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Ambrì Piotta

5 spunti da Ambrì: voltare pagina, Johnny B. Goode, serve pratica, segnali e sostenibilità

Dopo ogni weekend di campionato HSHS vi proporrà una rubrica dedicata agli ultimi impegni di Ambrì Piotta e Lugano, da cui abbiamo tratto una serie di spunti che vi lasciamo di seguito.

Verranno selezionati cinque episodi o fatti interessanti che hanno caratterizzato i match delle squadre ticinesi, a volte con l’obiettivo di analizzare quando successo sul ghiaccio, altri semplicemente per strapparvi un sorriso!


1. La pagina è voltata?

Il momento di difficoltà sfociato in dieci sconfitte nel giro di undici partite era iniziato dopo quel weekend di inizio ottobre in cui l’Ambrì Piotta aveva battuto Kloten e Langnau, e chissà che le vittorie dell’ultimo fine settimana – contro le stesse avversarie – non possano rappresentare l’inizio di un periodo dal destino opposto.

I biancoblù d’altronde sono quasi al giro di boa di metà campionato, ed i numeri sinora sono stati simili a quelli della passata stagione. Dopo 23 partite hanno infatti ottenuto 29 punti, mentre nell’ultimo campionato il bottino era di 32.

In termini realizzativi si è passati da 55 gol fatti a ben 68, mentre le reti subite sono 72 e non 56 come un anno fa. Sensibile l’aumento delle reti a parità numerica (54 contro 43), mentre le opportunità di powerplay sono scese da 85 a 62. Il tutto è in parte compensato da un powerplay con il 19.35% di efficacia contro lo scorso 11.76, mentre PK% e situazioni di inferiorità sono rimaste praticamente identiche.

Uguali anche i numeri dei faceoff, che si attestano sempre sul 47% di riuscita nonostante degli elementi al centro che sulla carta sembravano dare maggiori garanzie. Le prestazioni sotto le aspettative di Shore hanno avuto sicuramente un ruolo, e sinora nemmeno Spacek e Heim hanno avuto numeri entusiasmanti in quel senso.

Un dato che invece si conferma ottimo e che è andato in crescita? Quello della media spettatori, che un anno fa era sulle 6’053 presenze (dato ancora influenzato da alcune misure contro il Covid) e che ora è salito a 6’456.

2. Johnny B. Goode

Non ha trovato spazio tra i nostri Top della settimana a causa di una concorrenza un po’ troppo serrata, ma le ultime prestazioni di Johnny Kneubuehler sono sicuramente da sottolineare.

A segno in entrambe le partite con due deviazioni, il suo bottino di reti è salito a quota sei e se continuerà così supererà sicuramente il suo record personale (le 7 dello scorso anno) e potrà per la prima volta arrivare in doppia cifra. Nelle ultime dieci partite ha inoltre ottenuto sette punti (cinque gol).

Sempre di più il numero 11 sembra insomma aver trovato la sua dimensione ed il tipo di gioco ideale per essere efficace. Durante le partite si costruisce tante opportunità ed ancora non riesce a sfruttarle al meglio, ma il lavoro – anche fisico e alle assi – è importante e nell’ultimo weekend ha saputo anche creare tanti dischi pericolosi al servizio dei compagni.

“Go Johnny, go, go” cantava Chuck Berry, e finché Kneubuehler continuerà a girare a ritmo di rock’n’roll il suo gioco sarà esattamente quello ideale che gli chiede Luca Cereda. Non a caso nel mese di novembre è stato l’attaccante svizzero più impiegato a parità numerica (13’44 a partita).

3. A volte serve pratica

Ha vissuto un weekend decisamente intenso il giovane attaccante Josselin Dufey, che ha fatto il suo debutto stagionale con l’Ambrì Piotta svolgendo il ruolo di quarto centro.

Il compito non era sicuramente di quelli semplici, specialmente nella sfida contro il Kloten in cui è stato chiamato a giocare oltre 8 minuti, poi scesi a 4’46 a Langnau. Per lui complessivamente 7 ingaggi vinti ed altrettanti persi, ma anche l’indicazione che per essere stabilmente un giocatore di massima lega servirà ancora tanto lavoro.

Ed allora quale miglior ricetta se non la pratica? Domenica pomeriggio il 20enne si è così ritrovato nuovamente in pista, giocando la sua terza partita in tre giorni ed ottenendo il terzo gol stagionale. D’altronde per arrivare in alto serve sudore, e Dufey non si è certo tirato indietro.

 4. Un chiaro segnale

Il campionato dell’Ambrì Piotta è ripreso con due vittorie, ma non con la presenza dello statunitense Nick Shore, rimasto in tribuna per entrambe le sfide del weekend. La situazione è sicuramente di quelle particolari, perché l’Ambrì Piotta lì nel mezzo avrebbe bisogno di una mano in più, soprattutto dopo l’infortunio di Heim.

È però significativo osservare come Cereda abbia rinunciato a Shore nonostante sia un centro puro e, considerando che dall’infortunio di Heim l’americano è stato impiegato solamente due volte su sei incontri, è chiaro che il giocatore al momento non dà sufficienti garanzie.

Le difficoltà avute nel preseason, quando era stato fermato da un infortunio, Shore le ha insomma trascinate in stagione, e non ha mai vissuto un periodo di particolare lucidità ed impatto nel gioco. Certo, ci sono state serate in cui è stato prezioso, ma già in ottobre si erano intravisti dei dubbi in merito al suo ruolo, con anche tre partite in cui è stato lasciato in tribuna per provare Chlapik nel mezzo, ed altre in cui si è optato per spostare McMillan.

Nel weekend si è invece richiamato Dufey per completare il quartetto di centri e, se da un lato questo è dovuto al fatto che agli altri sei stranieri in questo momento è difficile rinunciare, nel caso di Shore il segnale inizia a diventare piuttosto chiaro.

5. Piano di sostenibilità

È per certi versi stato un weekend inedito quello intavolato dall’Ambrì Piotta che, anche per il discorso fatto nel punto precedente, si è ritrovato con una quarta linea atipica formata da Marchand, Dufey e Zwerger, blocco che ha però faticato e che non è riuscito a trovare alcuna conclusione in porta.

Cereda ha così comprensibilmente optato per gestire diversamente dal solito il tempo di gioco, dedicando al quarto blocco un minutaggio ridotto e schierando per 13 minuti complessivi il 13esimo attaccante Hofer. “È una mossa che ci siamo concessi perché non giocheremo più fino a venerdì, ma a medio-ungo termine non può funzionare. Dovremo rifletterci nei prossimi giorni”, ha spiegato il coach dei leventinesi al Corriere del Ticino.

Tra i pali invece la novità è stata vedere Juvonen giocare il suo primo back-to-back della stagione, ed una certa tendenza ad appoggiarsi più sulle ottime prestazioni del finlandese la si vede quando si considera che lo straniero è stato impiegato per sette delle ultime dieci partite.

Sarà dunque interessante vedere come lo staff deciderà di proseguire sui vari fronti, in un gioco di incastri che non è sempre facile da risolvere.

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