AMBRÌ - Ha macinato tanto gioco l’Ambrì Piotta, ma per ottenere la vittoria è mancata quella qualità necessaria in fase di finalizzazione che aveva permesso ai biancoblù di vivere un buon avvio di campionato, e la cui assenza contro il Berna ha invece impedito alla squadra di Tapola di ottenere di più dal proprio gioco.
I leventinesi si sono infatti espressi bene per quasi due tempi, riuscendo già dopo una decina di minuti ad alzare il proprio ritmo, per mettere sotto in maniera più evidente gli orsi nel periodo centrale, quando una bella spinta ed alcuni powerplay ravvicinati sembravano poter lasciare un solco importante nella sfida.

L’unica rete trovata è però stata quella di Joly a 5-contro-3, con il canadese che nell’occasione è stato il più insidioso dei suoi dalle parti di Von Burg, ma per il resto all’Ambrì è mancata la lucidità sottoporta per andare a trovare l’ipotetico raddoppio. In quel momento la sfida sarebbe potuta cambiare, ed invece una penalità evitabile per cambio scorretto ha dato al Berna l’opportunità di vanificare tutto il lavoro svolto dagli avversari, e puntualmente è stata colta da Merelä.
Specialmente in quel frangente si è sentita l’assenza di Tim Heed che - unita alla pazienza che dovrà ancora avere Virtanen prima di rientrare - toglie ai leventinesi una vera arma offensiva delle retrovie, soprattutto in powerplay. Questo ha contribuito a smussare verso il basso la pericolosità media delle conclusioni, con diversi dischi fatti partire dalla blu dai vari Wüthrich, Pezzullo o dal rientrante Bachmann, ma raramente hanno avuto la “velenosità” garantita dai due stranieri attualmente indisponibili.
Con tanto lavoro alle spalle ma nessun vantaggio sul tabellone, l’Ambrì non è riuscito a spingere ulteriormente nel terzo tempo, quando è invece stato il Berna a farsi valere specialmente con la forza garantita da Merelä e Abols, costringendo l’ottimo Philip Wüthrich a diversi interventi difficili e decisivi. L’overtime è così arrivato con la sensazione che fosse il giusto epilogo del match, anche se poi i biancoblù hanno avuto la peggio in un supplementare in cui si sono espressi meglio, ma che ha riservato un finale amaro.

Annullata la rete di Heim per un giusto offside causato da De Luca - su cui poco prima c’era forse stato un intervento falloso - l’Ambrì ha perso un po’ di concentrazione, incassando a soli sette secondi dall’ultima sirena la rete decisiva di Abols, in un momento in cui i leventinesi schieravano per altro tre attaccanti stranieri.
È così rimasta una sensazione di occasione mancata, e di aver lasciato per strada altri punti in una Gottardo Arena per ora poco sfruttata, tanto che dopo cinque partite casalinghe i punti ottenuti sono appena quattro. A mancare non è però stata la prestazione, ma - sulla linea di quanto si era visto contro il Davos - sono state la precisione e la lucidità sottoporta a fare difetto.
Le occasioni c'erano tutte, ad immagine di uno Järventie che non ha cercato la conclusione come nelle sue prime uscite - nelle ultime tre partite ha messo assieme unicamente tre tiri - ma ha rivestito più un ruolo di playmaker distribuendo diversi puck davvero invitanti, non sfruttati dai compagni.

L’Ambrì si è comunque confermato “sul pezzo”, in pista con un sistema preciso e che permette alla squadra di essere ben presente nelle sfide, ed è comunque importante constatare come dopo dieci partite l’unica davvero mancata sia stata quella contro il Langnau.
Il gioco dei biancoblù continua insomma a funzionare, con un pizzico di qualità in più potrebbe essere più efficace, e sicuramente quando Heed e Virtanen potranno essere in pista la loro presenza darà una grande mano. Nel frattempo l’Ambrì avrà un’altra settimana per analizzare quanto fatto - e sapere reggere difensivamente nonostante le assenze citate è un bel segnale - per effetto di un calendario che in questo avvio di stagione sta facendo impazzire un po’ tutte le squadre.
IL PROTAGONISTA
Philip Wüthrich: Diventato uno degli "uomini mercato" di questo avvio di stagione grazie alle sue buone prestazioni, il portiere leventinese anche in questa occasione è stato brillante, specialmente in quel terzo tempo in cui l’Ambrì avrebbe potuto pagare caro alcuni errori grossolani. Le sue 27 parate sono invece state fondamentali per permettere ai leventinesi di reggere nei loro momenti meno brillanti.
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