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I top e flop dell’ultima settimana di campionato

Ecco i giocatori che si sono distinti nelle scorse partite, ed i nomi di chi invece potrebbe dare qualcosa di più

Ogni inizio settimana, per tutto il corso del campionato, HSHS vi proporrà la rubrica dedicata ai “top e flop”, ovvero ai giocatori che secondo noi si sono distinti negli ultimi turni di campionato, così come a coloro da cui ci si aspettava invece qualcosa in più.

Vengono selezionati un portiere, due difensori e tre attaccanti tra chi ha fatto particolarmente bene e chi, invece, ha deluso le aspettative.

Di seguito la selezione basata sui turni di campionato giocati nell’ultima settimana.


Stephane Charlin (Ginevra): È stata fin qui una stagione strana per il Ginevra, squadra dal potenziale altissimo ma scossa da diversi assestamenti nei primi mesi di campionato, con anche alcune serate complicate. Ora però le aquile sembrano aver trovato maggiore equilibrio e giuste dinamiche, con diversi ingranaggi che girano con più continuità, e tra questi spicca una pedina fondamentale come Charlin. Il portiere in settimana ha sbarrato la strada al Losanna con 40 parate e uno shutout, mentre l’unica sbavatura è arrivata contro il Langnau, partita chiusa comunque con 33 conclusioni fermate. Nelle ultime cinque uscite ha decisamente cambiato marcia, totalizzando 165 parate e una percentuale d’intervento del 97%.

Anttoni Honka (Ajoie): Il difensore finlandese è un’arma affilatissima, anche se in alcune serate può rivelarsi a doppio taglio. Qualche pasticcio lo combina ancora, ma la sua forza trascinante rappresenta il vero motore dell’Ajoie e nella scorsa settimana è stato piuttosto nettamente il difensore con il maggior impatto sulle partite nell’intera lega. Honka è infatti stato una vera furia nella sfida vinta a Zugo, firmando una doppietta e un assist che lo hanno reso il protagonista assoluto dell’incontro. In totale solo l’eccezionale Brännström ha raccolto più punti di lui, e la sua energia sembra inesauribile nonostante gli oltre 23 minuti di media a partita che Ireland gli chiede.

Davyd Barandun (Davos): È quantomeno interessante vedere il rendimento del difensore del Davos, jolly della squadra di Josh Holden che riesce a passare dalla tribuna alla prima coppia di difesa come se nulla fosse. La settimana scorsa in casa contro il Losanna e da settimo difensore aveva offerto ben tre assist diretti sulle prime tre reti dei gialloblù ad opera di Lemieux, Zadina e Gredig, poi si è ripetuto nell’ostica trasferta di Porrentruy con il bell’assist per Tambellini sull’1-2 e infine un suo gran tiro finito sul palo è stato ribattuto in rete da Gredig per il definitivo 2-5. Numeri importanti per un giocatore che ha avuto circa undici minuti di ghiaccioe un bilancio di +5 nelle ultime tre uscite.

Markus Granlund (Ginevra): A volte le sue prestazioni di altissimo livello passano quasi sotto traccia, perché l’ex bianconero riesce spesso a far sembrare semplici anche giocate tecnicamente di grande qualità. Grazie alle partite dell’ultima settimana è ora il top scorer dell’intera lega con 41 punti (17 gol) in 40 partite, e il blocco formato con Vesey e Puljujärvi ha immediatamente creato grande scompiglio in zona offensiva. Per Granlund il bottino settimanale è stato di due gol e altrettanti assist, con in particolare una prestazione contro lo Zugo che lo ha visto dominare la partita.

Tyler Morley (Kloten): Il piccolo attaccante canadese non è certo un esempio di regolarità, ma quando è in serata sa trasformarsi in una vera spina nel fianco. Se n’è accorto sabato l’Ambrì Piotta, quando Morley si è preso molte responsabilità anche alla luce delle assenze di Gignac e Leino, e con una doppietta ha messo in ginocchio i leventinesi. Da rivedere in particolare il tiro secco con cui ha fulminato Senn, mentre la sera precedente era già andato a segno contro il Losanna, trascinando la sfida all’overtime.

Zach Sanford (Lugano): Con lui sul ghiaccio lo straordinario diventa banalità. La facilità con cui gestisce il disco nel traffico, dando quel senso errato di lentezza, si trasforma in giocate ad alto effetto ed estremamente decisive, tanto che al momento – dall’alto del secondo posto della classifica marcatori davanti proprio al compagno di linea Fazzini, altro bianconero decisamente “on fire” – è probabilmente il giocatore più completo e regolare nel rendimento di tutto il campionato. Nelle ultime quindici partite solo due volte è uscito senza punti dal ghiaccio per un totale di 8 reti e 12 assist, e quando si inventa giocate come quella che ha portato al gol d’apertura di domenica pomeriggio contro il Langnau, ecco che ci si trova davanti a quell’attaccante che da solo vale il prezzo del biglietto.


