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Interviste

Chiesa: “Il nuovo impianto di Sigirino ci dà possibilità incredibili, così possiamo crescere”

Il direttore del settore giovanile del Lugano: “Svolgo un lavoro che mi appassiona molto, e con la nuova struttura possiamo offrire ancora di più ai nostri ragazzi. Una bella occasione per scoprirla sarà il derby U21 dell’11 febbraio”

SIGIRINO – Il Lugano sta vivendo una stagione entusiasmante, e anche per il settore giovanile diretto da Alessandro Chiesa gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un nuovo slancio. L’apertura del nuovo centro sportivo di Sigirino – denominato CMFG Arena – porta infatti con sé delle grandi opportunità per l’intera regione.

Sin dal momento in cui aveva iniziato il suo lavoro con i giovani bianconeri, Chiesa aveva individuato nel futuro impianto un elemento centrale per lo sviluppo del club, e a due anni dall’inizio del suo percorso l’ex difensore ci racconta con entusiasmo l’evoluzione del progetto.

“Quello che svolgo è un lavoro che veramente mi appassiona molto, soprattutto perché si è ancora vicini al ghiaccio e alla parte sportiva, ma al contempo ci si deve occupare anche di tutti gli aspetti che stanno dietro al settore giovanile”, ci ha spiegato Chiesa. “Ci sono tanti aspetti a livello amministrativo e di gestione da considerare per portare avanti una società come la nostra, e questo mi intriga molto. Sono confrontato con tante cose nuove, dunque per me nessuna giornata è uguale a quella precedente quando vado in ufficio. Sono davvero contento”.

Quali sono le principali sfide che hai incontrato? Lavorare con ragazzi e le loro famiglie non è sempre semplice…
“Chiaro, è proprio così. Noi partiamo dalla scuola hockey, dunque potenzialmente da bambini di tre anni sino alla U21, dunque stiamo parlando di una fascia molto ampia. Ogni età ha le sue esigenze e anche specifiche caratteristiche. I genitori sono fondamentali nel sostegno dei figli nella loro attività sportiva ed il rapporto tra le parti è sicuramente importante. Senza dimenticare che la Sezione Giovanile può contare su più di 120 volontari a supporto delle proprie attività e la maggior parte di essi sono genitori.
Penso che la principale sfida per noi sia quella di garantire ai ragazzi un ambiente sano, in cui possano praticare uno sport e divertirsi in sicurezza. Questo per noi è fondamentale”

Da gennaio potete usufruire di diverse moderne infrastrutture al nuovo centro di Sigirino. Questo cosa significa per voi?
“Il nuovo impianto ci apre delle opportunità incredibili. È un centro non solo dedicato all’hockey, dunque ci sono altre società e attività sportive coinvolte. Questo è bello perché crea un ambiente molto positivo. Per noi nello specifico significa avere più ghiaccio, con anche una “skills area” che permette di lavorare su determinati aspetti in maniera ancora più specifica rispetto a quanto potevamo fare alla Cornèr Arena e alla Reseghina. Così è possibile crescere, con più ore di ghiaccio a disposizione in senso generale, ma anche ad orari migliori che possiamo offrire ai nostri giovani”.

La “skills area” più nello specifico in cosa consiste?
“Sostanzialmente parliamo di una superficie ghiacciata di circa 700 metri quadri, dove si possono effettuare degli allenamenti specifici ad esempio per i portieri, oppure allenare i tiri grazie a delle porte fisse, e per le categorie più piccole si può sfruttare per lavorare sul pattinaggio in aggiunta alla pista normale”.

Il centro sportivo ospiterà anche la Nazionale finlandese di hockey femminile per un ritiro preolimpico. Questo attesta la qualità della nuova struttura…
“Esatto. Anche noi siamo ospiti del centro, e possiamo dunque dire di avere una fortuna incredibile di poter spostare qui una parte delle nostre attività. Il centro è davvero moderno e pensato a misura dei ragazzi per la formazione, dunque per le nostre attività è il top”.

Questi nuovi spazi vi permettono anche di avere maggiore flessibilità nell’organizzare le attività?
“Esatto. A Sigirino abbiamo spostato in modo fisso tutte le attività dalla U14 in giù. Questo significa che U14 e U12 svolgono qui allenamenti e partite, l’U9 sarà invece al centro solo per le attività del weekend. Gli allenamenti prevedono invece quattro sedute, due qui e altrettante a Lugano, con i ragazzi che possono partecipare a un massimo di tre. Questa organizzazione è nata da una nostra ricerca che ci dice che l’80% dei nostri iscritti proviene da un raggio massimo di 3 chilometri dalla Cornèr Arena, dunque molto vicini. L’U9 è ancora una categoria in cui, se l’attività risulta scomoda in famiglia, i genitori possono far cambiare sport al figlio. Abbiamo dunque deciso di dare totale libertà di scegliere se portare il bambino a Lugano oppure a Sigirino, per meglio adattarsi alle proprie esigenze. La scuola hockey per ora è invece ancora interamente a Lugano, ma la apriremo pure a Sigirino dalla prossima stagione, sempre con l’idea dei 3 chilometri di raggio per avvicinarci alle famiglie, specialmente nella valle del Vedeggio”.

