
(Berend Stettler)
ZURIGO – Il Lugano non ha avuto praticamente chance nella terza sfida dei quarti di finale, con i bianconeri che sono stati lontani dagli ZSC Lions come non mai. Anche David Aebischer lo ammette: “È vero, ma non so dirti i motivi esatti. Non siamo stati al nostro livello, sia per quanto concerne l’esecuzione, i passaggi, la reazione e la concentrazione. Fa male perdere così”.
Il fatto che non siate ancora riusciti a segnare nemmeno una rete in 120 minuti alla Swiss Life Arena ronza nella testa?
“No, perché abbiamo dimostrato a Lugano di essere capaci di realizzare quattro reti contro Hrubec. Lui ha fatto un buon lavoro, abbiamo avuto delle occasioni, ma è pure colpa nostra, l’esecuzione appunto non è stata ottima e probabilmente dobbiamo fare ancora di più a livello di traffico davanti alla gabbia avversaria”.
Il tuo scontro con Marti a pochi secondi dalla sirena conclusiva è stato un modo per lanciare la quarta sfida e mostrare che siete ancora vivi?
“Fa parte del gioco, io sono un competitore, non ero contento della sconfitta, era da un parte un po’ frutto del caso, dall’altra no. C’era frustrazione e l’ho mostrata, ma non bisogna ora portare la frustrazione sul ghiaccio, bensì l’energia. Non c’è posto e momento migliore, davanti ai nostri fans, per tentare di cambiare il momentum della serie”.
Quando sul ghiaccio ti accorgi che di fronte a te ci sono due fenomeni come Malgin e Andrighetto, cosa pensi? Ragioni sul come fermarli, li tratti in maniera diversa?
“No, cerco di affrontare qualsiasi avversario allo stesso modo. Poi chiaro, quando ci sono loro resti magari un po’ più sulle tue, sei più in guardia, cerchi di essere aggressivo, ma senza esagerare, perché se fai il passo di troppo ti possono superare in qualsiasi momento. Se giochi con paura e senza coraggio, è ancora peggio, non bisogna rispettarli troppo, se succede è già tutto finito, è troppo tardi. Il metodo migliore è difendere in cinque e attaccare in cinque. Ma questo vale un po’ per tutto lo ZSC, è una squadra incredibile”.
La serie non è ancora finita, malgrado il 3-0 bisogna restare positivi, in fondo c’è solo qualcosa da vincere, anche se la situazione è critica…
“È chiaro, fa male essere indietro, ci stava a cuore ottenere la prima vittoria, c’è frustrazione, ma bisogna girare la pagina e ripresentarsi con un sorriso e con energia. Lo ribadisco, non c’è posto migliore per tentare di ritornare in gioco. Vogliamo infine trovare la prima vittoria, i nostri tifosi se lo meritano, vogliamo mostrare il nostro gioco che abbiamo sfoderato durante tutto il campionato. Sino a quando lo ZSC non avrà vinto quattro partite nulla è perso, non per niente il nostro motto è non mollare mai”.



