
(Photobrusca & Luckyvideo)
Dopo ogni weekend di campionato HSHS vi proporrà una rubrica dedicata agli ultimi impegni di Ambrì Piotta e Lugano, da cui abbiamo tratto una serie di spunti che vi lasciamo di seguito.
Verranno selezionati cinque episodi o fatti interessanti che hanno caratterizzato i match delle squadre ticinesi, a volte con l’obiettivo di analizzare quando successo sul ghiaccio, altri semplicemente per strapparvi un sorriso!

1. Il tempo crudele

(Photobrusca & Luckyvideo)
Tutti noi ci siamo sentiti vecchi quando ci siamo resi conto di aver avuto o di aver superato l’età che avevano i miti d’infanzia, che fossero sportivi, divi del cinema o personaggi fittizi.
Oggi a misurare l’età di una generazione o più dei tifosi del Lugano sono le varie cerimonie dedicate alla Hall of Fame bianconera, l’ultima in onore di Regis Fuchs. L’ex attaccante tre volte campione svizzero con il club bianconero è stato accolto dai tifosi con un grande applauso prima della partita contro il Losanna, anche dopo aver fatto un piccolo discorso da sotto la sua barba ormai grigia.
Ma non è solo il colore della barba del 55enne giurassiano a fare dire ai tifosi bianconeri che sono passati dai venti e più anni da quella straordinaria epoca alla Resega, ma anche il bell’abbraccio con Jason, pronto a sfidare i padroni di casa con il Losanna, ha fatto riflettere molti, pensando al fatto che il figlio di quella leggenda quest’anno supererà i 30… Ahi che male.
2. Gli “anta” dei campioni

Il 1° marzo 1986 si scriveva la prima pagina della leggenda del Grande Lugano di John Slettvoll e prendeva finalmente forma la visione di Geo Mantegazza che voleva il club bianconero dominare l’hockey svizzero.
Nelle precedenti sette stagioni dall’avvento del “Presidentissimo” a Lugano si stava studiando come far svoltare la società e di conseguenza tutto il movimento dell’hockey svizzero, partendo dalla stabilità economica, passando dalla promozione in NLA del 1982 e cominciando a mettere assieme un puzzle fatto di grandi campioni.
I primi colpi, da Jörg Eberle in avanti, misero le basi per costruire una macchina perfetta che in quella notte di Davos di quaranta anni fa ruppe l’egemonia dei club bernesi e grigionesi, vincendo il primo titolo svizzero del suo straordinario ciclo. Auguri a chi è entrato definitivamente negli anta.
3. Lanterna verde

(PostFinance/KEYSTONE/Georgios Kefalas)
Una volta, anzi molti lo fanno ancora oggi, si consultava il buon vecchio TXT per risultati e classifiche, e verso la fine della regular season cominciavano ad apparire i primi colori, verde o rosso, a dipendenza della situazione vissuta dalle squadre.
Oggi anche il sito della lega ha adottato lo schema dei colori per le qualifiche a playoff, play-in o alla punizione dei playout e da martedì il Lugano si è assicurato un bel verde vivo sinonimo di qualifica diretta ai playoff.
Non accadeva dalla stagione 2020-21, quella con al timone Serge Pelletier e conclusasi con 92 punti (oggi i bianconeri possono arrivare al massimo a 91) ma poi stroncata dalla clamorosa eliminazione ai quarti contro il Rapperswil di Jeff Tomlinson. Poi, tre passaggi obbligati dai play-in e la lanterna rossa condivisa con l’Ajoie solo un anno fa. Stavolta la luce ha cambiato colore, ed è decisamente più confortevole.
4. A campo neutro

(Photobrusca & Luckyvideo)
In questo momento il Lugano partirebbe con il vantaggio casalingo nei playoff forte del suo quarto posto in classifica, il che non fa mai male psicologicamente pensando soprattutto a un eventuale Gara 7. Siamo però sicuri che per questa squadra sia un reale vantaggio?
Lo diciamo in maniera semi seria ma supportati anche dal fatto che spesso e volentieri nei playoff queste cose vengono sovvertite, ma anche alla luce del fatto che i bianconeri hanno due rendimenti diversi tra Cornèr Arena e trasferta.
Tra le mura amiche Thürkauf e compagni hanno una media di 1,708 punti a partita che li colloca al nono posto in National League, mentre in viaggio solo il Davos ha saputo fare meglio con 1.833 punti a partita contro 1.760 dei bianconeri. A questo punto diventa praticamente un 50 e 50.
5. I record del Fazz

(PostFinance/KEYSTONE/Ti-Press/Pablo Gianinazzi)
Il gol e l’assist messi a segno contro il Bienne martedì sera hanno permesso al topscorer bianconero di infrangere il proprio record personale e di arrivare a 45 punti in regular season.
Un altro grande risultato per il 30enne, che da ben undici stagioni consecutive va in doppia cifra di reti e per quattro annate in carriera ha superato la soglia dei 40 punti in regular season. Ad oggi Fazzini si trova al quinto posto assoluto tra tutti i marcatori della storia del Lugano con 414 punti tra regular season e postseason, a 36 punti dal quarto posto occupato da una leggenda come Jörg Eberle.
Per salire sul podio occorrono ancora 48 punti, quelli che lo distanziano da un altro grandissimo scorer di nome Andy Ton. Sfide intriganti.


