
(Andrea Branca | HSHS)
MILANO – Ha dovuto sudare decisamente più del previsto la Svezia per ottenere la vittoria al debutto olimpico, contro una squadra italiana che in pista ha mostrato coraggio ed ha a lungo tenuto aperta la partita.
“Non conoscevamo praticamente nessuno dei loro giocatori”, ha ammesso il capitano Gabriel Landeskog. “Certo, avevamo guardato alcuni video delle loro recenti partite, e credo che alcuni di noi abbiano già giocato contro squadre del loro attuale allenatore”.
Il giocatore degli Avalanche, autore del gol valso l’1-1, ha poi continuato: “Sapevamo che erano ben allenati ed eravamo consapevoli di come avrebbero giocato. Ovviamente per loro si trattava di chiudersi in difesa e attendere delle occasioni da gol in contropiede, ed è quello che hanno fatto. E lo fanno fatto molto bene. In questo torneo non ci saranno partite facili, il gap tra le squadre non è più quello a cui eravamo abituati”.
Il fatto di segnare il primo gol ha indubbiamente fatto bene a Landeskog, che è arrivato a questa Olimpiadi dopo un percorso difficile a causa di un infortunio: “È stato esaltante segnare il primo gol, anche se come squadra si è vista un po’ di ruggine, dovremo migliorare il nostro gioco. Per me essere qui è un onore, significa molto. C’è stato sicuramente un periodo in cui mi chiedevo se avrei avuto l’opportunità di essere nuovamente ai Giochi, o di vestire di nuovo la maglia della Nazionale. Negli ultimi anni ho imparato a vivere nel presente, senza guardare troppo avanti”.


