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Lugano

La sconfitta del Lugano alimenta la bagarre per il quarto posto

La qualità dello ZSC fa la differenza, il Lugano perde la partita nei momenti decisivi. Le posizioni nei playoff si decideranno nelle ultime due giornate

(Photobrusca & Luckyvideo)

La sconfitta del Lugano alimenta la bagarre per il quarto posto

LUGANO – ZSC LIONS

1-4

(0-1, 1-2, 0-1)

Reti: 03’07 Grant (Rohrer) 0-1, 30’43 Carrick (Fazzini, Emanuelsson) 1-1, 36’22 Andrighetto (Grant, Marti) 1-2, 38’56 Andrighetto (Kukan, Balcers) 1-3, 59’33 Lammikko (Frödén, Marti) 1-4

Note: Cornèr Arena, 5’640 spettatori
Arbitri: Tscherrig, Ruprecht; Obwegeser, Bichsel
Penalità: Lugano 1×2, ZSC Lions 4×2

Assenti: Lorenzo CanonicaMirco MüllerCarl DahlströmAleksi Peltonen (infortunati), Curtis Valk (sovrannumero)

LUGANO – A leggerla numericamente per il risultato, parrebbe che la sconfitta patita contro lo ZSC Lions sia stata la fotocopia dell’1-4 già subito contro il Losanna martedì. La sostanza dice così, e la seconda sconfitta consecutiva contro un avversario diretto nella lotta per attorno al quarto posto appiccia il Lugano al Ginevra a pari punti e fa scappare gli stessi Lions, lasciando però ancora a quattro punti di distanza il Losanna sesto.

Questo ci dice che il verdetto sull’avversario dei quarti – in questo caso si avvicina sempre di più la possibilità che sia il Servette – e la posizione di partenza verrà deciso nelle ultime due giornate di regular season che vedranno i bianconeri spostarsi a Kloten e poi chiudere alla Cornèr Arena contro lo Zugo.

Il margine c’è ancora tutto per difendere il quarto posto, ma sarebbe un peccato alla luce dello sforzo profuso prima della pausa olimpica rischiare di gettare via questa possibilità, anche se la sfida agli uomini di Marco Bayer ha detto oggettivamente delle cose che in fondo sapevamo già.

(Photobrusca & Luckyvideo)

Ha detto in sostanza che il Lugano deve essere al completo per competere fino in fondo contro certe squadre, perché se i Lions possono fare a meno per esempio di Malgin, Riedi, Geering e Weber quasi come se nulla fosse, la squadra di Tomas Mitell non può assolutamente pensare di giocare a lungo senza Müller e Dahlström in difesa, e pure l’assenza di Canonica costringe il coach svedese a dover scombussolare l’attacco nonostante si parli di una sola pedina, ma di una importanza fondamentale per il top six.

Inoltre i bianconeri confermano di avere un buco ad oggi quasi incolmabile in terza linea, contro gli zurighesi composta da tre stranieri d’attacco che però non hanno saputo cavare un ragno dal buco, confermando anche qui fattori già conosciuti su Sekac e soprattutto il rientrante Perlini e senza poter pretendere che Kupari dopo mesi ai box rientri e possa fare la differenza.

La mancanza di profondità del Lugano è stata messa a nudo in una partita che non è stata giocata in fondo male da bianconeri, ma i padroni di casa per questi buchi qualitativi tra titolari e soprattutto seconde linee non hanno saputo fare la differenza quando andava fatta, lasciando sul posto le migliori occasioni per andare in rete e concedendo invece agli ospiti i momenti giusti, soprattutto con le reti del 1-2 e 1-3 entrambe ad opera di Andrighetto.

Nel primo caso il topscorer dei Lions ha avuto fin troppo spazio tra i difensori ma il suo tiro era molto più facile di quanto non si sia creduto inizialmente e su quel palo Van Pottelberghe è chiamato a respingere una conclusione del genere, mentre più emblematica è stata la tera segnatura, arrivata al termine di un cambio stremato dei bianconeri e gestito male da Carrick con un icing inopportuno e frettoloso che ha costretto il blocco a subire la seconda ondata conclusasi quasi logicamente con una nuova rete.

(Photobrusca & Luckyvideo)

A mancare ai bianconeri in fondo non sono state le occasioni – si contano anche un paio di pali, clamoroso quello di Bertaggia nel finale – ma la capacità di leggere i momenti e di dargli continuità, con uno sforzo nel terzo tempo andato troppo a singhiozzo senza mai riuscire a mettere le mani al collo allo ZSC per più tempo, così come alcune letture difensive “ballerine” dietro la porta di Van Pottelberghe che hanno mostrato a tutti quanto pesino le assenze di Dahlström e Müller, i migliori della squadra nel recupero di quei dischi e nel primo passaggio per l’uscita di zona.

Per il Lugano, nelle sue difficoltà, era comunque importante tornare a dare una prova di tonicità dopo alcune prove un po’ sulle gambe, e in quanto a energia è sembrato che Fazzini e compagni abbiano ritrovato la carica giusta.

Ora si tratterà di compiere due ultimi sforzi per difendere un quarto posto che questa squadra si è guadagnata con il sudore durante i lunghi mesi di autunno-inverno, sperando di poter permettere a Mitell di proporre la sua formazione ideale in vista dei playoff, recuperando quei pochi assenti che da soli pesano però come macigni su una squadra che ha margini di miglioramento decisamente ampi ma che al momento deve fare i conti con dei vestiti un po’ tirati.


IL PROTAGONISTA

Simon Hrubec: La sfida tra portieri è stata vinta nettamente dal ceco dei Lions, il quale ha concesso una sola rete al Lugano e ha compiuto alcuni interventi decisivi con una sicurezza disarmante. Si dice spesso che a portieri invertiti le cose sarebbero andate diversamente, e forse stavolta è veramente così, ma le qualità del numero 30 non vengono alla luce solo oggi.


HIGHLIGHTS

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