
Ogni inizio settimana, per tutto il corso del campionato, HSHS vi proporrà la rubrica dedicata ai “top e flop”, ovvero ai giocatori che secondo noi si sono distinti negli ultimi turni di campionato, così come a coloro da cui ci si aspettava invece qualcosa in più.
Vengono selezionati un portiere, due difensori e tre attaccanti tra chi ha fatto particolarmente bene e chi, invece, ha deluso le aspettative.
Di seguito la selezione basata sui turni di campionato giocati nell’ultima settimana.

Sandro Aeschlimann (Davos): Vincendo il big match di domenica pomeriggio il Davos ha ribadito una volta di più la sua supremazia in questa regular season, scacciando il Friborgo a 14 punti di distanza e vincendo anche la gara interna dei portieri. Se da un lato Berra è stato infatti autore di varie sbavature, sull’altro fronte Aeschlimann si è confermato in ottima forma, chiudendo una settimana in cui ha sbarrato la porta a Zugo e Friborgo parando 43 tiri e concedendo solamente due gol, con una percentuale di interventi dunque superiore al 95%. Nelle ultime cinque apparizioni è stato sopra il 93% in ben quattro occasioni, issandosi così ai vertici dell’intera lega con una SV% di 92.41 sull’arco di 28 partite giocate.
Hardy Häman Aktell (Berna): Il Berna, con due vittorie in settimana, ha consolidato la sua posizione nei play-in, e una bella mano agli orsi l’ha data il difensore svedese, capace in alcune serate di proporre spunti offensivi di alto profilo. Purtroppo la regolarità non è per ora una sua caratteristica, ma intanto le doppiette firmate contro Langnau e Ajoie gli hanno permesso di fare la voce grossa sul fronte offensivo, con Häman Aktell che è sempre riuscito a segnare in fasi delicate dei periodi centrali, risultando dunque fondamentale nell’indirizzare le sfide sui binari degli orsi.
Jacob Larsson (Rapperswil): Ha sicuramente vissuto un mese di gennaio molto positivo il difensore svedese, riuscendo a finire sul tabellino addirittura in sette delle ultime otto partite disputate, con altri quattro punti aggiunti nelle tre gare della scorsa settimana. Particolarmente significativa la sua prova contro il Davos, che lo ha visto in pista come una presenza costante, ma che gli ha anche ricordato quanto sia importante la disciplina, visto che le due penalità rimediate sono state pagate caro dai suoi compagni. Per i Lakers resta comunque una presenza fondamentale, ed infatti è il quarto giocatore più impiegato di tutta la lega… Degli stimoli benvenuti, considerando il suo bottino di 28 punti in 44 partite (di cui 11 gol, solo Brännström ha fatto meglio) e un bilancio di +11.
Chris DiDomenico (Ambrì Piotta): In una settimana caratterizzata da quattro partite in sei giorni, il canadese si è confermato il vero motore dell’Ambrì Piotta, facendo di tutto per trascinare i suoi con un bottino di otto punti e una point streak mantenuta viva anche nella serata di Langnau. DiDomenico ha infatti scritto il suo nome sul tabellino in tutte le ultime sei partite giocate (dieci punti), segnando un gol importante nel derby e garantendo continui stimoli offensivi, tanto da permettergli di andare alla pausa come il giocatore con più assist di tutta la lega (31). La possibilità di un suo rinnovo rimane una questione aperta, ma indubbiamente dal suo gioco a volte arruffone e testardo l’Ambrì ha trovato quella energia e determinazione che per lunghi tratti praticamente nessun altro sapeva mostrare.
Alex Formenton (Ambrì Piotta): È stato a lungo atteso il canadese, che nel corso della stagione ha alternato prestazioni anonime ad altre in cui aveva sul bastone un buon numero di occasioni da gol, peccando però costantemente di concretezza. Di recente qualcosa sembra essere finalmente cambiato. Formenton è andato a punti per quattro partite consecutive (quattro gol e altrettanti assist), il suo linguaggio del corpo è più positivo e i risultati stanno finalmente arrivando. Con la doppietta firmata a Ginevra qualcosa si è forse sbloccato per davvero, ed è significativo che i tre match successivi lo abbiano ancora visto autore di prove positive, chiuse con il tocco perfetto per DiDomenico nel finale di partita a Langnau.
Dario Simion (Lugano): Il numero 94 del Lugano sta raggiungendo livelli altissimi, simili a quelli visti nelle sue migliori stagioni con la maglia dello Zugo. Il valmaggese in settimana è andato a segno in tutte e tre le partite giocate contro Rapperswil, Ambrì Piotta e Ginevra, con una prestazione impressionante in particolare di fronte ai granata, quando ha tirato fuori tutto il suo carniere di classe, potenza e visione di gioco. Sul piano dei punti Simion è al momento alla sua quarta miglior regular season – ancora da concludere – terza per numero di reti segnate finora, e per quanto riguarda personalità, impatto sul gioco e resa della sua linea, completata da Thürkauf e di nuovo da Emanuelsson, sta decisamente entrando in modalità playoff.

