
AJOIE – LUGANO
0-1
(0-0, 0-2, 0-0)

Rete: 29’59 Carrick (Morini, Bertaggia) 0-1
Note: Raiffeisen Arena, 4’235 spettatori
Arbitri: Wiegand, Castelli; Humair, Altmann
Penalità: Ajoie 3×2, Lugano 1×2
Assenti: Lorenzo Canonica, Mirco Müller (infortunati), Nick Meile, Brendan Perlini, Curtis Valk (sovrannumero)
PORRENTRUY – Poteva rivelarsi una trappola non da poco la trasferta nel Giura, tenendo conto soprattutto di alcuni fattori. Il Lugano del dopo pause è notoriamente un diesel, le assenze importanti non aiutano, l’inserimento dei “nuovi” (tra virgolette inteso per Kupari) necessita sempre qualche tempo di rodaggio e la pausa dedicata ai Giochi Olimpici ha resettato tutte le squadre sul piano fisico. Ecco perché affrontare l’Ajoie in casa propria e in questo contesto si rivela più ostico di quello che potrebbe apparire.
Difficilissimo pure esprimere gioco brillante contro la formazione di Greg Ireland, ma nel complesso se il Lugano avesse sfruttato quei momenti di forte pressione sul bravissimo Keller nel secondo periodo in scia al gol decisivo di Carrick, forse staremmo parlando di una partita gestita in maniera più sciolta.

(PostFinance/KEYSTONE/Georgios Kefalas)
Ad ogni modo con i se e i ma non si costruisce nulla, e nonostante un brivido finale e qualche incursione dell’indiavolato Honka e un palo di Romanenghi, la difesa ospite ha retto bene, concedendo solamente 17 tiri all’Ajoie di cui praticamente solo tre o quattro dallo slot basso, mentre i tentativi di Fazzini e compagni sono stati 37, con almeno la metà salvati da Keller da brevissima distanza.
Tutto questo “ridimensiona” un po’ quella che potrebbe venire facilmente bollata come una partitaccia da parte dei ragazzi di Tomas Mitell, ma osservando anche la prudenza con la quale si sono mossi in transizione, ossia senza mai cercare a tutti costi il passaggio unico verso il terzo ma anche indietreggiando in caso di pericolo, si capisce come le partite sul ghiaccio della Raiffeisen Arena vadano preparate in maniera minuziosa.

(PostFinance/KEYSTONE/Georgios Kefalas)
Certo sulle prestazioni di alcuni si può assolutamente muovere giudizi, la brillantezza tra gambe e testa non è ancora coordinata bene come dovrebbe essere, ma tutto sommato sul piano tattico e collettivo quella di venerdì sera è stata una partita imbastita abbastanza bene che andava gestita meglio quando andava chiusa, pensando alle tre opportunità in powerplay cadute tutte in momenti potenzialmente decisivi.
Per la squadra ticinese si trattava comunque in primis di tornare alla vittoria, e questa è stata ottenuta con tanto di shutout da parte di Van Pottelberghe, ossevando la crescita di Kupari e cercando di capire a questo punto quale possa essere il line up migliore da portare verso i playoff, tenendo conto di due assenze importanti come quelle di Canonica e Müller.
Ma aldilà di tutto sono anche tre punti che qualificano ufficialmente i bianconeri direttamente ai playoff, con la missione di difendere perlomeno un posto tra le prime quattro in vista della griglia di partenza.
IL PROTAGONISTA
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Antoine Keller: Il giovane portiere francese è forse ancora in modalità Giochi Olimpici, fatto sta che ha tirato fuori una grande prestazione contro i bianconeri. È suo grande merito se l’Ajoie ha potuto sperare nel pareggio fino all’ultimo, soprattutto grazie a quelle parate nel secondo periodo e in box play nei minuti finali.
HIGHLIGHTS



