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Interviste

Mitell: “Il nostro lavoro meritava questi risultati, ci aspetta un altro weekend difficile”

Il coach bianconero: “Con lo stop di Dahlström daremo continuità agli altri stranieri. Kupari deve ritrovare fiducia, mentre di Brian Zanetti mi fido al cento per cento. Mayer ha tanta esperienza e in porta ci sarà concorrenza”

LUGANO – Un nuovo doppio impegno attende il Lugano, che venerdì sera riceverà il Davos alla Cornèr Arena prima di affrontare sabato la trasferta di Friborgo. Alla vigilia abbiamo fatto il punto con coach Tomas Mitell, tra il momento della squadra e le scelte che accompagneranno i bianconeri nelle prossime uscite.

Tomas Mitell, avete raccolto sette punti nelle ultime tre partite. State ricevendo quanto meritato per il lavoro svolto sin dall’inizio oppure è cambiato qualcosa nel vostro gioco?
“All’inizio abbiamo attraversato alcuni momenti difficili, nei quali non raccoglievamo punti e forse nemmeno quanto meritavamo per il lavoro che stavamo facendo. È stato quindi bello per la squadra, per tutte le persone coinvolte e per i tifosi ottenere questi risultati. Credo che i punti ce li siamo meritati nell’arco delle partite disputate. Abbiamo vissuto un buon weekend, anche se penso che potremmo avere ancora un paio di punti in più in classifica. Quando ne lasci scappare qualcuno è importante riuscire a recuperarli. Sono molto contento delle nostre prestazioni e naturalmente anche dei risultati”.

L’infortunio di Dahlström semplifica le scelte fra gli stranieri. Per chi ha vissuto le rotazioni può essere utile sapere di avere davanti un periodo con maggiore continuità?
“Non si vuole mai vedere un giocatore infortunato. In questa situazione possiamo però schierare tutti e sei gli stranieri disponibili. Abbiamo parlato con loro, anche attraverso alcune riunioni, spiegando che li apprezziamo tutti ma che purtroppo possiamo impiegarne soltanto sei alla volta. È quello che ho sempre detto anche a voi. Non sappiamo ancora per quanto resterà fuori Dahlström, forse una, due o tre settimane. Nel frattempo gli altri sanno che con ogni probabilità giocheranno e questo può dare loro un po’ di fiducia”.

Negli ultimi playoff Kupari era stato fra i vostri migliori giocatori, guadagnandosi anche un rinnovo anticipato. Cosa gli manca oggi per ritrovare quel livello?
“Un primo aspetto è che abbiamo alzato complessivamente il livello dei nostri stranieri, quindi la concorrenza è diventata più forte. Lo scorso anno era rientrato dall’infortunio e aveva affrontato i playoff senza nulla da perdere, cercando semplicemente di giocare al meglio. Ora sta provando a ritrovare il ritmo dopo aver perso tanto hockey. Non ha giocato male, magari deve vincere qualche duello in più, trovare un rimbalzo favorevole e acquistare fiducia. Ci stiamo lavorando. Come ogni giocatore vuole migliorare e avere più tempo di ghiaccio, e sono convinto che prenderà sempre più ritmo”.

L’assenza di Dahlström rappresenta un’occasione anche per Brian Zanetti. Come valuti la sua situazione, dopo che a Lugano ha faticato sin qui a trovare lo spazio avuto a Langnau?
“Abbiamo un reparto difensivo molto profondo. Non significa necessariamente che oggi sia un giocatore peggiore rispetto a quando era a Langnau. I nostri difensori sono stati molto importanti nella scorsa stagione, hanno giocato bene e lui fa parte di quel gruppo. Nelle due partite in cui Dahlström era rimasto fuori ha giocato fra i primi sei e ha fatto bene. Ci fidiamo di lui e sappiamo che è un buon difensore, semplicemente abbiamo ritenuto che ci fossero altri sei giocatori davanti nelle gerarchie. È giovane e deve forse compiere un ulteriore passo nel suo sviluppo per trovare spazio in una buona squadra. Sta facendo tutto il possibile ed è un elemento prezioso da avere a disposizione. Per venerdì mi fido al cento per cento di lui, non ho dubbi sulle sue capacità. È soprattutto una questione legata alla qualità degli altri difensori”.

