
AMBRÌ – È stato un nuovo inaspettato terremoto quello di cui si è reso protagonista l’Ambrì Piotta nella serata di martedì, proprio al termine di una buona prestazione valsa un punto a Friborgo.
Per la seconda volta in stagione il club leventinese ha sostituito l’allenatore, stavolta cambiando per davvero il suo staff con l’arrivo di Jussi Tapola, che torna così in Svizzera dopo gli anni passati a Berna.
“È stata una decisione che non è stata presa ovviamente martedì sera, anche alla luce dei buoni risultati delle ultime due partite”, ci ha spiegato il DS ad interim, Alessandro Benin. “È stata frutto dell’analisi e delle considerazioni di più persone, e questa è la strada che l’Ambrì Piotta ritiene necessaria per concludere nel migliore dei modi l’attuale stagione”.
Lars Weibel che ruolo ha avuto? Ha preso lui la decisione finale di fare questa mossa?
“Come ha detto lui stesso in occasione della sua conferenza stampa di presentazione, dopo le 10 di sera ogni tanto ci si sente al telefono. A parte gli scherzi, più persone sono state coinvolte in questa valutazione, compresa una presentazione di vari scenari al Consiglio d’amministrazione”.
Possiamo dunque dire che è già una mossa del nuovo corso di gestione?
“Diciamo che è una mossa che guarda avanti”.
Come mai la scelta è andata su Jussi Tapola? Cosa vi porta il suo profilo?
“L’esperienza dell’allenatore è ovviamente fuori discussione. Uno dei punti a suo favore è inoltre la sua ottima conoscenza del campionato svizzero”.
Il contratto con Tapola è fino al termine della stagione. È da interpretare come una sorta di test per il prossimo anno, oppure è proprio solo nell’ottica di finire il prima e meglio possibile questo campionato?
“L’obiettivo di tutti è assolutamente quello di trarre ancora il meglio dall’annata 2025/26. C’è ancora tanto hockey davanti a noi. Siamo sicuri che possiamo ottenere il meglio dalle ultime partite di regular season, e poi vedremo cosa succederà”.
È stato difficile comunicare la decisione alla squadra dopo la partita di Friborgo, che è stata la migliore di questo mese?
“Queste sono decisioni sicuramente difficili da comunicare, così come da sentirsi dire. Però fanno parte del nostro lavoro”.
In questa decisione c’è da leggere anche il fatto che prendete molto sul serio il finale di stagione. Percepite le insidie di un eventuale playout con l’Ajoie?
“Guardiamo avanti, non pensiamo oggi ai playout o altro. Ora il focus è sulla partita di giovedì contro il Lugano, poi la si analizzerà per preparare bene quella di sabato. E così avanti sino al termine della regular season, nelle otto partite rimanenti”.
A livello finanziario che impatto ha l’operazione?
“La decisione è stata ovviamente presa con l’avvallo del Consiglio di amministrazione. Nonostante la stima che ho per HSHS, non posso però condividere con te il mio file Excel (ride, ndr). Diciamo che la cosa rientra però nei limiti dettati dalle nostre possibilità”.
In questo mese di gennaio abbiamo visto alcune prestazioni preoccupanti, poi però nelle ultime due partite qualcosa sembra cambiato in positivo… Questo ti lascia fiducioso per il finale di stagione?
“Se ripensiamo ad esempio alla serata contro il Kloten, potevamo chiudere il primo tempo con molte più reti. Lo stesso discorso può valere per il periodo centrale con gli ZSC Lions. Ci sono stati insomma diversi piccoli segni positivi, il problema è che ci si è fermati a questi momenti che ti ho citato. In generale però sì, sono positivo. Con diversi di questi ragazzi ho lavorato tanto nel corso degli ultimi 13 anni e hanno tutti la mia massima stima e fiducia. Dunque la mia risposta è affermativa, sono fiducioso”.
Pensando proprio al tuo percorso, in particolare con René Matte hai instaurato un rapporto stretto di tanti anni. Deve essere stato difficile a livello personale esonerarlo dall’incarico…
“Assolutamente. Salutare negli ultimi sei mesi persone come Matte, Landry, Cereda e Duca non è stato per niente semplice. Ovviamente io sono stato coinvolto solo nelle decisioni più recenti, mentre non lo ero stato in quelle di ottobre, ma chiaramente è stata dura. In 29 anni di carriera penso di aver visto passare una ventina tra allenatori e DS, e non è mai semplice arrivare a una rottura. Però purtroppo sappiamo che fa parte del nostro lavoro”.
Tapola ha già incontrato la squadra mercoledì, oppure avrà il primo contatto solamente nel warm-up di giovedì?
“Abbiamo avuto una riunione mercoledì con i giocatori, e poi con staff e allenatori. Giovedì mattina ci sarà il primo allenamento sul ghiaccio”.



