
Dopo ogni weekend di campionato HSHS vi proporrà una rubrica dedicata agli ultimi impegni di Ambrì Piotta e Lugano, da cui abbiamo tratto una serie di spunti che vi lasciamo di seguito.
Verranno selezionati cinque episodi o fatti interessanti che hanno caratterizzato i match delle squadre ticinesi, a volte con l’obiettivo di analizzare quando successo sul ghiaccio, altri semplicemente per strapparvi un sorriso!

1. Weibel effect

Pensare che sia bastato l’annuncio di Lars Weibel come futuro DS a trasformare l’Ambrì Piotta è sicuramente esagerato – anche perché nonostante le tre vittorie settimanali, non si sono viste chissà che prestazioni – ma indubbiamente un effetto positivo questo l’ha avuto.
La mancanza di chiarezza dai piani alti della società si stava facendo pesante anche per i giocatori, perché è difficile lavorare ogni giorno in un clima di incertezza, in cui nessuno si sbottonava cercando quasi di fare finta che tutto stesse andando bene.
Nell’ultima settimana l’Ambrì ha mostrato ancora i suoi cronici problemi, ma in termini di fiducia qualcosa si è mosso, e i biancoblù hanno via via mostrato un po’ più di coraggio. D’altronde Zaccheo Dotti ai microfoni della RSI non lo ha nascosto: “C’era silenzio, e tutti si chiedevano cosa stesse succedendo. Un annuncio del genere non ti lascia indifferente. Ha dato quella spinta in più che serviva, ed è stato un gesto da parte della società per ritornare uniti tutti assieme, remando nella stessa direzione”.
Anche da oltre oceano, nella serata di sabato in cui l’ultima tappa del viaggio di Weibel era la fredda Winnipeg per fare visita a Niederreiter, il nuovo DS ha insomma avuto un primo impatto positivo sul club. Ora si attende la sua presentazione ufficiale, e poi inizierà per lui un lavoro che richiederà tempo e caparbietà.
2. Tre indizi non fanno una prova

Con tre vittorie consecutive e sette punti su nove ottenuti nella passata settimana, l’Ambrì Piotta può tornare a respirare, ma non può però permettersi di esaltarsi. La situazione in classifica rimane delicata, ma soprattutto le prestazioni portate in pista dai leventinesi non hanno convinto tanto quanto potrebbe suggerire il bottino di punti ottenuto.
Fermo restando che in questa lega non è mai semplice vincere, e che dunque nessuno riceve dei punti in regalo, sarebbe naif affermare che dal punto di vista del gioco si siano visti dei passi avanti nelle ultime uscite.
Sabato contro il Rapperswil il livello di fiducia è parso in aumento rispetto al recente passato, e anche la voglia di battagliare era presente, ma per organizzazione tattica e continuità di prestazione si sono anche viste le lacune di sempre. Soprattutto la fase offensiva rimane pasticciata e mai supportata da un’esecuzione pulita, e dunque a svoltare la situazione per i leventinesi ci hanno pensato le individualità, come un Wüthrich in stato di grazia e un DiDomenico “da vecchi tempi”.
Difficile però immaginare che siano nuovamente i singoli a salvare la stagione, come era invece successo un anno fa con la linea di Kubalik, Maillet e lo stesso DiDomenico. D’altronde sin qui l’Ambrì è probabilmente stata la squadra meno colpita dagli infortuni, ma anche una delle poche che non ha mai vissuto una fase in cui più di 2-3 singoli alla volta potevano dire di essere in buona forma.
I risultati dell’ultima settimana rischiano insomma di essere figli di circostanze che si è andati a guadagnarsi, ma con l’insidia che rimangano isolate, senza che vi sia una reale crescita tattica e di performance del gruppo. La prossima settimana il calendario riserverà gli scontri diretti con Bienne e Kloten, vedremo se questi indizi sapranno trasformarsi in prove convincenti.
3. La paura fa 90

