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Ambrì Piotta

5 spunti da Ambrì: centro da paura, rimonte e supplenti, Heim sweet Heim, colpo in canna

Dopo ogni weekend di campionato HSHS vi proporrà una rubrica dedicata agli ultimi impegni di Ambrì Piotta e Lugano, da cui abbiamo tratto una serie di spunti che vi lasciamo di seguito.

Verranno selezionati cinque episodi o fatti interessanti che hanno caratterizzato i match delle squadre ticinesi, a volte con l’obiettivo di analizzare quando successo sul ghiaccio, altri semplicemente per strapparvi un sorriso!


1. Un centro da paura

Giovedì mattina nel corridoio della Zamboni alla Gottardo Arena Nathan Schnarr è sbucato da uno scatolone con la maschera di Scream, facendo sobbalzare i compagni. Venerdì ha segnato due volte alla capolista, mentre sabato ha riservato lo scherzetto al Lugano, decidendo il derby a 47 secondi dalla fine. Un Halloween organizzato nei minimi dettagli, per un giocatore del quale stiamo scoprendo sempre nuove qualità.

I cinque punti della settimana lo hanno portato a quota 23 in 18 partite, quarto marcatore del campionato. Scavando nelle statistiche, però, emerge qualcosa di ancora più interessante: nel suo bottino venti sono punti primari, cioè sette gol e 13 assist di prima. In questa graduatoria Schnarr è al comando della lega insieme a Järventie. Anche il suo Game Score cumulativo di 21,53 – l’indice che sintetizza diversi contributi delle prestazioni – è il secondo più alto del campionato, alle spalle del solo compagno finlandese.

Poi c’è il lavoro agli ingaggi, dove il canadese sta costruendo un altro primato: 218 ingaggi vinti su 368, il 59,24%, miglior percentuale della lega fra chi ne ha disputati almeno cento, davanti a Jan Kovar. Nessuno ne ha vinti più di lui nemmeno in termini assoluti. Un contributo che aiuta l’Ambrì a occupare il primo posto collettivo nella specialità, con il 53,73%.

Il suo peso emerge ancora meglio confrontando il bilancio ai faceoff: Schnarr ha vinto 68 ingaggi in più di quelli persi, tutti gli altri biancoblù insieme appena undici. Una differenza che ben riassume quanto il canadese contribuisca al primato dell’Ambrì nella specialità, offrendo alla squadra più occasioni di cominciare un’azione con il disco sotto controllo.

Per spaventare gli avversari, insomma, a Schnarr non servono particolari costumi, gli basta indossare la maglia numero 76.

2. Rimonta che ti passa

Quarantasette secondi. Tanto è rimasto in vantaggio l’Ambrì Piotta nel derby, dopo aver cancellato prima lo 0-2 e poi il 2-3 del Lugano. Un finale che riassume una settimana nella quale i biancoblù hanno ritrovato cinque volte la parità dopo essere stati sotto, tre delle quali negli ultimi otto minuti. Contro Bienne e Zurigo avevano persino perso un vantaggio nel terzo tempo, prima di rimettersi in carreggiata. Alla fine sono arrivati sei punti su nove, pur avendo condotto nel punteggio meno di un quinto del tempo complessivo.

Il confronto con un anno fa aiuta a capire quanto siano cambiate le capacità della squadra. Nelle prime 18 partite del 2025/26, incassare almeno tre gol aveva sempre significato uscire sconfitti. Oggi l’Ambrì ha già ottenuto sei vittorie in quelle condizioni, mostrando dunque di possedere molte più risorse per tenere aperte anche le partite complicate. Lo raccontano anche i terzi tempi, nei quali le reti segnate sono passate da otto a diciannove.

La settimana appena conclusa aggiunge un dettaglio interessante. Nei terzi tempi delle ultime tre partite il conteggio dei tiri in porta è stato perfettamente equilibrato, 29-29, ma la pericolosità delle occasioni ha premiato i leventinesi: 3,92 gol attesi contro 2,56 degli avversari. Questo testimonia la calma e maturità del gruppo, che anche quando il tempo inizia a stringere continua a cercare delle soluzioni di qualità piuttosto che iniziare a “sparare” verso il portiere avversario sperando in bene.

Una parte della spiegazione passa dal powerplay, salito dal 14,3% al 28,3% rispetto alla stessa fase dello scorso campionato. Nell’ultima settimana ha prodotto cinque reti su dodici opportunità, comprese tre delle quattro segnature che hanno pareggiato le partite o deciso il derby. A Zurigo Tapola ha ulteriormente alzato la posta, togliendo Senn per giocare in 6-contro-4 e venendo premiato con il pareggio dopo 18 secondi.

È anche attraverso queste soluzioni che cresce la convinzione di poter recuperare. La squadra dispone di più qualità per cambiare una partita, ed ha anche gli uomini di riferimento per fare la differenza.