Adam Reideborn (Berna): Il Berna nelle ultime settimane è riuscito a rientrare in zona play-in e, pur con un andamento non sempre convincente, ha raccolto punti importanti. Per compiere un vero salto di qualità servirebbero però maggiore regolarità e solidità tra i pali, aspetti che Reideborn – e non è una novità – fatica a garantire. Poco brillante la sua prova contro il Lugano, chiusa con un modesto 80% di interventi e quattro gol concessi su 20 conclusioni. Meglio è andata contro gli ZSC Lions in termini statistici, ma restano rare le serate in cui lo svedese riesce a trasmettere reale sicurezza.

Tim Heed (Ambrì Piotta): Continuano a essere inadeguate le prestazioni del difensore svedese, che già nel passato campionato aveva collezionato un errore dopo l’altro, ma che in questa stagione, oltre alle lacune difensive e in fase di impostazione, fatica a offrire un impatto complessivamente positivo. Nella sciagurata serata contro il Kloten ha commesso due errori tanto gravi quanto banali, spianando la strada ad altrettante reti avversarie. L’alto minutaggio che gli viene richiesto non basta a giustificare il livello mostrato finora, con un linguaggio del corpo poco incoraggiante anche sul piano della motivazione e un bilancio di -21 che rappresenta il peggiore dell’intera lega.

David Sklenicka (Zugo): Non è stata sicuramente la sua miglior settimana quella vissuta dal difensore ceco, che da diverse partite a questa parte fatica a lasciare un segno positivo. Da fine novembre a oggi il suo bottino parla di appena tre assist, pochi tiri in porta e coperture difensive ben lontane da quelle dei suoi giorni migliori. In questo mese di gennaio il suo bilancio complessivo segna un eloquente -7, a cui si è aggiunto il brutto gesto sul bianconero Tanner, costato una penalità di cinque minuti e di partita nella sfida di mercoledì.

Alex Formenton (Ambrì Piotta): Il canadese è senza dubbio la più grande delusione della stagione biancoblù, e in fondo basta guardare le statistiche (11 punti in 31 partite, bilancio di -14) per riassumere le difficoltà dell’attaccante. Osservandolo giocare emergono principalmente due aspetti: da un lato il suo tentativo di dare un contributo alla squadra, dall’altro una palese mancanza di fiducia che anche nelle ultime settimane lo ha portato a lasciare per strada una quantità enorme di occasioni da gol. Servirebbe una statistica apposita, ma probabilmente Formenton è uno dei giocatori che ha avuto più situazioni di tu-per-tu con i portieri avversari in tutta la lega, senza però riuscire quasi mai a uscire vincitore da questi duelli. Queste lacune offensive rappresentano da tempo un problema rilevante per l’intera squadra.

Michael Joly (Ambrì Piotta): Resta da capire se e quanto i noti problemi al polso stiano incidendo sulle recenti prestazioni di Joly. Dovendo però commentare con gli elementi a disposizione – ovvero quanto si vede sul ghiaccio – è evidente che il canadese si sia inceppato in maniera significativa e, senza compagni attorno a lui capaci di costruire gioco, anche l’estro e la fantasia dell’ex bianconero finiscono per scontrarsi contro un muro. Gli unici due gol realizzati nelle ultime 11 partite sono arrivati su rigore, mentre per il resto la sua pericolosità e presenza offensiva restano lontane dai livelli dei suoi momenti migliori.

Daniel Vozenilek (Zugo): Zugo in grande difficoltà, e diversi giocatori chiave come causa o conseguenza non riescono ad esprimersi sui livelli attesi. Vozenilek un anno fa ebbe un impatto impressionante salvo poi rientrare nei ranghi e in questa stagione non ha ancora trovato un senso al suo ruolo. Non è solo la scarsissima produzione di punti ad emergere particolarmente – fermo a due reti di cui una a porta vuota e sette assist, con un solo passaggio in seconda nelle ultime sette partite –  ma sono anche certe sue reazioni comportamentali a preoccupare i tifosi dei tori. La reazione al gol di Sanford in casa, alcune “accentuazioni” delle cadute nei contrasti e continue provocazioni fini a loro stesse non fanno altro che peggiorare una situazione che non si può certo definire rosea.

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