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Ambrì Piotta

Triste e senza passione, l’Ambrì preoccupa sempre di più

I leventinesi iniziano il nuovo anno con una pessima prova, con poche idee ed emozione. Il Langnau si impone facendo il minimo indispensabile

Triste e senza passione, l’Ambrì preoccupa sempre di più

AMBRÌ – LANGNAU

0-3

(0-1, 0-0, 0-2)

Reti: 10’29 Salzgeber (Lapinskis) 0-1, 57’36 Allenspach (Riikola) 0-2, 58’57 Petersson (Kinnunen) 0-3

Note: Gottardo Arena, 6’447 spettatori
Arbitri: Wiegand, Arpagaus; Obwegeser, De Paris
Penalità: Ambrì Piotta 4×2, Langnau 2×2

Assenti: Michal Cajkovsky (sovrannumero), Simone TerraneoDiego Kostner (infortunati)

AMBRÌ – Era difficile per l’Ambrì Piotta iniziare il nuovo anno in una maniera peggiore rispetto a com’era terminato il 2025, ma purtroppo i biancoblù hanno accentuato ulteriormente una situazione che si fa sempre più preoccupante. La partita contro il Langnau è infatti stata sostanzialmente un disastro, e poco importa se fino agli attimi finali la squadra di Landry era di fatto a un solo tiro di distanza dal pareggiare il risultato.

Fermarsi a questa constatazione significa voler nascondere sotto il tappeto una prova affrontata dall’Ambrì in maniera confusa e disorganizzata, ma soprattutto senza alcuna passione e senso d’urgenza. Ci sono state fasi in cui è mancata completamente l’intensità – di fatto l’intero primo tempo – alternate ad altre in cui DiDomenico e compagni hanno provato a spingere dalle parti di Boltshauser, ma la manovra ha sempre trasmesso tanta confusione e poche idee chiare.

Intendiamoci, non si pretende certo che i leventinesi tutto d’un tratto si mettano ad imbastire trame offensive come se fossero una squadra d’alta classifica, ma proprio con la consapevolezza dei propri limiti si dovrebbe portare sul ghiaccio altri elementi per sopperire alle lacune. Venerdì non si è invece visto nulla di tutto questo. All’Ambrì è mancata la volontà di andare a lottare su ogni disco, di fare “casino” nello slot e di cercare quei gol sporchi ottenuti di forza, elementi che però questo gruppo non pare avere nelle corde.

Quando i biancoblù hanno provato a spingere, lo hanno dunque fatto complicandosi spesso la vita, al posto di badare più al gioco semplice e concreto, che avrebbe potuto mettere in difficoltà un Boltshauser che invece ha avuto vita facile. Nella maggior parte dei casi l’Ambrì si è infatti limitato a manovrare il puck dalla distanza, per poi andare alla conclusione dalle retrovie cercando nella casualità di una deviazione il modo di trovare il gol.

Il rimbalzo giusto sarebbe anche potuto arrivare, ed anzi con un po’ di fortuna non era nemmeno escluso che entrassero un paio di gol, ma il giudizio complessivo sulla partita non sarebbe cambiato. Alla squadra di Landry manca la passione e l’intensità per sopperire ad una netta mancanza di qualità, ma nella situazione attuale è lampante che troppe cose non stiano funzionando. Pure a livello tattico le manovre appaiono il più delle volte disorganizzate.

Sull’altro fronte invece il Langnau non ha fatto chissà cosa. È arrivato in Leventina con soli quattro stranieri – vedendosi privato di due elementi fondamentali come Björninen e Pesonen – ed ha giocato una classica e onesta partita da trasferta. Ha fatto le cose semplici e gestito il vantaggio di Salzgeber semplicemente evitando di fare regali all’Ambrì, e questo è bastato per condurre in porto lo shutout di Boltshauser.

Per tante fasi la partita è infatti anche stata noiosa e di basso livello, un contesto ideale per i Tigers, che dalla trasferta in Leventina chiedevano solo i tre punti senza tanti fronzoli.

L’Ambrì Piotta invece è in chiara difficoltà, e confrontato con una realtà che vede oggi come primo obiettivo dei biancoblù evitare la serie di playout con l’Ajoie. Tutte le avversarie dirette sono a sei punti di distanza in classifica, con il Langnau scivolato a più nove. Un divario che con questo trend rischia di aumentare velocemente, e che nell’intero ambiente sembra scivolare via senza emozioni.


IL PROTAGONISTA

Philip Wüthrich: È francamente difficile individuare un protagonista nell’ambito di un match così povero di qualità. Il portiere leventinese ha però fatto di tutto per mantenere in partita i suoi, in particolare con una grande parata nel primo tempo che ha impedito che la situazione precipitasse già in quel momento. Alla fine compirà ben 36 interventi, che però purtroppo non sono servite.


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HIGHLIGHTS

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