
AMBRÌ – È stata l’ennesima prova negativa, quasi irritante, quella andata in scena contro il Kloten alla Gottardo Arena. Nello scontro diretto che avrebbe potuto ridare slancio e speranza alla tribolata stagione leventinese, i biancoblù non hanno saputo gestire la più favorevole delle situazioni, sprecando il doppio vantaggio iniziale e finendo inspiegabilmente per sciogliersi come neve al sole a fronte dei modesti aviatori. Con Dario Bürgler abbiamo cercato di capire i motivi di questa pesante battuta d’arresto avvenuta in una serata così importante.
Avevate iniziato nel migliore dei modi, con quelle due reti e la sensazione di avere la partita in mano. Cos’è successo dopo il 2-1 del Kloten, quando l’inerzia è cambiata così bruscamente e voi avete smesso di giocare?
“Per quanto mostrato sul ghiaccio, saremmo dovuti andare alla pausa sul 2-0 e invece abbiamo trovato il modo di farli rientrare con quella rete in contropiede. Non so spiegare cosa non abbia funzionato: come al solito abbiamo fatto ciò che ci eravamo ripromessi di non fare, abbiamo commesso tanti errori e loro sono stati bravi a sfruttare le nostre falle”.
Come si può perdere contatto con una partita così importante a causa di una sola rete?
“Quelle due reti cadute così rapidamente prima della pausa ci hanno fatto male. Loro hanno riportato il momentum dalla loro e hanno iniziato a far girare molto bene il disco. Quando giocano in quel modo ci mettono in difficoltà e fatichiamo a recuperare il puck, e questo avviene sia davanti che dietro. Hanno sfruttato la loro velocità e noi non siamo riusciti a rientrare in partita con una terza rete che avrebbe potuto rimetterci in carreggiata”.
La sensazione, però, è che non ci sia mai stata una vera e propria reazione. Nemmeno nel terzo tempo, dove in fondo non avevate più nulla da perdere. Questo è un aspetto preoccupante, specie in un match così importante. Non trovi?
“Penso che bisogna riconoscere loro anche un po’ di merito, nel senso che hanno iniziato a gestire molto bene il disco mettendoci in difficoltà. A quel punto devi cercare di sottrarglielo, ma nella testa resta la paura di sbilanciarsi in avanti e di subire le loro ripartenze e, di conseguenza, delle reti. Purtroppo non siamo stati in grado di forzare le cose”.
Questa era una partita che valeva molto ai fini della classifica, contro una diretta avversaria per i play-in. Quanto pesa una sconfitta così, soprattutto a livello mentale?
“Pesa moltissimo, inutile nasconderlo. Eravamo consapevoli della posta in palio e posso assicurare che eravamo pronti ad affrontarla con la giusta mentalità. Eravamo molto concentrati sull’importanza della sfida ma, evidentemente, non lo siamo stati abbastanza”.
Cosa ci si deve aspettare dalle prossime partite? C’è ancora speranza dopo una serata del genere?
“Dovremo cercare di tenere alta la disciplina. Sono tanti anni che vivo questa squadra e posso assicurare a tutti che non si tratta di mancanza d’impegno. Non è che non lavoriamo, anche se ogni tanto potremmo dare quest’impressione. Credetemi quando dico che ognuno cerca sempre di dare il 100%. È importante per noi riuscire a giocare con costanza per tutta la partita e purtroppo questo non riusciamo a farlo. Se avessimo continuato a spingere come fatto fino al 2-0, le cose sarebbero andate diversamente e di questo me ne rammarico perché una volta di più non siamo stati in grado di mantenere la disciplina sui sessanta minuti”.
Parecchi tifosi hanno lasciato la Gottardo Arena già alla seconda pausa, sintomo che comincia ad aleggiare un velo di frustrazione e sconforto. C’è un messaggio che ti senti di lanciar loro?
“Anzitutto non ho alcun diritto di chiedere qualcosa al nostro pubblico. Quello che posso dire è che ogni volta che scendo sul ghiaccio, resto impressionato dalla quantità di tifosi che sono lì a sostenerci con grinta, costanza e dedizione. Sono molto grato ad ognuno di loro e capisco bene la frustrazione che possono provare in questo momento. Anche noi siamo frustrati e, se proprio devo chiedere loro qualcosa, è di cercare di non lasciarsi andare alla negatività. Questo non porta a nulla di buono, non aiuta e soprattutto non migliora le cose. Ma è umano e sta a noi di tornare a trasmettere serenità all’ambiente, e per questo noi ci batteremo fino alla fine”.



