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Olimpiadi 2026

L’Italia è battuta ma non sfigura di fronte alla Svezia

I padroni di casa propongono una prova coraggiosa e cedono solo nel finale dopo aver fatto sudare Nylander e compagni

(Andrea Branca | HSHS)

L’Italia è battuta ma non sfigura di fronte alla Svezia

SVEZIA – ITALIA

5-2

(2-1, 1-1, 2-0)

Reti: 04’14 Frigo 0-1, 09’06 Landeskog (Zibanejad, Pettersson) 1-1, 17’53 Forsling (Bratt, Dahlin) 2-1, 20’37 Bradley (Gazley, Larkin) 2-2, 36’46 Nylander (Dahlin, Kempe) 3-2, 55’42 Zibanejad (Dahlin, Rakell) 4-2, 57’11 Hedman (Forsling) 5-2

Note: Milano Santagiulia, 11’251 spettatori
Penalità: Svezia 1×2, Italia 1×2

MILANO – A un certo punto è sembrato che per l’Italia l’impresa fosse possibile. Forse non di battere la Svezia ma perlomeno di portarle via qualche punto al termine di una partita che i padroni di casa hanno giocato con grande cuore, coraggio e cinismo, i tre fattori che non dovevano mancare alla squadra di Jalonen per cercare almeno di fare bella figura.

E la figura davanti al proprio pubblico è stata di quelle importanti, perché fino al 4-2 di Zibanejad, nonostante il lungo ma sterile dominio svedese, il risultato è rimasto sempre in bilico, con Morini e compagni capaci comunque di rendersi sempre pericolosi dalle parti di un insicuro Gustavsson nelle poche ma convinte puntate offensive.

(Andrea Branca | HSHS)

Già il gol del vantaggio ottenuto da Frigo su un errore inspiegabile del portiere svedese, incapace di tenere il bastone in mano su un disco innocuo appoggiato da lontano, ha fatto capire che forse forse gli azzurri non si sarebbero arresi facilmente.

La conferma è arrivata anche quando la Svezia ha trovato la maniera di ribaltare il vantaggio, i padroni di casa non sono mai andati in panico e anzi hanno avuto la mentalità giusta per entrare decisi a trovare il 2-2 in entrata di terzo periodo.

(Andrea Branca | HSHS)

Solo una giocata di classe di Rasmus Dahlin sfruttata da William Nylander ha permesso alla nazionale delle tre corone di riprendere in mano l’incontro e di chiuderlo nel finale battendo Fadani una prima volta – e una a porta vuota, con il portiere del Kloten subentrato all’ottimo Clara infortunato – ma la superficialità con cui ha affrontato l’impegno dovrà far riflettere, nonostante la grande differenza nei tiri.

Tutto il contrario di un’Italia che vuole fare di tutto per ben figurare in un’occasione che capita poche volte.


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