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Ambrì Piotta

5 spunti da Ambrì: l’alchimista, uguali ma diverse, bello impossibile, lotta nel sottobosco

Dopo ogni weekend di campionato HSHS vi proporrà una rubrica “semiseria” dedicata agli ultimi impegni di Ambrì Piotta e Lugano, da cui abbiamo tratto una serie di spunti che vi lasciamo di seguito.

Verranno selezionati cinque episodi o fatti interessanti che hanno caratterizzato i match delle squadre ticinesi, a volte con l’obiettivo di analizzare quando successo sul ghiaccio, altri semplicemente per strapparvi un sorriso!


1. L’alchimista e l’ingrediente segreto

Il preseason è il momento in cui si cerca di integrare al meglio i nuovi arrivati e creare i primi automatismi, con l’obiettivo di creare il più possibile la giusta alchimia all’interno delle linee. Questo non è sempre un processo semplice, ed alcune squadre si ritrovano ancora a fare esperimenti dopo diverse uscite di campionato.

Non è stato questo il caso della squadra di Luca Cereda, che sin da inizio agosto ha avuto le idee piuttosto precise sul da farsi. La maggior parte delle combinazioni scritte inizialmente a matita sul lineup sono presto state ripassate a penna dallo staff, e solamente il ruolo di ala destra della prima linea è rimasto per un po’ nel dubbio.

Bürgler è infatti stato provato con i cechi ma ha poi ritrovato il suo posto “canonico” con Heim e Kneubuehler, mentre Pestoni e Zwerger sono una coppia inseparabile a cui è stato da subito aggiunto Shore. La quarta linea è stata forse la più facile da trovare, e McMillan ha dunque completato il blocco dei cechi.

Cereda si è insomma dimostrato un alchimista provetto nel trovare la chimica della sua squadra, considerando anche che i tandem difensivi sono stati i primi ad essere finalizzati. “E l’ingrediente segreto?” direte voi. Naturalmente Valentin Hofer, che da 13esimo attaccante è passato senza problemi alla prima linea, forte dell’esperienza fatta nel preseason.

2. Uguali, ma così diverse

Vittoria all’overtime in trasferta al debutto stagionale, seguita da un successo roboante nella prima partita alla Gottardo Arena. Un copione già conosciuto, visto che l’Ambrì Piotta aveva iniziato la passata stagione esattamente nella stessa maniera. Ma è davvero così?

Probabilmente no, perché se lo scorso anno i leventinesi erano spinti soprattutto dall’eccezionale euforia data dalla nuova pista, quest’anno Grassi e compagni hanno davvero molte più frecce al loro arco per evitare che il fuoco del debutto si riveli essere di paglia.

Le sette reti segnate sono infatti state ottenute tutte da giocatori diversi, con anche quattro difensori già sul tabellino. Tutti gli stranieri – tranne McMillan – hanno ottenuto almeno un punto, il powerplay ha generato tre reti su quattro opportunità avute ed il boxplay ha concesso un solo gol nonostante sia stato il più sollecitato della lega (nove situazioni di inferiorità).

Dati già attendibili? Naturalmente no, nessun numero dopo due partite può essere indicativo, ma le sensazioni che si percepiscono dal ghiaccio lasciano ben sperare. No, questo Ambrì non assomiglia per nulla a quello dell’anno scorso.

3. Bello, bello impossibile

Cantava così Gianna Nannini, è chissà che lo speaker della Gottardo Arena non decida di mettere questo classico in sottofondo durante il warm up della prossima partita. Sì, perché l’Ambrì Piotta visto all’opera nel primo weekend è stato efficace e decisivo quando ha tenuto fede alla sua identità, mentre si è un po’ perso nel guardarsi allo specchio in quei momenti in cui ha voluto fare leva solo sul maggiorato tasso tecnico.

Sia chiaro, questo Ambrì si presenta più forte di quello degli ultimi anni proprio per le migliori caratteristiche dei suoi attori principali, ma – come ricorda sempre Cereda – queste vanno utilizzate nel modo giusto per evitare di perdere concretezza.

Bellissimo insomma il primo tempo di Friborgo, e davvero pregevoli alcune combinazioni viste alla Gottardo Arena soprattutto nel terzo tempo, ma le fasi in cui l’Ambrì ha deciso le partite sono state quelle ad alta intensità e con un certo ingaggio fisico. Lasciamoci dunque sorprendere da altre belle giocate, purché non diventino tanto belle da essere impossibili.

 4. Giungla a chilometro zero

La sostenibilità è oggi più che mai un tema d’attualità, e l’Ambrì Piotta ha deciso di fare la sua parte legando i risultati sportivi all’impegno ecologico del club. Per ogni gol segnato dai biancoblù saranno piantati 20 alberi, numero che viene raddoppiato per ogni vittoria. Il conteggio dopo il primo weekend è presto fatto: 280!

Hanno insomma iniziato nella maniera più “verde” possibile i leventinesi, che ad eccezione del Rapperswil sono la squadra ad aver segnato più di tutte. Insomma, pensando anche ai pannelli solari che si posizioneranno sul tetto della Gottardo Arena, l’Ambrì non poteva lanciare al meglio la sua iniziativa per compensare la CO2 prodotta dai tifosi per recarsi alla pista.

Da capire come si gestirà la cosa se i biancoblù continueranno con questo andazzo. Là fuori rischiamo di ritrovarci in una giungla!

5. Lotta nel sottobosco

Due vittorie, tante reti ed un lineup che ha già trovato la sua identità. Tutto a posto, insomma? Beh, non proprio, perlomeno guardando al reparto difensivo.

Nelle prime due uscite stagionali non si è infatti visto l’austriaco Kilian Zündel, profilo dinamico e con caratteristiche più offensive rispetto a Jannik Fischer, la cui fisicità è stata preferita in queste prime partite. Il difensore numero 90 non ha però fornito delle prestazioni eccezionali – come in occasione della rete di Simon Moser –  ed in generale anche la coppia Zaccheo DottiFohrler deve registrare alcune dinamiche.

Da sotto c’è insomma chi spinge per guadagnarsi una chance, e tra questi non bisogna dimenticare Rocco Pezzullo, fermato nel preaseason da problemi fisici ma chiamato a dare un segnale chiaro in una stagione per lui importante. Si prospetta insomma una bella lotta per ottenere o mantenere il proprio posto tra gli ultimi tre difensori in gerarchia!

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