
Ogni inizio settimana, per tutto il corso del campionato, HSHS vi proporrà la rubrica dedicata ai “top e flop”, ovvero ai giocatori che secondo noi si sono distinti negli ultimi turni di campionato, così come a coloro da cui ci si aspettava invece qualcosa in più.
Vengono selezionati un portiere, due difensori e tre attaccanti tra chi ha fatto particolarmente bene e chi, invece, ha deluso le aspettative.
Di seguito la selezione basata sui turni di campionato giocati nell’ultima settimana.

Damiano Ciaccio (Ajoie): Nel weekend l’Ajoie si è fatto trovare pronto e nelle sfide contro Kloten e Langnau ha centrato due vittorie che fanno soprattutto morale, e lanciano un messaggio al futuro avversario nei playout. Tra i pali l’ex biancoblù Damiano Ciaccio si è confermato in un periodo di ottima forma, parando ben 76 tiri in due partite con il 95% di interventi. Sul suo conto ci sono stati anche salvataggi spettacolari ed è impressionante constatare come, nelle otto partite giocate da Ciaccio nel mese di gennaio, in ben sei occasioni la sua SV% sia stata superiore al 93%, di cui quattro volte oltre il 94. Dopo un valzer di portieri non indifferente a inizio stagione, a Porrentruy è stato trovato l’elemento su cui puntare per la parte finale del campionato.
Dean Kukan (ZSC Lions): Nell’avvicinamento al postseason e ai Giochi Olimpici di Milano e Cortina, il difensore dei Lions e della Nazionale sta raggiungendo i livelli migliori di leadership ed efficienza. Lo ZSC deve trovare ancora il vero ritmo in vista dei playoff, ma l’ex Columbus è uno di quei giocatori che stanno cercando di trascinare la squadra di Marco Bayer fuori dall’anonimato verso le posizioni più consone, con un contributo anche sul tabellino dei marcatori con un assist in ognuna delle ultime tre partite giocate contro Berna, Ambrì Piotta e Friborgo e un bilancio di +4.
Mirco Müller (Lugano): Le ultime due prestazioni contro Friborgo e in particolare Davos hanno restituito il Mirco Müller che è valso l’investimento fatto dal Lugano qualche anni fa. Vincente nei duelli individuali, pulito nelle uscite con il disco e sempre presente dove il gioco si faceva caldo, il numero 25 si è dimostrato finalmente dominante e in controllo totale della fase difensiva, prendendosi tanto spazio tenendo conto anche dell’assenza di Dahlström tra le fila bianconere. Questo è il Müller che può far fare il salto di qualità al Lugano nel postaeason.
Julius Nättinen (Ajoie): Con tre gol in due partite, l’attaccante finlandese si è confermato in un ottimo stato di forma, dimostrando ancora una volta di saper colpire nei momenti decisivi. Nella partita di Langnau ha mandato il match all’overtime segnando in contropiede, per poi portare l’Ajoie alla vittoria con un’impressionante progressione in velocità conclusa in rete nel supplementare. Nel match contro il Kloten non si è invece fatto pregare e davanti a Fadani ha mostrato nuovamente sangue freddo nello sfruttare le sue occasioni, portando a 16 il suo bottino di gol in 35 partite. Tra il 3 gennaio e oggi è stato il giocatore più produttivo della lega con sette gol in otto partite, a pari merito con Andrighetto in termini di punti con 11 totali.
Chris DiDomenico (Ambrì Piotta): Sono davvero poche le cose che stanno funzionando in casa leventinese, ma in un contesto di grande mediocrità spicca la volontà inscalfibile di Chris DiDomenico, che si danna letteralmente l’anima per trascinare i suoi. A meno di un mese dal suo 37esimo compleanno il canadese a volte commette degli errori, ma ha uno spirito di ferro e rifiuta di arrendersi, e questa sua insistenza lo sta ripagando anche in termini di produttività. A segno da due partite consecutive e sul tabellino in dieci delle ultime 14 uscite, da fine novembre a oggi DiDomenico si è dato un gran da fare, tanto che per punti a partita (1.07) solamente Fazzini, Andrighetto e Malgin hanno fatto meglio di lui tra chi ha disputato almeno dieci incontri.
Dominik Kubalik (Zugo): Nella fase di crisi che ha recentemente vissuto lo Zugo anche l’asso ceco era andato in difficoltà, anche se per atteggiamento era stato uno dei pochi, assieme a Hofmann, a dannarsi l’anima per cambiare le cose. Nell’ultima settimana Kubalik è tornato ad avere un impatto netto sulle partite, con tre gol in due incontri e una presenza a tutta pista. Contro il Kloten aveva sbloccato il risultato con una delle sue “sassate” in powerplay, mentre nel match casalingo contro il Langnau aveva salvato la serata con una grande progressione in contropiede valsa la vittoria. Con 21 gol totali l’ex biancoblù è anche quest’anno ai vertici della classifica dei marcatori e potrà battagliare per il titolo di miglior sniper della lega.

