
LUGANO – Dopo essere stato battuto la scorsa settimana dalle prime due avversarie in classifica – Friborgo e Davos – il Lugano inizia l’ultima fase prima della pausa olimpica con l’obiettivo di rafforzare la propria posizione, che vede oggi i bianconeri occupare un ottimo quarto posto.
Tra chi ultimamente sta approfittando di più responsabilità in seguito ad alcuni infortuni c’è il giovane difensore Brian Zanetti, che con l’assenza di Dahlström ha ritrovato posto tre i primi sei difensori al fianco di Aebischer.
“Nelle ultime partite ho avuto più ghiaccio e questo rende più semplice entrare nel ritmo, ma sapevo che tornando a Lugano avrei dovuto confrontarmi con una maggiore competizione interna, ed è quello che ho trovato”, ci ha raccontato il 22enne. “È una sfida, dunque è importante mostrare le proprie qualità al massimo nei minuti che si hanno a disposizione”.
Questo per te comporta una maggiore pressione, oppure una volta sul ghiaccio questi pensieri svaniscono?
“No, non interpreto la mia situazione come qualcosa che debba mettermi più pressione. L’importante è saper portare il meglio quando si è in pista. Anche in allenamento cerco di fare il massimo per dimostrare il tipo di contributo che posso dare”.
Sabato ti abbiamo visto faccia-a-faccia con Brendan Lemieux. Se necessario, puoi portare anche questo tipo di gioco…
“Sì, siamo tutti pronti a difenderci l’uno con l’altro. Certo, al giorno d’oggi nella nostra lega non capita spesso di vedere i giocatori lasciar cadere i guanti, ma soprattutto contro squadre come il Davos che oltre a saper giocare a hockey hanno anche un certo livello di aggressività, bisogna affrontarle pure in questo modo”.
Ci sono partite in cui ti ritrovi a giocare praticamente la metà dei minuti che facevi registrare lo scorso anno a Langnau. Questo che tipo di sfida comporta?
“La cosa più difficile è trovare l’intensità giusta quando arriva il tuo turno. Bisogna essere sempre pronti, anche mentalmente devi essere nella partita indipendentemente dal minutaggio che ti viene assegnato. Poi come detto, quando arriva l’occasione non bisogna pensare troppo ma semplicemente entrare e dimostrare le proprie qualità. La chiave nell’essere il settimo difensore è soprattutto mentale, devi saper aiutare la squadra in tutte le occasioni”.
Sei comunque arrivato in un Lugano che con il nuovo staff ha puntato tanto sulla struttura difensiva. Questo ti ha aiutato?
“Sin dall’inizio la maniera in cui volevamo giocare è stata molto chiaro. Nell’avvio di campionato non avevamo ottenuto subito i risultati sperati, ma penso che adesso tutti abbiamo ben chiaro quello che dobbiamo fare. Partiamo dalla difesa con una buona organizzazione, ed avendo questa base tutto è più semplice”.
E poi guardando ai tuoi compagni di squadra, non mancano certo gli elementi da cui imparare…
“Esatto, se guardiamo al nostro reparto ci sono tanti giocatori completi. Sicuramente ad esempio da un Mirco Müller – che ha giocato a lungo in NHL – posso osservare la sua pazienza con il disco e la copertura difensiva, e in generale poche squadre possono vantare così tanti difensori di qualità. Dunque è bello competere con loro e prendere sempre qualcosa da ognuno”.