Stephane Charlin (Ginevra): Arrivato alla pausa comunque in zona playoff, il Ginevra non ha chiuso il mese di gennaio in buona forma, perdendo tre partite consecutive e quattro delle ultime cinque. La stagione delle aquile continua insomma ad essere sull’ottovolante, e lo stesso vale per Charlin, che non sta riuscendo a riacquisire quello status di portiere decisivo che aveva a Langnau. Statisticamente le ultime uscite non sono state brillanti, con l’84% di interventi fatto registrare contro l’Ambrì Piotta e l’82.61% alla Cornèr Arena. Proprio a Lugano è finito nelle highlights per l’uscita scellerata che ha regalato il primo gol ai bianconeri, ed ha pure rischiato una seconda frittata nel periodo centrale, trasmettendo quell’insicurezza ai compagni che solitamente è il marchio di fabbrica di Robert Mayer.
Luca Capaul (Rapperswil): Non è stata sicuramente una grande settimana quella vissuta dal difensore del Rapperswil, protagonista di diverse imprecisioni che hanno spianato la strada agli avversari. Un primo regalo lo aveva ricevuto il Lugano, con un disco gestito in maniera scellerata da Capaul che pochi secondi dopo si è tramutato nel 2-0 di Perlini, e poi la scena si è ripetuta in maniera ancora più grave contro il Davos, quando una sua leggerezza nel terzo difensivo ha permesso agli avversari di segnare il gol decisivo.
Tim Heed (Ambrì Piotta): Sembra davvero non riuscire a fare un salto di qualità il difensore svedese, che nei tanti minuti che gli vengono chiesti commette puntualmente troppi errori che sembrano figli di insufficienza e poca concentrazione, e non tanto conseguenza della costante presenza in pista. A Friborgo è infatti stato poco convinto nei suoi interventi difensivi sul 2-2 e 3-3 avversari, mostrandosi poi “molle” anche sulla rete di Simion nel derby. Le sue prestazioni continuano dunque a non convincere nel complesso, e nell’ambito di una settimana positiva per la squadra, l’apporto di Heed rimane uno di quelli che sollevano maggiori interrogativi. Nel mese di gennaio è stato il giocatore in pista su più gol avversari di tutta la lega, ben 15 dei 34 subiti dall’Ambrì Piotta a parità numerica.
Dominik Kubalik (Zugo): In attesa di vederlo in pista a Milano per le Olimpiadi, il ceco nell’ultima settimana ha confermato di essere in una fase di grandi alti e bassi, un po’ come la sua squadra. Completamente assente dal tabellino nelle tre partite settimanali, l’ex biancoblù ha formato una linea con Tatar e Wingerli che è andata in difficoltà, uscendo in negativo da tutti gli incontri. Il -3 fatto registrare contro il Davos, seguito dal -2 con il Losanna e infine dal -1 al cospetto degli ZSC Lions non fanno che confermare un periodo che si è rivelato piuttosto frustrante.
André Heim (Ambrì Piotta): Una delle sfide con cui sarà confrontato Tapola sarà quella di ridare un ruolo rilevante a Heim, magari a partire dalla scelta fatta a partita in corso sabato, quando era stato spostato con Formenton e DiDomenico al posto di Tierney. L’impatto del centro sulle partite continua infatti ad essere nel complesso negativo, con nettamente il peggior bilancio settimanale della lega, pari a -9 rimediato in quattro incontri. Da metà novembre ad oggi ha segnato un solo gol, quello ininfluente ottenuto a inizio gennaio contro il Davos, e per l’Ambrì l’investimento fatto su di lui in questi anni non ha portato ai frutti sperati. La prossima stagione sarà l’ultima in cui Heim potrà dimostrare il suo valore, ma iniziare a imboccare la strada giusta già negli ultimi scampoli di questo campionato sarebbe un segnale importante.
Pierre-Édouard Bellemare (Ajoie): Sta decisamente mostrando un comprensibile declino il veterano dell’Ajoie, rallentato anche da alcuni infortuni e lontano dall’impatto che gli avevamo visto avere lo scorso campionato. Rientrato proprio in questo finale di gennaio, le sue prestazioni sono state ben lontane dalle prestazioni che si hanno nei suoi confronti, con un generale ritardo nel suo gioco che lo ha portato a gestire malamente una miriade di dischi. Già poco sul pezzo martedì contro il Bienne, un suo errore ha praticamente regalato un gol al Rapperswil qualche giorno dopo, e pure nella domenica di Berna non è riuscito ad essere quel leader che ai giurassiani servirebbe tantissimo. Il riassunto della settimana? Nessun punto e un bilancio di -8.


