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Ambrì Piotta

5 spunti da Ambrì: da zero a 50, Philip Zone, derby masterclass, undici e lode, gol dei sogni

Dopo ogni weekend di campionato HSHS vi proporrà una rubrica dedicata agli ultimi impegni di Ambrì Piotta e Lugano, da cui abbiamo tratto una serie di spunti che vi lasciamo di seguito.

Verranno selezionati cinque episodi o fatti interessanti che hanno caratterizzato i match delle squadre ticinesi, a volte con l’obiettivo di analizzare quando successo sul ghiaccio, altri semplicemente per strapparvi un sorriso!


1. Da zero a 50

Una settimana fa lo zero alla voce gol di Roby Järventie sembrava soprattutto uno scherzo delle statistiche, visti i quattordici tiri in porta, tre ferri colpiti e nessuna rete nelle prime tre partite nonostante un impatto offensivo già evidente. Il finlandese ha però recuperato in fretta il tempo perso, chiudendo la seconda settimana con cinque gol su dieci conclusioni, ovvero trasformando in rete un tiro su due.

Il tappo è saltato a Bienne, con il tiro che ha deciso la partita a 103 secondi dalla fine, poi sono arrivati l’hat trick contro gli ZSC Lions e il primo pareggio nel derby. Quattro di queste cinque reti sono state segnate a parità numerica, un dettaglio che rende ancora più rilevante la sua esplosione. Järventie sta infatti riuscendo a lasciare il segno anche fuori dalle situazioni costruite appositamente per liberare il suo pericoloso tiro in powerplay. Naturalmente il 50% di efficacia al tiro non può diventare un’abitudine, ma rappresenta anche la tipica tendenza degli sniper a segnare secondo la logica delle “hot streak”, con un gol capace di portare a quello succesivo.

A rendere tutto più impressionante c’è il fatto che Järventie sta giocando senza essere al meglio fisicamente, con un problema che ne condiziona gli allenamenti e richiede una gestione quotidiana. Tapola, però, subito dopo il derby ha già guardato oltre questa fiammata, ricordando che il connazionale punta ad un posto in Nazionale e, per arrivarci, dovrà unire la produzione offensiva con maggiore completezza e responsabilità difensiva. Anche nella settimana in cui sembra entrare tutto, insomma, il coach ha trovato qualcosa da chiedergli in più.

2. Derby Masterclass

Da tempo un derby non lasciava una sensazione così netta, ovvero che l’Ambrì Piotta sa davvero quello che fa. Alla Cornèr Arena i biancoblù hanno infatti mostrato una sicurezza che è andata oltre l’entusiasmo di questo avvio di stagione, affrontando il Lugano senza soggezione e trovando risposte diverse alle varie fasi della partita.

Il primo periodo ha richiesto capacità di resistere, con i bianconeri capaci di mettere insieme ben 16 tiri in porta e diverse azioni pericolose. Nel secondo sono diventati appena quattro, mentre l’Ambrì ha alzato ritmo e pressione, prendendo progressivamente il controllo delle iniziative. Persino il 3-2 di Shore, arrivato contro l’andamento del gioco, ha spostato gli equilibri solamente per 37 secondi, il tempo necessario a Borradori per pareggiare.

La fase più convincente è però arrivata dopo l’allungo sul 3-5. L’Ambrì ha saputo proteggere il vantaggio calibrando molto bene il proprio gioco, chiudendo lo slot senza però rinunciare a delle puntate offensive che hanno tenuto sull’attenti gli avversari. Nel terzo tempo i biancoblù hanno anche bloccato undici conclusioni, più delle dieci arrivate fino a Philip Wüthrich, che ha completato il lavoro senza concedere nulla. Anche i due minuti finali di sei contro quattro sono stati superati con linearità.

È stata dunque soprattutto questa capacità di cambiare registro a rendere significativo il successo. Il lavoro di Tapola sin qui si riconosce nella chiarezza dei compiti, e nella convinzione con cui vengono eseguiti anche in un contesto che può andare notoriamente fuori dagli schemi come il derby. Per una squadra giovane, saper gestire così le proprie emozioni è stata già una bella dimostrazione di forza.

