
SLOVACCHIA – FINLANDIA
1-6
(0-1, 1-1, 0-4)

Reti: 7’27 Aho (Lehkonen, Heiskanen) 0-1, 28’05 Haula (Armia) 0-2, 39’30 Tatar (Fehervary) 1-2, 48’27 Hintz (Heiskanen) 1-3, 49’09 Kakko (Tolvanen) 1-4, 55’32 Armia (Hintz) 1-5, 58’42 Haula (Armia, Ristolainen) 1-6
Note: Milano Santagiulia, 10’522 spettatori
Penalità: Slovacchia 3×2, Finlandia 2×2
MILANO – A fare la differenza tra il bronzo e la classica medaglia di legno riservata a chi occupa il quarto posto, in questo caso è stata la maggior qualità offensiva della Finlandia. La Slovacchia, seppur volenterosa ha mostrato dei limiti di profondità e qualità che in una partita del genere sono venuti a galla presto, seppure alla selezione di Antti Pennanen fosse venuto a mancare Mikko Rantanen, uscito infortunato dal terzo tempo della semifinale giocata venerdì.
La Slovacchia – a cui peraltro mancava Pospisil – ha in fondo cercato di fare gioco pari al quotato avversario, e per gran parte dell’incontro ci è pure riuscita, ma quando c’era da affondare i colpi sono stati i nordici a superare l’esercizio quando contava.

(Andrea Branca | HSHS)
Il gol di Tatar a fil della seconda sirena – su uno strano e sfortunato rimbalzo che ha ingannato Saros dietro la porta – ha sì dimezzato il risultato dopo l’iniziale 2-0 finlandese ad opera di Aho e Haula, ma nemmeno la sua scia nel terzo periodo ha saputo cambiare le sorti dell’incontro.
Il portiere finlandese ha sempre avuto la meglio sugli attacchi di Slafkovsky e compagni, e quando il tempo ha cominciato a scorrere più veloce è risultato ovvio vedere più spazi in ripartenza per la Finlandia, la quale ha sfruttato certe concessioni non solo con il 3-1 di Hintz in powerplay ma anche e soprattutto con il pesante gol di Kakko che ha praticamente chiuso l’incontro.
Vladimir Orszagh se l’è giocata tutta togliendo a due riprese il portiere, ma questa mossa ha solo provocato altre reti finniche, quelle del 5-1 e del 6-1 ad opera di Armia e di nuovo Haula.

(Andrea Branca | HSHS)
La Slovacchia non ha saputo ripetere l’impresa del bronzo di Pechino 2022, ma onora il torneo con un inaspettato e brillante – per quanto possa esserlo, nell’amarezza – quarto posto, con l’impressione che in semifinale e in questa sfida per il terzo posto siano a venuti a mancare giocatori chiave, su tutti la star Slafkovsky.
La Finlandia si mette al collo una medaglia che va ad aggiungersi a un bottino che dal ventennio che parte da Torino 2006 conta un oro, un argento e tre bronzi olimpici, oltre a tre titoli di campione del mondo, quattro argenti e tre terzi posti iridati, un palmares alquanto impressionante per una nazionale che da Calgary 1988 ha mancato le medaglie olimpiche solo tre volte su undici edizioni dei giochi.
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