Se consideriamo le ultime dieci stagioni, solamente in un’occasione l’Ambrì Piotta ha avuto un reparto portieri che nel complesso era rimasto sotto alla soglia del 90% di interventi, ed era quello della stagione 2017/18, quando tra i pali si erano visti sull’arco della stagione Conz, Descloux, Karhunen e Rochow.
Per la prima volta da allora la situazione si sta nuovamente verificando, e attualmente Wüthrich e Senn hanno una percentuale combinata dell’89.76%. Il miglior reparto degli ultimi dieci anni resta numericamente quello targato 2019/20, quando i vari Conz, Manzato, Östlund e Hrachovina misero assieme il 91.68% di parate.
Non ci vuole chissà che statistica avanzata per arrivare alla conclusione che con dei portieri sotto il 90%, vincere è molto difficile. La situazione a livello individuale è però cambiata nell’ultima settimana, con Wüthrich autore dei primi due shutout stagionali dell’Ambrì e – unitamente alla prova di sabato – è riuscito a superare la fatidica soglia presentando una SV% di 90.48.
Per la prima volta in stagione le prestazioni stanno così dettando una gerarchia precisa, con Wüthrich oggi più affidabile di Senn, e non sarebbe dunque sorprendente vederlo giocare anche le partite della prossima settimana.
4. Poverplay

In questo 2026 l’Ambrì Piotta ha avuto a disposizione 16 occasioni di powerplay, ma non ha segnato alcun gol. Il limite è nuovamente apparso evidente anche nel corso della passata settimana, tanto che oggi i leventinesi hanno la peggior statistica della lega con il 15.53% di efficacia, e soli 16 gol segnati in 39 partite.
Un limite sicuramente non da poco, soprattutto considerando che le cose non vanno molto meglio a 5-contro-5, dove i leventinesi hanno il peggior differenziale dopo l’Ajoie con un bilancio di -36 tra reti fatte e subite. La differenza con le altre squadre in fondo a questa speciale classifica è ampia, visto che troviamo il Kloten a -14, Berna a -12 e Bienne a -11, con dunque un salto di oltre 20 gol.
L’Ambrì non sembra però essere in procinto di trovare soluzioni per migliorare il proprio gioco in superiorità. Come mostrano i dati di NLIcedata.com, i biancoblù al tiro ci vanno principalmente dalla distanza, denotando una certa mancanza di idee.
Ovviamente l’assenza di Kubalik e Maillet si fa sentire, visto che i due avevano ottenuto assieme 14 gol e 27 punti totali. Lo scorso anno però un motore importante lo erano stati anche Heed (5 gol e 16 punti), Virtanen (4 gol e 15 punti) e DiDomenico (3 gol e 12 punti), elementi che invece questa stagione assieme hanno ottenuto appena 3 gol e 16 punti.

(NLIcedata.com)
5. Come ai vecchi tempi

È sempre stata un po’ un’arma a doppio taglio Chris DiDomenico, che anche nei suoi anni migliori con le maglie di Langnau e Friborgo era un elemento trascinante ma che a volte si faceva prendere dalla troppa foga. L’attuale stagione è per lui chiaramente la meno convincente in carriera, e all’alba dei 37 anni questo è comprensibile, anche considerando l’intensità che deve per forza contraddistinguere il suo gioco per essere efficace.
Ogni sera è dunque difficile prevedere su quale “versione” di Chris DiDomenico potrà contare l’Ambrì Piotta, con partite in cui il canadese è arruffone e quasi dannoso, e altre in cui torna a essere una forza della natura in grado di trascinare la squadra.
Fortunatamente sabato contro il Rapperswil si è visto in pista il miglior DiDomenico, in quella che è stata sicuramente tra le sue performance stagionali più brillanti. “DiDo” ha firmato due gol, fornito un assist e macinato gioco per tutta la sera, senza incappare in errori banali.
Sì, è stato proprio come ritornare ai vecchi tempi.