Ivars Punnenovs (Rapperswil): Non è stata una settimana disastrosa per qualche portiere in particolare in National League, ma la serata vissuta dal lettone del Rapperswil alla Tissot Arena di Bienne non è stata certo delle più facili. Il portiere è stato tra i protagonisti in negativo della rimonta dei padroni di casa nei minuti finali, dopo che i Lakers pensavano di averla fatta franca, ma delle reti subite con tiri dalla distanza con visuale completamente sgombra non hanno trovato Punnenovs sufficientemente pronto e la frittata è stata presto rigirata dagli uomini di Christian Dubé in un finale decisamente inatteso.
Rodwin Dionicio (Bienne): Il grande talento del giovane difensore del Bienne è innegabile, anche se in questa sua prima stagione completa in National League non sono mancati episodi in cui ha dimostrato di dover ancora maturare nelle prese di decisione. Un chiaro esempio è stata la partita pazza contro il Rapperswil, nella quale Dionicio ha commesso errori evitabili su diverse reti avversarie. In particolare sul secondo e terzo gol dei Lakers il difensore ha perso due dischi, uno in zona difensiva e l’altro su una sortita offensiva, in brutta maniera, con azioni che poco dopo sono finite alle spalle di Säteri.
Sami Niku (Losanna): Il Losanna non ha ancora ritrovato il ritmo giusto dopo la crisi di inizio anno, una mancanza di rendimento rispecchiata anche dalle prestazioni individuali dei suoi giocatori più importanti. Tra questi c’è un Sami Niku che non è ancora riuscito a ritagliarsi uno spazio ben definito nel gioco dei biancorossi e ultimamente, nonostante qualche assist messo qua e là, si è reso protagonista di troppi errori e giocate superficiali che hanno reso la squadra di Geoff Ward più vulnerabile. Brutto segnale anche il bilancio di -8 nelle ultime sei uscite di campionato.
Austin Czarnik (Losanna): Con le partite dell’ultimo weekend ha perso la maglia di Top Scorer, che nella prossima partita verrà vestita da Rochette, ed in generale il miglior marcatore della passata regular season sta vivendo un momento prolungato di appannamento offensivo. Il gol oramai gli manca da sette partite consecutive – fase in cui ha ottenuto solamente un assist – ed ha terminato ben sei delle ultime nove partite con un bilancio negativo. La spinta che riusciva a garantire in combutta con Caggiula si è spenta, con entrambi i giocatori opachi offensivamente da diversi incontri e lo staff intento a cercare di rivitalizzare la linea cambiando spesso il terzo elemento, sinora senza successo.
Manix Landry (Ambrì Piotta): Il suo rinnovo – che tra l’altro il club non ha mai ufficializzato finora – è stata l’ultima eredità di Paolo Duca, ma purtroppo in questa turbolenta stagione anche lo sviluppo del 23enne figlio d’arte ha subito un brusco rallentamento. Dopo la bella progressione nel primo campionato in Leventina, poi confermata dall’ottima scorsa stagione, quest’anno Landry ha vissuto una lunga serie di partite nel pieno anonimato, che nemmeno la “promozione” del padre Eric nel ruolo di head coach ha saputo stimolare. Andando oltre numeri modesti (sei gol e altrettanti assist, bilancio di -15), Manix Landry da tempo fatica a farsi notare sul ghiaccio, mostra poca personalità e ha pure gradualmente perso il suo ruolo. Nel mese di gennaio si è ritrovato diverse volte all’ala, in una circostanza addirittura in quarta linea, e sembra non avere una direzione chiara nel suo gioco. Sicuramente sarà un elemento fondamentale da recuperare in chiave futura.
Brendan Perlini (Lugano): Non sarà il gol trovato a Friborgo – peraltro su gran merito di Ramon Tanner – a salvare la settimana del numero 96 bianconero. L’ex Ambri Piotta e Losanna si conferma un attaccante troppo “anarchico” per un sistema come quello di Tomas Mitell, un giocatore che va sempre a forzare inutilmente la giocata e a sprecare dischi a ogni cambio, portando fuori tempo i compagni nelle sue scorribande individuali. Avesse un rendimento perlomeno accettabile lo si potrebbe anche perdonare, ma la maggior parte delle sue conclusioni si spegne sugli stinchi dei difensori o fuori dallo specchi della porta. A questo Lugano serve ben altro.