3. Chiamatela “Philip Zone”

Quattro partite da titolare, quattro vittorie e una percentuale di parate mai scesa sotto il 90%. Philip Wüthrich sta sostenendo il buon avvio dell’Ambrì Piotta con una continuità eccezionale, ma per capire il peso delle sue prestazioni si può guardare anche a quando sono arrivate le parate più importanti. In questo senso le trasferte di Bienne e Lugano offrono due esempi particolarmente significativi.

Alla Tissot Arena i biancoblù hanno costruito la rimonta in un terzo tempo in cui il Bienne ha tirato 18 volte in porta, contro le sette conclusioni degli ospiti. Wüthrich ha risposto con 17 parate, mantenendo la partita alla portata dei compagni fino alla giocata decisiva di Järventie. L’Ambrì ha dunque avuto il merito di concretizzare le proprie occasioni, ma ha potuto farlo perché sostenuto da un portiere capace di reggere un carico di lavoro importante proprio nei venti minuti decisivi.

Nel derby il compito è stato invece proteggere il vantaggio, e nell’ultimo periodo Wüthrich ha fermato tutti e dieci i tiri del Lugano, contribuendo anche alla “trincea” messa in pista durante il sei contro quattro finale. Sommando i terzi tempi delle due vittorie settimanali si arriva così a 27 parate su 28 conclusioni, ovvero il 96,4% di efficacia. Insomma, in una settimana ricca di gol e protagonisti offensivi, Wüthrich ha messo una firma altrettanto importante sui sei punti conquistati.

4. Undici e lode

Un anno fa, per festeggiare la quarta vittoria stagionale, l’Ambrì Piotta aveva dovuto aspettare l’11 ottobre e la quattordicesima partita. Questa volta sono bastati sei match. Un confronto che dà subito la misura del cambiamento, visto che allo stesso punto del campionato scorso i biancoblù avevano raccolto solo quattro punti, mentre ora la squadra di Tapola si è già messa in tasca risultati che dodici mesi fa avevano richiesto oltre un mese di fatica.

Allargando lo sguardo, la partenza assume un significato ancora più interessante. Dall’introduzione dei tre punti per vittoria nel 2006/07, l’Ambrì non ha mai superato quota undici dopo sei incontri. Questo avvio eguaglia dunque i migliori degli ultimi vent’anni, raggiunti soltanto nel 2006/07, nel 2011/12 e nel 2023/24. Anche la composizione del bottino coincide con quattro successi, tre dei quali ottenuti nei tempi regolamentari.

Il dettaglio più interessante emerge però dal confronto con il precedente più recente. Nel settembre 2023 quegli undici punti erano arrivati giocando quattro partite in casa e due in trasferta, mentre quest’anno il calendario ha proposto esattamente il contrario. L’Ambrì ha costruito questi punti soprattutto in trasferta, tornando con una vittoria da Porrentruy, Bienne e Lugano, ottenendo otto punti sui dodici disponibili lontano dalla Gottardo Arena.

5. La cronaca dei sogni

“Pass to Landry, back to Landry… He shoots, he scores!”. La telecronaca era già pronta da parecchi anni. Come ci aveva raccontato Lukas Landry all’inizio della scorsa stagione, da bambini lui e Manix si divertivano a sfidare avversari immaginari, accompagnando le loro azioni con il commento delle proprie prodezze. Sabato quella combinazione ha preso forma nel primo derby stagionale, regalando all’Ambrì Piotta il gol del 3-5 e ai due fratelli un ricordo da conservare.

L’azione racconta bene anche l’attitudine dei biancoblù. Manix è andato a disturbare Alatalo in profondità, gli ha sottratto il disco e trovato al centro il fratello, che ha battuto Schlegel. Per Lukas è stato il primo gol stagionale, per Manix il primo assist. I due si sono insomma sbloccati insieme, scegliendo la serata migliore per farlo.

In famiglia si era già festeggiato una doppia firma a Kloten nell’ottobre scorso, quando entrambi erano andati a segno nella vittoria per 3-1. Questa volta il gol lo hanno però costruito direttamente l’uno per l’altro.

E c’è un altro piccolo ricordo che rende il tutto ancora più bello: Lukas ci aveva raccontato che, ai tempi dell’Under 7 biancoblù, gli era capitato di disputare un torneo con bambini più grandi, tra cui il fratello. Dalle prime pattinate con la stessa maglia a una rete nel derby, certe intese hanno insomma avuto parecchio tempo per crescere.

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