
USA – SLOVACCHIA
6-2
(2-0, 3-0, 1-2)

Reti: 4’19 Larkin (Werenski, Thompson) 1-0, 19’19 Thompson (Eichel, Quinn Hughes) 2-0, 32’14 Jack Hughes (Werenski) 3-0, 32’33 Eichel (Brady Tkachuk, Matthew Tkachuk) 4-0, 38’24 Jack Hughes (Werenski, Boldy) 5-0, 44’55 Slafkovsky (Ruzicka, Fehervary) 5-1, 50’52 Brady Tkachuk (Trocheck, Hanifin) 6-1, 53’17 Regenda (Kelemen, Fehervary) 6-2
Note: Milano Santagiulia, 11’240 spettatori
Penalità: USA 5×2 + 2×10, Slovacchia 5×2 + 1×10
MILANO – Una superiorità netta, sia sul piano tecnico che quello fisico, tanto che il risultato di due a zero prodotto nel primo tempo dai gol di Larkin e Thompson sembrava a ragione aver già indirizzato la sfida verso un finale in fondo pronosticabile.
La Slovacchia, pur mostrando un gioco collettivo pregevole e tanta buona voglia dal girone preliminare ai quarti di finale, ha dimostrato di non essere in grado di reggere la potenza di una squadra come quella di Mike Sullivan, fortissima tecnicamente ma anche compatta come gruppo, pesante fisicamente e in grado di usare muscoli, provocazioni e trash talking come nessun altro, insomma mostrando tutto quello di cui è fatto l’hockey moderno.

(Andrea Branca | HSHS)
Di fatto già dal secondo periodo, gli slovacchi si sono fatti prendere per la testa dagli americani, cadendo nelle trappole della provocazione di cui gente come i fratelli Tkachuk, Thompson e compagnia sono dei veri maestri.
Con gli USA sul pezzo e la Slovacchia deconcentrata dall’obbiettivo, a metà partita sono arrivate altre due reti americane con Jack Hughes e Eichel, il tutto con estrema facilità contro un avversario ormai già al tappeto quasi senza aver la forza di controbattere se non con qualche occasione da ripescare però ancora nel primo periodo.
Nemmeno il cambio di portiere sul 4-0 ha scosso qualcosa negli slovacchi, con Skorvanek al posto di Hlavaj costretto a incassare il 5-0 pochi minuti dal suo ingresso in pista.
Terzo tempo di puro intrattenimento, correlato dal primo gol della Slovacchia da parte di Slafkovsky, dal 6-1 americano di Brady Tkachuk e infine dal 6-2 definitivo di Regenda.

(Andrea Branca | HSHS)
La Slovacchia nonostante questa pesante sconfitta può continuare a sperare in un bottino pesante cercando il bis di un bronzo già messo al collo nel 2022 a Pechino sconfiggendo la Svezia, un risultato che alla vigilia non sembrava nelle corde della squadra dell’est.
Per gli USA è invece la grande occasione per prendersi la rivincita sulla finale di Vancouver 2010, quando un gol all’overtime di Sidney Crosby negò una medaglia d’oro che alla nazionale a stelle e strisce manca dal miracolo di Lake Placid, e per la quale in questa edizione parte tutt’altro che da sconfitta in un atto conclusivo che si preannuncia uno spettacolo straordinario come non mai.
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