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Lugano

5 spunti da Lugano: onestà e fattore “c”, la riserva, parole pesanti, la necessità del rischio

(POSTFINANCE/KEYSTONE/Gian Ehrenzeller)

Dopo ogni weekend di campionato HSHS vi proporrà una rubrica dedicata agli ultimi impegni di Ambrì Piotta e Lugano, da cui abbiamo tratto una serie di spunti che vi lasciamo di seguito.

Verranno selezionati cinque episodi o fatti interessanti che hanno caratterizzato i match delle squadre ticinesi, a volte con l’obiettivo di analizzare quando successo sul ghiaccio, altri semplicemente per strapparvi un sorriso!


1. L’onestà del fattore “C”…

Nell’esecuzione dei rigori in quel di Davos Luca Fazzini ha come di sua abitudine insaccato il suo tentativo, con una mossa che in tutto e per tutto era identica alla finta che utilizza Nikita Kucherov, l’attaccante dei Tampa Bay Lightning.

Con il disco passato dritto per dritto sotto i gambali di Aeschlimann e la paletta del bastone spostata verso sinistra, il numero 17 si è avviato in panchina con un mezzo sorriso, e in molti si sono chiesti se il gesto fosse voluto, tanto era venuto bene. Fazzini ha poi confessato al Corriere del Ticino che il disco gli è sfuggito nel tentativo di eseguire una finta diversa sul portiere del Davos e con un po’ di fortuna è apparsa la “Kucherov Move” alla perfezione. Grazie per l’onestà Luca, ma potevi fare finta di niente stavolta, che forse quasi nessuno se ne sarebbe accorto…

2. Non era così male in fondo

(PostFinance/Ti-Press/Alessandro Crinari)

Prima della pausa della Nazionale il Lugano era andato oltre i sessanta minuti per sole due volte nel giro di oltre cinque mesi, ritornati sul ghiaccio a metà febbraio i bianconeri sono andati a supplementari o rigori in quattro occasioni su sei partite.

Certo che sono punti che diventano preziosi, soprattutto quelli colti a Berna, Davos e in casa con il Ginevra, ma sono anche un paio persi con Langnau. Tutto o quasi bene, ma in queste due partite che restano non sarebbe male tornare alla vecchia maniera di una squadra che ha pur vinto 19 partite da tre punti.

3. La riserva?

Oltre a Fazzini e Granlund, che un rigore lo ha segnato anche nei tempi regolamentari e Davos, il Lugano scopre un altro specialista di questa specialità nel canadese Kris Bennett.

Lo straniero tornato a Lugano per sopperire alle assenze di Arcobello e Connolly ha messo a segno due rigori su due tentativi contro il Ginevra e i grigionesi, con due esecuzioni diverse ma entrambe di grande tecnica e freddezza. Oltretutto al numero 20 bianconero è sempre toccato il decisivo quinto rigore, servito per pareggiare la serie nella sfida contro il Servette e poi per incamerare i due punti nella trasferta a Davos.

4. Parole pesanti

Avevano fatto molto discutere (ed arrabbiare) le parole di Thürkauf rilasciate ai nostri microfoni dopo il naufragio di Rapperswil, con il capitano bianconero ad affermare che la squadra non era scesa in pista pronta per la sfida.

Parole che hanno suscitato polemiche, le quali a loro volta hanno forse smosso qualcosa tra le fila del Lugano, capace poi di reagire con due partite veramente toste e di carattere contro la capolista Ginevra e il Davos, una delle squadre più in forma del momento. Spesso ci si è chiesti in questa stagione se il Lugano riuscisse ad imparare dai propri errori, ma stavolta – speriamo non troppo tardi – qualcosa potrebbe essersi mosso all’interno dello spogliatoio, magari quell’orgoglio visto diverse volte solo a fasi alterne.

5. La necessità del rischio

Rispolverato per le due partite del weekend, Mikko Koskinen ha comunque potuto iscrivere il suo nome su due vittorie, nonostante il portiere finlandese non abbia convinto appieno nel primo periodo di entrambe le sfide. L’ex Edmonton Oilers nelle partite contro Ginevra e Davos è andato in crescendo, compiendo anche dei bei salvataggi durante le due partite e imponendosi ai rigori.

In molti, vedendo qualche insicurezza del finlandese si sono chiesti come mai non sia stato schierato Schlegel, attualmente in grande forma, ma è giusto anche che Koskinen venga “ritestato” e di nuovo scaldato in vista delle partite decisive e – nel caso lo fosse – dei preplayoff, situazione in cui occorre poter contare su ogni componente della rosa in caso di bisogno.

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