
(Andrea Branca | HSHS)
MILANO – I Giochi Olimpici non sono per tutti. Anche nel torneo di hockey maschile poterci essere significa essere arrivati a livelli decisamente elevati se si parla di un’edizione come quella di Milano e Cortina, ma per alcuni sono anche incroci di episodi, opportunità e casualità, oltre che alla bravura.
Il caso di Martin Neckar è di quelli decisamente interessanti, con il giovane e talentuoso portiere francese con licenza svizzera catapultato da una realtà all’altra in una maniera che ha dell’incredibile.
Il ventenne è nato a Digione, ha la doppia nazionalità francese e ceca, quest’ultima ereditata dal padre Frantisek, già giovane portiere del Dukla Jihlava e arrivato in Francia via Brest all’età di venti anni. Anche il papà, che dalla sua naturalizzazione francese si chiama François, ha un piccolo passato in Svizzera, dato che dopo aver speso una carriera da portiere in Francia al Digione tra massima divisione e leghe inferiori, è stato allenatore dei portieri del La Chaux-de-Fonds nella stagione 2018/19.
E la Svizzera, grazie alla licenza di gioco acquisita proprio nelle giovanili del club neocastellano, è diventata la terza patria del giovane Martin, che in questa annata si sta dividendo tra il Langnau – con tre convincenti apparizioni in prima squadra – e il Coira in Swiss League, dove ha passato la maggior parte della stagione. Per quanto riguarda la maglia della Nazionale, ha vestito quella della selezione maggiore francese solo in occasione di tornei amichevoli.
Da queste realtà, in particolare quella di Coira, Neckar è stato proiettato in pochi giorni a doversi scontrare con giocatori come Pastrnak, Necas, Hertl, Palat e compagnia, partendo come portiere titolare nella seconda partita dei Giochi Olimpici di Milano dei galletti proprio contro la sua seconda origine rappresentata dalla Cechia e davanti agli 11’000 spettatori dell’Arena Santa Giulia di Milano.
Il giovane si è comportato tutto sommato bene, non ha tremato all’esordio mostrando una bella personalità e ha compiuto alcuni interventi di alto livello nel primo e nel secondo periodo, resistendo fino al momento in cui i suoi compagni lo hanno praticamente abbandonato a se stesso costringendo Treille alla sua sostituzione.
Quella mesta uscita sul 3-6 non deve però rovinare l’esordio ai massimi livelli mondiali di un giovane portiere dal grande futuro che fino a due settimane fa si si divideva tra la riserva ai Tigers e la porta del Coira in Swiss League, arrivando a vestire la maglia della Francia olimpica nella sfida contro il suo secondo paese di appartenenza in mezzo a tanti campioni planetari.