Usufruire di questa struttura cosa significa per voi in termini di costi? La Città di Lugano in questo senso vi dà una mano…
“Abbiamo un monte ore da utilizzare per i ragazzi messo a disposizione dalla Città, che ci permette di svolgere le nostre attività. Tutte le eventuali ore aggiuntive, così come i costi logistici, sono a carico della Sezione Giovanile. È di fatto un investimento che come club facciamo sulla qualità che mettiamo a disposizione dei nostri giovani”.

La disponibilità di ghiaccio è un aspetto che ha frenato lo sviluppo dell’hockey negli anni? Vediamo l’esempio di Finlandia o Svezia, nazioni con una popolazione simile alla Svizzera, ma con un’attività molto maggiore…
“Questo sicuramente. Approfitto di questa domanda per ringraziare Gianni Ochsner, che è il promotore privato che ha reso possibile la costruzione di questo centro all’avanguardia. Il Luganese e il Sottoceneri in generale possono ora usufruire di una superficie di ghiaccio coperta in più che era davvero fondamentale. Se vogliamo crescere nei numeri dei tesserati c’è bisogno delle piste, e questa aggiunta – in cui troviamo anche palestre e strutture per tanti altri sport – rappresenta un grande regalo che Ochsner ha fatto ai giovani ticinesi”.

Quando avevi iniziato il tuo lavoro due anni fa, ci avevi indicato che solamente il 3% dei ragazzi in Ticino praticava l’hockey. Come avete lavorato per alzare questo numero?
“Come Hockey Club Lugano abbiamo un progetto che si chiama “Scuola in pista”, lanciato tre anni fa e che si è consolidato cammin facendo. Sostanzialmente andiamo negli asili – prendendo un po’ spunto dalle iniziative di reclutamento della federazione, che abbiamo adattato alla nostra realtà – per cercare di far conoscere l’hockey già in giovanissima età. Il programma prevede solitamente una lezione in palestra, dove i bambini vengono anche vestiti con il casco e tutta l’attrezzatura, e poi li invitiamo alla Cornèr Arena e offriamo un’ora di scuola hockey dedicata all’intera classe. Per finire c’è poi la possibilità di venire a una partita con i genitori, in una sorta di pacchetto completo per far conoscere la disciplina e poi, in un secondo luogo, anche l’Hockey Club Lugano. L’anno scorso abbiamo coinvolto oltre 300 bimbi”.

(HC Lugano)

Pensando alla prima squadra, nella passata stagione si era vista una disaffezione del pubblico, mentre quest’anno è tornato l’entusiasmo grazie ai risultati e quanto si vede in pista. Possiamo dire che se la prima squadra va bene, pure il lavoro del settore giovanile è un po’ più semplice…
“Quello è chiaro. Alla fine siamo un’unica entità. L’entusiasmo delle partite è importante, vediamo ora una Cornèr Arena in cui è tornata l’euforia e una bella frequenza di pubblico. Quando c’è questo ambiente, il lavoro nel suo complesso è un’altra cosa. Noi lo vediamo di riflesso sulle iscrizioni alla scuola hockey. Già un anno fa eravamo tornati sopra i cento iscritti, cifra che abbiamo mantenuto nell’attuale stagione. In questo discorso ci sono da considerare anche dei limiti strutturali, c’è un numero massimo di bimbi che puoi avere in pista, ma siamo molto contenti di essere tornati a numeri pre-Covid”.

Come hai accolto invece la notizia delle Olimpiadi 2038 che dovrebbero coinvolgere anche Lugano?
“La speranza di poter vedere una volta i Giochi in Svizzera, magari appunto addirittura con il coinvolgimento del Ticino, sarebbe un’ulteriore spinta per far conoscere l’hockey. Si parla di alcune partite del torneo femminile che potrebbero venir giocate a Lugano, e questo mi permette di ricordare che ovviamente le nostre iscrizioni sono aperte anche alle bambine. È una prospettiva che vedo sicuramente come positiva, e chissà che non porti ulteriori investimenti e migliorie alla struttura, pensando ad esempio alla Reseghina”.

Chiudiamo con una segnalazione per tutti gli appassionati che vogliono scoprire l’impianto di Sigirino…
“Esatto. Il prossimo 11 febbraio alle ore 19:00 la nuova pista ospiterà il derby U21-Elit tra Lugano e Ambrì Piotta. Sarà sicuramente un bel momento di hockey per il cantone, e l’opportunità per molti di venire a vedere una partita per la prima volta in questa nuova struttura”.

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