
LUGANO – Dopo il successo ottenuto a Bienne, il Lugano torna davanti al proprio pubblico per affrontare il Davos. La partita di venerdì alla Cornèr Arena aprirà un weekend che vedrà poi i bianconeri impegnati sabato sul ghiaccio del Friborgo.
Per la squadra è un’altra occasione per dare continuità al proprio percorso e muovere la classifica. Alla vigilia ne abbiamo parlato con Alessio Bertaggia, che assieme a Innala e Thürkauf sta formando una linea molto efficace.
“Indipendentemente da noi due, lui è un giocatore eccezionale e lavora molto duramente”, ha spiegato Bertaggia riferendosi a Innala. “Non credo sia merito nostro se è venuto fuori nelle ultime partite, è soprattutto il frutto del suo lavoro. Ha grandi aspettative nei propri confronti e magari anche un po’ di fortuna lo ha aiutato, permettendogli di acquistare fiducia. Noi cerchiamo soltanto di sostenerlo e di aiutarci a vicenda, per avere successo e soprattutto per farlo avere alla squadra”.
Hai iniziato la stagione con Tanner e Marco Zanetti, mentre adesso giochi con Thürkauf e Innala. Quanto cambia il tuo ruolo passando da una linea all’altra?
“Il ruolo non è mai cambiato. Che giochi in prima o in quarta linea, ovviamente cambiano i compagni e devi essere capace di adattarti. Giocare con Tanner e Marco Zanetti è diverso rispetto a farlo con Innala e Thürkauf, anche per le responsabilità che hai. Con loro devo essere capace di leggere un po’ meglio determinate situazioni sul ghiaccio, ma per quanto possibile cerco di mantenere il mio lavoro sempre uguale e onesto. So cosa si aspetta lo staff da me e cosa mi aspetto da me stesso. Continuo per la mia strada perché so cosa può aiutare la squadra e voglio farlo a tutti i costi”.
Sul piano personale c’è comunque soddisfazione nel trovare spazio in una linea del genere e anche nel powerplay?
“Assolutamente. Credo che l’obiettivo di ogni giocatore sia avere più tempo di ghiaccio possibile. Cerco di sfruttare la mia occasione e cavalcare l’onda finché c’è. Anche se dovesse finire, continuerò comunque per la mia strada, perché penso sia la soluzione migliore. Durante la stagione possono arrivare momenti difficili, come succede sempre. Speriamo di evitarli, ma bisogna essere consapevoli che possono esserci. Al momento mi sento bene, mi trovo bene con i miei compagni di linea e spero che valga lo stesso per loro. Cerchiamo di aiutare la squadra a vincere qualche partita”.
Con l’arrivo di Mayer ritrovate un portiere molto attivo. Quali sono le sue caratteristiche e cosa significa avere due elementi così esperti in quel ruolo?
“È un portiere capace di muoversi molto rapidamente e di tornare in una buona posizione anche nelle azioni in cui magari pensi di averlo già battuto. Contiamo molto su di lui, così come contiamo moltissimo su Schlegel. Abbiamo due portieri di grandissima esperienza. Ovviamente c’è concorrenza, come in tutta la squadra, ed è positivo che sia così. Spero che questo possa aiutarci a vincere qualche partita in più”.
Mayer ha anche vinto un titolo a Ginevra. Quanto può dare al gruppo con la sua presenza nello spogliatoio?
“Può portare leadership, che non deve essere per forza vocale. Anche soltanto la presenza di un giocatore d’esperienza può aiutare. Per un portiere il discorso è comunque un po’ diverso, perché meno gol subisce e più possibilità abbiamo di vincere. Devono concentrarsi su quell’obiettivo. Siamo contenti di avere un giocatore come lui sia in squadra sia nello spogliatoio”.