3. Heim sweet Heim

Per il primo gol stagionale André Heim si è fatto aspettare 18 partite, ma perlomeno ha scelto un bel momento per sbloccarsi. Con l’Ambrì sotto 2-0 nel derby, è stato lui a rilanciare la partita della Gottardo Arena, sfruttando nello slot l’invito di Miles Müller. Poi ha partecipato anche alla costruzione del 3-3 di Järventie, completando una serata da un gol e un assist.

Per il futuro giocatore del Ginevra, quella del derby è stata la miglior prestazione stagionale, ed infatti il suo dato Game Score – l’indice che unisce vari dati statistici in un singolo valore – lo ha collocato al primo posto fra i biancoblù con 1,72. Un riconoscimento statistico a una partita completa, caratterizzata da 15 minuti di sostanza, in cui ha vinto dieci dei 18 ingaggi effettuati e bloccato due conclusioni avversarie.

Se il suo livello dovesse confermarsi tale, gli equilibri della squadra si rinforzerebbero ulteriormente. Con Schnarr e Kodytek a guidare i primi due blocchi, Heim occupa un posto importante al centro della linea con Borradori e Muggli, con tante responsabilità difensive testimoniate dai 39 minuti stagionali in boxplay (il valore più alto tra gli attaccanti). La sfida adesso sarà portare quella stessa incisività con continuità.

4. Un supplente a pieni voti

Le referenze di William Worge Kreü stanno diventando sempre più sostanziose. Dopo essere arrivato con un accordo a tempo per coprire l’assenza di Jesse Virtanen, lo svedese ha trasformato l’occasione in una candidatura alla permanenza, e ad un mese e mezzo dalla scadenza del contratto – prevista per Natale – si prospetta sempre più difficile fare a meno di lui.

Le sue responsabilità crescono, accompagnate da un bilancio di sette assist – tutti a parità numerica – e da quel +9 che è il migliore della squadra. Anche dai numeri si percepisce il valore di un difensore che si sta facendo apprezzare per il suo ordine, le buone coperture difensive e la sostanziale assenza di sbavature nel suo gioco, con un focus sull’occuparsi delle incombenze meno appariscenti.

Il suo dossier comprende anche 31 tiri bloccati, secondo dato biancoblù alle spalle di Heed, e 42’38 in boxplay, più di qualsiasi altro giocatore dell’Ambrì. Anche le statistiche avanzate riconoscono il contributo: le sue 0,54 Win Shares difensive – una stima di quanto il lavoro nella propria zona contribuisca alle vittorie – sono seconde a livello di squadra, appena dietro alle 0,56 di Heed, con cui forma un bel tandem dalle caratteristiche complementari.

Con il rientro di Virtanen all’orizzonte, l’Ambrì dovrà valutare se e come proseguire questa collaborazione e quali equilibri dare al contingente straniero. La qualità offensiva del finlandese aggiungerebbe nuove possibilità, mentre Kreü ha dimostrato di offrire una presenza utile per distribuire responsabilità e minuti nella retroguardia. Trattenerlo significherebbe conservare un profilo che ha trovato rapidamente il proprio spazio nel sistema di Tapola, costruendo un’intesa preziosa con Heed.

Insomma, per un giocatore arrivato con l’incarico di supplente, il suo gioco sta facendo scuola e sinora si è guadagnato la cattedra a pieni voti.

5. Il colpo in canna

Per aggiungere un’arma alla propria fase offensiva, l’Ambrì Piotta attende il ritorno di Jesse Virtanen. Il suo rientro – atteso dopo la pausa – promette infatti di dare più sostanza alla produzione della difesa, che finora ha portato cinque gol in diciotto partite. Eppure i dischi partono già ora dalle retrovie: i 124 tiri dei difensori rappresentano il 22,3% del totale biancoblù, ma il loro contributo agli expected goals si è fermato all’11,4%. Una differenza in parte naturale per il ruolo, ma che ha margine di crescita considerando la qualità che potrà portare il finlandese.

Considerando tutte le posizioni e situazioni di gioco, gli attuali difensori dell’Ambrì producono complessivamente circa due gol attesi ogni cento tentativi di tiro, mentre Virtanen nell’ultima regular season arrivava a 2,9. Significa che, a parità di conclusioni, il valore delle sue opportunità era superiore di circa il 43%. Un indizio concreto della capacità di tirare con una certa qualità anche nel traffico, oltre che di cercare spesso la porta.

La heat map permette poi di mettere a fuoco la minaccia dalla distanza. Osservando i dati dello scorso campionato, Virtanen effettuava dalla linea della blu quasi il 42% di tentativi in più rispetto alla media dei difensori della lega e, rapportando il tutto ai minuti giocati, generava il 51% di gol attesi in più. Il difensore ha inoltre sempre saputo avvicinarsi anche alla porta, producendo dallo slot oltre il doppio degli expected goals della media del ruolo.

È insomma anche questa doppia possibilità a rendere intrigante il suo rientro. Un difensore capace di tirare in maniera pericolosa dalla blu, ma anche di inserirsi nel cuore dello slot, costringe gli avversari ad avere una preoccupazione in più.

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