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I nuovi volti della NL 2026/27: lo svedese Jacob Moverare

Lo Zugo ha ingaggiato un difensore grande e disciplinato, con 111 partite NHL alle spalle e la capacità di rendere semplice anche la giocata più difficile

(Sportsnet)

I nuovi volti della NL 2026/27: lo svedese Jacob Moverare

JACOB MOVERARE


Età: 27
Posizione: D
Altezza: 191 cm
Peso: 95 kg
Shoots: left

Provenienza: Los Angeles Kings (NHL)
Draft: 2016, round 4, 112esima scelta, Los Angeles Kings
Contratto: due anni
Nazionalità: 🇸🇪

A Zugo per portare ordine

Con l’ingaggio di Jacob Moverare lo Zugo ha aggiunto un terzo difensore straniero alla propria rosa, che rappresenta però un profilo diverso rispetto a Lukas Bengtsson e David Sklenicka, offrendo allo staff una maggiore libertà nella composizione del lineup.

La necessità di ritrovare stabilità alla OYM Hall è infatti concreta. Nell’ultima regular season lo Zugo ha incassato 145 reti, ha chiuso al nono posto e, dopo essere passato dai play-in, si è fermato nei quarti contro il Davos. Moverare arriva per cercare di dare una certa stabilità alla squadra, non si tratta di un difensore che noteremo per una giocata spettacolare, ma uno che prova a evitare che si creino situazioni complicate.

È anche uno dei primi innesti chiaramente riconducibili al nuovo DS Ted Suihkonen, che lo ha descritto come un giocatore di carattere, un vero uomo-squadra e un difensore grande ma mobile, dotato di un elevato hockey sense.

La testa prima delle gambe

Il tratto più interessante di Moverare era stato individuato ancora prima del Draft 2016. Mark Yannetti, responsabile dello scouting dei Kings, spiegò che la franchigia lo riteneva probabilmente il difensore con il miglior hockey sense di tutta quell’annata. Allo stesso tempo, il suo pattinaggio era fra i più fragili. È una contraddizione che ha accompagnato l’intera carriera dello svedese e che racconta bene sia i suoi limiti sia la qualità del percorso compiuto.

Moverare non è esplosivo, non ha una prima pattinata capace di rimediare a un errore e può soffrire quando viene isolato contro attaccanti rapidi in forecheck, soprattutto se deve girarsi e inseguire. Ha però imparato a evitare molte di quelle situazioni leggendo il gioco in anticipo.

Nonostante i 191 centimetri e i 95 chili, non va immaginato come un difensore alla ricerca costante della fisicità. Il suo è un gioco più funzionale che intimidatorio: protegge lo slot, separa l’avversario dal puck lungo le assi e sfrutta la sua grandezza con buon tempismo. La sua vera forza è l’ordine. Sotto pressione cerca la soluzione semplice, muove rapidamente il puck e raramente forza una giocata.

Anche sul fronte offensivo possiede più risorse di quanto suggeriscano le sue cifre NHL. Sa tenere viva l’azione dalla linea blu, trova buone linee di tiro e può effettuare un buon primo passaggio, ma non è un portatore del puck dinamico né un regista da primo powerplay. Il suo contributo migliore consiste nel permettere al compagno di coppia di assumersi qualche rischio in più. A Zugo, un abbinamento con un difensore più creativo e aggressivo nelle uscite – Bengtsson è l’esempio più naturale – potrebbe essere un buon modo per sfruttare le sue caratteristiche.

Da Östersund al Draft, passando dall’Ontario

Nato a Östersund, Moverare è cresciuto nella squadra della sua città prima di trasferirsi nel settore giovanile dell’HV71. Nel 2015/16 produsse 21 punti in 41 partite con la formazione U20, debuttò in SHL e conquistò l’argento ai Mondiali U18, torneo chiuso con cinque punti in sette incontri. Pochi mesi più tardi Los Angeles lo selezionò al quarto round con la 112esima scelta.

Per accelerarne lo sviluppo, i Kings lo portarono in OHL con i Mississauga Steelheads. La prima stagione terminò con 32 punti in 63 partite, un bilancio di +21 e una cavalcata sino alla finale di lega, nei playoff aggiunse sette punti in 20 incontri. Nel secondo anno in Canada portò la “A” sul petto e salì a 21 punti in 32 partite, prima che un infortunio al ginocchio ne interrompesse prematuramente la stagione.

