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Interviste

Alatalo: “C’è tanta amarezza, è stata una buona partita e meritavamo anche più di un punto”

L’esperto difensore dopo la sfida contro i Lions: “Abbiamo fatto dei progressi rispetto all’anno scorso, ma io non sono mai soddisfatto. Ora arriva la fase decisiva, voglio mostrare la mia esperienza come difensore offensivo”

ZURIGO – Qualsiasi sconfitta fa rabbia, ma quella incassata dal Lugano in quel di Zurigo lo è particolarmente, come conferma il difensore Santeri Alatalo.

“C’è tanta amarezza, nei primi due tempi abbiamo agito bene. Incassare il 2-2 a 2 secondi dalla seconda sirena è stato ovviamente un pessimo timing. Ha permesso allo ZSC di entrare nell’ultima frazione con il momentum dalla sua parte. Anche il gol del 3-2 è un peccato, Balcers ha attraversato la zona centrale, supera due dei nostri e poi segna. Amarezza, davvero molta amarezza”.

Anche la prima rete, dove sei stato implicato, era sicuramente evitabile. Sei rimasto sorpreso dal passaggio no-look di Mirco Müller?
“Dovevo liberarmi meglio del disco, ho visto che il passaggio arrivava, ma il rimbalzo scaturito dall’angolo non era ideale. Avrei dovuto controllare meglio il puck, loro hanno intuito la situazione potenzialmente pericolosa e hanno fatto una grande pressione. È un gol che fa male, ma eravamo comunque riusciti a reagire e a segnare la seconda rete”.

Anche nel finale, in powerplay, è mancato poco per arrivare al pareggio. Almeno un punto sarebbe stato meritato, condividi?
“Certamente, anche più di uno. Sono arrabbiato, credo che tutti nello spogliatoio abbiamo questo sentimento. Quando perdi al termine di una buona prova fa ancora più male”.

La tua carriera è lunga, hai una grande esperienza. Ti era già capitata una situazione simile con la tua squadra così falcidiata dagli infortuni?
“Con infortuni del genere, così gravi e che costringono a una lunga assenza, mai. Ginocchia, gambe, adduttori e altro ancora. Mai vista così tanta sfortuna, non sono infortuni legati a una brutta preparazione, siamo tutti in forma, sono proprio incidenti di gioco sfortunati, come ad esempio schianti alla balaustra o contrasti con l’avversario. Ma bisogna andare avanti, non si può cambiare il passato, continuiamo a giocare e combattere con chi è ancora arruolabile”.

Tu finora sei stato risparmiato da gravi problemi fisici in questo campionato. Ti fai dei pensieri vedendo cosa è capitato a tanti tuoi compagni, specialmente pensando alla tua età avanzata?
“No, non puoi pensarci, altrimenti subentra la paura e ciò aumenta il rischio di farsi male. Bisogna cercare di essere furbi al fine di minimizzare i pericoli, quello sì, ma i ferimenti succedono e non puoi impedirli. Spesso è davvero questione di fortuna rispettivamente sfortuna”.

Nella stagione corrente sei meno produttivo che in passato. Questo ti pesa oppure è un po’ un’evoluzione naturale frutto di un ruolo leggermente diverso?
“Un po’ entrambe le cose. Specialmente a inizio campionato il ruolo era un pochino differente. Le mie prestazioni sono state un po’ irregolari. Io non sono mai stato contento nella mia carriera, posso fare di più. Non sono soddisfatto dei mie punti personali e nemmeno dei punti raccolti dalla squadra. Certo abbiamo fatto dei progressi rispetto all’anno scorso, questo è positivo. Prima di tutto viene il team, se è davanti anche senza i miei punti va ovviamente bene ed è quello che conta, ma io voglio continuare a mostrare il mio ruolo da difensore offensivo e dimostrare di essere ancora capace a ricoprirlo. Ora arriva la fase decisiva del campionato, il momento dove mostrare esperienza, know-how e capacità”.

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