti di powerplay in entrata di periodo centrale giocati in maniera pessima dai leventinesi, e che avevano confermato le difficoltà di una fase offensiva balbettante. Una volta in possesso del puck in zona d’attacco, l’Ambrì non ha infatti mostrato molte soluzioni per cercare di mettere in difficoltà Genoni, e questo ha portato a tanti tiri dalla distanza, di cui parecchi lontani dallo specchio della porta.

Lo Zugo dal canto suo non ha fatto meglio, e anzi spesso ha faticato nel superare il filtro a centro pista imbastito dai padroni di casa, trovando il modo di rendersi pericoloso praticamente solo con Kubalik – ben sei tiri in porta per lui – e qualche puntata di Hofmann.
Troppo poco anche per battere un Ambrì Piotta che si trova in un periodo di fragilità, ma che nell’occasione ha protetto meglio del solito il suo portiere, e nel contempo è riuscito ad approfittare delle difficoltà dell’avversario.
È stata insomma una vittoria che ci voleva, per la classifica certo, ma anche per un intero ambiente che vedeva tutto nero da diverse settimane. Alla Gottardo Arena erano parecchi i seggiolini di tribuna vuoti – ad occhio è probabilmente stata la partita con minor capienza effettiva da diverso tempo – e la necessità di tornare a vivere emozioni positive era evidente.

Qualcosa in questo senso si è mosso, unitamente alla notizia dell’arrivo di Lars Weibel al timone di una barca che ancora ha diverse falle, ma che perlomeno ha ora la certezza di avere un capitano definitivo per il futuro. E chissà che il “gol d’ufficio” di Formenton arrivato nel finale, assegnato automaticamente dopo un intervento falloso mentre l’attaccante era lanciato a rete, non possa anche dare gli stimoli giusti al canadese. Per l’Ambrì trovare qualche scorer in più per il finale di stagione sarà di primordiale importanza.
IL PROTAGONISTA
Philip Wüthrich: Ci ha messo 37 partite, ma finalmente l’Ambrì Piotta è riuscito a mandare gli avversari in bianco. Wüthrich ha firmato il primo shutout della stagione leventinese, un traguardo di rilievo per la squadra che ha una delle peggiori difese della lega, e nettamente la peggiore per reti incassate a parità numerica. Il portiere è stato bravo e sicuro specialmente sugli insidiosi tiri di Kubalik, su cui si è sempre fatto trovare in posizione.
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