Fu proprio in Ontario che il suo profilo iniziò a prendere forma. L’allenatore James Richmond lo considerava uno dei migliori difensori puri della lega e sottolineava la sua capacità di spezzare l’azione avversaria per avviare immediatamente la transizione. Moverare si presentava inoltre ogni mattina sul ghiaccio per lavorare sul pattinaggio, la lacuna che avrebbe potuto impedirgli di raggiungere il professionismo.

La parentesi junior si chiuse con un altro argento, ottenuto con la Svezia ai Mondiali U20 del 2018. A quel punto Moverare aveva già definito la propria identità: affidabile, competitivo, maturo e molto più interessato a risolvere un problema che ad attirare l’attenzione.

Tre trofei in due anni con il Frölunda

(frolundahockey.com)

Nell’estate 2018 lo svedese scelse di tornare in patria per giocare con continuità nel Frölunda. L’impatto fu immediato. Nella prima stagione segnò soltanto sette punti in 42 partite di regular season, ma nei playoff salì di tono con tre reti, sei punti e un +7 in 16 incontri, contribuendo alla conquista del titolo svedese. A quel successo aggiunse anche la Champions Hockey League.

Il 2019/20 confermò che nel suo gioco esisteva anche una dimensione offensiva: sette gol e 19 punti in 51 partite, cifre comunque rilevanti per un difensore votato prima di tutto ad un gioco produente. Il Frölunda vinse nuovamente la Champions Hockey League e Moverare chiuse così il biennio con tre trofei e 26 punti in 93 partite di regular season SHL.

Il club di Göteborg lo salutò ricordando come fosse “arrivato da punto interrogativo e se ne andasse da punto esclamativo”. La frase riassume bene quella fase della sua carriera: non era diventato più appariscente, ma aveva dimostrato che le sue letture, la disciplina e la capacità di reggere partite importanti potevano tradursi con efficacia anche ad alto livello.

La lunga scalata verso Los Angeles

Dopo una breve parentesi al SaiPa nel particolare autunno del 2020, Moverare raggiunse gli Ontario Reign e iniziò una fase in cui avrebbe dovuto avere molta pazienza. In AHL non fu soltanto uno specialista difensivo: fra il 2020 e il 2025 totalizzò 71 punti in 163 partite, guadagnandosi chiamate sempre più frequenti da parte dei Kings.

Il debutto NHL arrivò il 6 gennaio 2022 contro Nashville. Da quel momento trascorse diverse stagioni fra la prima squadra e l’AHL, spesso chiamato per coprire un infortunio e rispedito a Ontario non appena il lineup tornava al completo. È stata una routine che lo stesso giocatore ha definito frustrante, ma alla quale ha reagito continuando a lavorare e attendendo l’occasione successiva.

La maggiore continuità arrivò nel 2024/25. Moverare disputò 49 incontri in NHL, ottenne otto punti e chiuse con un +2, bloccando 60 tiri. La prima rete NHL è arrivata il 7 marzo 2024 contro Ottawa, alla 31esima presenza e appena un giorno dopo avere firmato un prolungamento contrattuale.

Nel 2025/26 Moverare è riuscito per la prima volta a entrare nel roster dei Kings già dall’Opening Night, ma la soddisfazione si è trasformata in un’annata trascorsa soprattutto in tribuna. Lo svedese rimase con la squadra come settimo difensore, allenandosi regolarmente e trovando spazio quasi soltanto quando mancava un titolare. Dopo una sola presenza nelle prime 19 partite, giocò sette incontri consecutivi in seguito all’infortunio di Drew Doughty, per poi essere utilizzato alcune altre volte con la formula di 11 attaccanti e sette difensori oppure durante altre assenze.

La difesa rimase però insolitamente sana e il suo profilo, affidabile ma poco votato al possesso del puck, non offriva quella diversa dimensione tecnica che avrebbe potuto spingere lo staff a modificare le gerarchie. Essendo inoltre soggetto ai waivers, i Kings preferirono conservarlo nel roster come riserva pronta all’uso invece di rischiare di perderlo assegnandolo in AHL. Il trasferimento in Svizzera nasce dunque dalla necessità di ritrovare un contesto capace di valorizzarne il suo gioco.

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