Il contratto di Nick Shore si avvicina alla scadenza. Dal tuo punto di vista quanto vorresti poter continuare a contare su di lui?
“Non è propriamente una decisione che spetta a me. Ha fatto molto bene per noi, ha prodotto punti e ha contribuito a far partire il powerplay. È un giocatore intelligente, più portato al passaggio e alla lettura del gioco. Abbiamo tanti elementi che lavorano duramente e lui aggiunge caratteristiche diverse, cosa positiva per il gruppo. Ci sta aiutando e credo che fra il suo agente e Steinmann ci sia un dialogo positivo, ma sono questioni gestite sopra di me. Per quanto riguarda noi due, abbiamo un buon rapporto e sono contento di come sta giocando”.

Agli ingaggi c’è stato un netto miglioramento rispetto alla scorsa stagione. Oltre al contributo di Shore, quanto conta il lavoro specifico svolto su questo aspetto?
“Quest’anno abbiamo cercato di dedicarci qualcosa in più e di lavorarci maggiormente. È un aspetto importante e gli uomini a disposizione fanno certamente la loro parte. Contano però anche le ali e il contributo di tutti e cinque i giocatori sul ghiaccio, che devono capire l’importanza di queste situazioni e aiutare i nostri centri. Abbiamo aggiunto del lavoro in allenamento proprio per cercare di migliorare in questo ambito”.

A Bienne avete mandato subito in pista Mayer. Quale equilibrio immagini adesso con Schlegel?
“Prima della partita di Bienne, Schlegel aveva giocato otto incontri su nove, quindi mi sembrava sensato concedergli una pausa. Adesso avremo due partite consecutive e molto probabilmente ne giocheranno una ciascuno. Poi ci sarà anche la concorrenza per il posto. Il campionato è molto equilibrato e abbiamo due portieri esperti, quindi una condivisione degli impegni ha senso. Se uno dei due dovesse giocare in maniera straordinaria sarebbe un vantaggio per lui e per noi, e probabilmente finirebbe per avere un po’ più di spazio”.

Mayer è un portiere che ama uscire dalla porta e giocare il disco. La squadra dovrà adattarsi alle sue caratteristiche?
“Non credo siano necessari grandi cambiamenti. Ci sono alcuni aspetti che collegano il lavoro del portiere a quello dei difensori, come la gestione dei rimbalzi, la protezione dello spazio davanti alla porta o le situazioni di due contro uno e tre contro due. La maggior parte delle squadre affronta però queste cose in maniera simile. Il fatto che esca a giocare il disco dovrebbe aiutare i difensori a far ripartire le azioni. Naturalmente, più lo fai e più aumentano anche le possibilità di commettere un errore. Fa parte della sua personalità, vuole essere coinvolto e avere un ruolo importante. Ha sicurezza nei propri mezzi ed esperienza, ha vinto a Ginevra e penso che possa aiutarci. Se nell’arco della stagione dovesse arrivare qualche errore, potrebbe comunque valerne la pena. Speriamo di evitarli, ma non vedo un grande problema di adattamento”.

Il Davos, vostro prossimo avversario, ha avuto un avvio difficile. Cosa ti aspetti da loro?
“Il loro rendimento è stato un po’ altalenante, in maniera anche sorprendente, perché hanno sicuramente dei buoni giocatori. Da quello che ho visto giocano in modo simile al passato. Sono veloci, vogliono attaccare e sanno ripartire bene, quindi nel complesso sono una buona squadra. Lo scorso anno avevamo disputato alcune buone partite contro di loro, ma alla fine avevamo faticato a raccogliere punti. Abbiamo però fiducia nel nostro gioco e penso che stiamo andando nella direzione giusta. Finora abbiamo giocato bene per buona parte della stagione. Ci aspetta un weekend difficile con Davos e Friborgo, ma lo era anche la settimana precedente con Losanna, Zurigo e Bienne. Dobbiamo scendere sul ghiaccio, proporre il nostro gioco e comportarci da squadra. Speriamo che questo ci permetta di uscire dalla parte giusta del risultato”.

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