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Ambrì Piotta

Senza grinta e passione, questo è un Ambrì in formato playout

A crederci davvero c’è solo DiDomenico, ma la squadra si è spenta dopo un tempo di gioco. Senza incantare, il Kloten vince una partita fondamentale

Senza grinta e passione, questo è un Ambrì in formato playout

AMBRÌ – KLOTEN

2-5

(2-2, 0-2, 0-1)

Reti: 02’43 Lukas Landry (Grassi, De Luca) 1-0, 11’17 DiDomenico (Heed, Virtanen) 2-0, 16’01 Morley (Weibel, Smirnovs) 2-1, 17’53 Puhakka (Lindroth, Sidler) 2-2, 25’42 Morley (Smirnovs) 2-3, 39’34 Ramel (Morley, Smirnovs) 2-4, 57’29 Meier (Simic) 2-5

Note: Gottardo Arena, 6’495 spettatori
Arbitri: Gerber, Stolc; Cattaneo, Schlegel
Penalità: Ambrì Piotta 3×2, Kloten 2×2 + 1×5

Assenti: Michal CajkovskyDiego Kostner (sovrannumero)

AMBRÌ – Quella di sabato poteva essere una giornata capace di dare un immediato nuovo slancio all’Ambrì Piotta, prima con la presentazione del nuovo DS Lars Weibel e poi con la sfida “direttissima” con il Kloten, ma al termine della serata alla Gottardo Arena di entusiasmo ce n’era ben poco.

Se da un lato gli argomenti messi sul tavolo da Andreas Fischer e Lars Weibel non hanno rappresentato chissà che novità o rivoluzione – anche se ulteriori elementi verranno comunicati solo in seguito – dall’altro la squadra sul ghiaccio ha ampiamente deluso. D’altronde il nuovo DS non ha nascosto la consapevolezza che di lavoro ce ne sarà molto per raddrizzare la nave biancoblù, e questo è stato ribadito da una prestazione senza carattere contro un Kloten che ha fatto semplicemente il suo.

È infatti stato preoccupante vedere un Ambrì Piotta che ha smesso di giocare sostanzialmente dopo un quarto d’ora, vivendo sì un buon inizio ma poi non riuscendo a reagire alla doccia fredda rappresentata dal veloce passaggio del risultato dal 2-0 al 2-2. Certo, andare alla prima pausa in parità è stato un boccone amaro, ma con due periodi ancora da giocare contro un avversario alla portata e in pista con soli quattro stranieri, ci si doveva attendere ben altra aggressività.

L’unico predicatore nel deserto è invece stato Chris DiDomenico che – pur ricordando la sua “versione” di Berna arruffona e testarda, e con cambi spesso troppo lunghi – è stato praticamente il solo a provarci per davvero. Il canadese non è però bastato ad ispirare il resto della squadra, con troppi elementi il cui livello d’intensità e competitività semplicemente non è sufficiente, e questo include praticamente tutti gli altri stranieri.

In tutto questo il Kloten non ha fatto nulla di trascendentale. Ha portato sul ghiaccio semplicemente un ritmo più costante e ha colpito nei momenti ideali, mettendo in mostra la fragilità dei leventinesi. Già detto del finale di primo periodo che ha ingolfato l’Ambrì Piotta, il motore si è praticamente spento dopo il quarto gol incassato a poco dalla seconda pausa, visto che nel terzo tempo non si è mai avuta la sensazione che i padroni di casa potessero rilanciare l’incontro.

Questo è probabilmente l’aspetto che preoccupa di più, ovvero il fatto che da tempo l’Ambrì non giochi più con passione e convinzione, e ne è testimonianza la maniera in cui è stata persa una partita di grande importanza in cui si poteva mandare un messaggio forte agli avversari e anche a sé stessi.

Il messaggio che nuovamente è passato è invece quello di un Ambrì debole, con poche idee e soprattutto senza cuore. Anche dalla panchina non sembrano arrivare particolari stimoli, se non quelli legati a continui cambiamenti di linee che non stanno portando ad alcuna alchimia tra i vari elementi.

Quello visto all’opera – è inutile nasconderlo – è stato insomma un Ambrì Piotta in formato playout, e che si è confermato il principale candidato per affrontare l’Ajoie tra un paio di mesi. Il tempo di invertire la rotta c’è ancora, ma se i leventinesi non sono riusciti a diventare squadra e trovare il giusto andamento in 41 partite, sperare che succeda nelle ultime 11 rischia di diventare una pia illusione.

Ha avuto proprio ragione Lars Weibel nel suo primo giorno alla Gottardo Arena. Di lavoro ce ne sarà parecchio.


IL PROTAGONISTA

Tyler Morley: Non è il giocatore più costante della lega, ma quando azzecca le serate giuste ha la capacità di sfruttare al meglio le occasioni che capitano sul suo bastone, forte anche di un tiro secco e preciso. Se ne sarà accorto Gilles Senn, prima battuto dal canadese al termine di un bel contropiede, e poi “fatto secco” da un potente slapshot che ha freddato la Gottardo Arena.


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HIGHLIGHTS

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