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GINEVRA – LUGANO
3-2
(1-0, 0-0, 2-2)
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Reti: 13’38 Jacquemet (Hischier, Miranda) 1-0, 54’03 Guerra (Carr, Arcobello) 1-1, 57’26 DCarr (Thürkauf, Arcobello) 1-2, 58’48 Hartikainen (Praplan, MGranlund) 2-2, 59’43 Granlund (Hartikainen) 3-2
Note: Les Vernets, 6’617 spettatori
Arbitri: Kaukokari, Dipietro; Altmann, Gnemmi
Penalità: Ginevra 0x2, Lugano 1×2
Assenti: Joren van Pottelberghe (infortunato), Dominic Nyffeler, Liekit Reichle, Valtteri Pulli, Michael Joly, Stephane Patry (sovrannumero), Leandro Hausheer (Coira)
GINEVRA – Un minuto e ventidue secondi. Tanto è durata quella speranza che il Lugano potesse giocarsi le vacanze anticipate all’ultima giornata contro il Bienne e cercare ancora di evitare i playout.
Una speranza comunque effimera, un sentimento che fa a pugni con obiettivi stagionali del club e con la storia bianconera, ma questo tanto riflette lo stato d’animo di un ambiente che comprende società, giocatori e soprattutto tifosi speranzosi di mettere fine a un calvario, quando solo pochi anni fa in questo periodo si “sceglieva” l’avversario nel primo scalino per puntare al titolo.
E invece, al termine di quel minuto e ventidue secondi, ma ancora di più con il sigillo di Markus Granlund nel disperato finale, il Lugano vede svanire quella triste speranza come il ghiaccio in queste giornate quasi primaverili al di qua del Gottardo, ma lo diciamo chiaramente: che il Lugano e i suoi tifosi si siano dovuti ridurre alla speranza (vana) di evitare i playout è un fatto vergognoso.
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(PostFinance/KEYSTONE/Martial Trezzini)
Perché a Ginevra c’era ancora questa possibilità, in una partita anche giocata abbastanza bene dai bianconeri, per molti tratti superiori al Servette, ma è inutile girarci intorno, era chiaro a tutti che sarebbe stato troppo tardi aggrapparsi a corde tanto fragili alla cinquantunesima giornata per cercare disperatamente di evitare ciò che si è avverato: il peggiore risultato dell’Hockey Club Lugano dalla sua promozione nella massima serie.
I gol di Guerra e Carr giunti in un finale giocato praticamente a una porta sono stati sicuramente meritati per una squadra che se l’è giocata a Les Vernets, ma che ancora e per l’ennesima volta ha mostrato tutti i suoi limiti di personalità e di capacità di sfruttare le occasioni da gioco, una squadra che di nuovo ha perso la partita e l’intera stagione negli ultimi giri di orologio.
È una squadra che ha un malanno profondo e che si è instaurato da mesi, un male che nemmeno Uwe Krupp è riuscito a curare più di quel tanto, perché le mancate cure quando ancora si poteva rimediare al peggio hanno fatto sì che i segni andassero fino in profondità e che di certe tare non potesse più liberarsi se non per un breve periodo di esaltazione dopo l’arrivo del coach tedesco.
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(PostFinance/KEYSTONE/Martial Trezzini)
Cosa succederà ora a questa squadra? Come affronterà e con quale spirito scenderà in pista per l’ultima partita di regular season contro il Bienne? Il rischio di cadere nello sconforto totale è grande, perché il verdetto dei playout in molti non lo avevano accettato – anche giustamente da un punto di vista – nemmeno nelle ultime disperate giornate, ma se sarà il caso di affrontare l’Ajoie (al Visp basterà qualificarsi per la finale di Swiss League perché i playout abbiano luogo) il Lugano dovrà fare i conti con una realtà tutta nuova e per la quale la squadra di Greg Ireland si sta preparando ormai dal mese di novembre.
Niente speculazioni, in attesa di sapere se si dovrà giocarlo oppure no, il Lugano dovrà allenarsi e prepararsi a delle battaglie come fossero dei playoff, con la consapevolezza che dall’altra parte c’è un avversario sulla carta più debole ma abituato a un certo tipo di sfide con un allenatore tutt’altro che sprovveduto come Ireland, grande motivatore nei momenti che contano.
Per Krupp, Törmänen e lo staff non sarà un compito facile soprattutto sul piano mentale, ma speculare sarebbe l’ennesimo errore di una stagione trasformatasi in una penitenza per tutti. Tifare Turgovia, a questo si devono aggrappare i tifosi bianconeri. Pensate un po’ che destino infausto.
IL PROTAGONISTA
Markus Granlund: Che il giocatore sia di una classe immensa lo sanno bene i tifosi bianconeri che oggi lo rimpiangono ancora di più vedendolo in maglia granata. Proprio la sua discussa partenza verso Ginevra potrebbe essere vista come la prima crepa nel Lugano di questa stagione disgraziata, chiusa – per ora – proprio dal finlandese, il quale con il 3-2 ha simbolicanente battuto il martelletto sul banco per la condanna definitiva della sua ex squadra a giocarsi i playout. Il classico dito nella piaga.
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