LUGANO – RAPPERSWIL
2-0
(1-0, 1-0, 0-0)
Reti: 16’55 Carr (Fazzini, Schultz) 1-0, 21’19 Aleksi Peltonen (Aebischer, Sekac) 2-0
Note: Cornèr Arena, 4’553 spettatori
Arbitri: Lemelin, Mollard; Cattaneo, Kehrli
Penalità: Lugano 3×2, Rapperswil 5×2
Assenti: Giovanni Morini, Joren van Pottelberghe, Mirco Müller, Samuel Guerra (infortunati), Adam Huska, Mark Arcobello, Liekit Reichle (sovrannumero)
LUGANO – Tre punti dovevano essere e così è stato. Certo, stanno diventando un po’ troppe quelle partite che per i bianconeri hanno solo i punti quale unico obiettivo, ma fare gli schizzinosi in questo periodo pensando che da un giorno all’altro questa squadra si trasformi è decisamente poco realistico.
Per tornare alla vittoria Luca Gianinazzi, nella sua settimana più movimentata da quando è coach del Lugano, ha dovuto affrontare quella che forse è l’unica squadra messa peggio dei bianconeri, ma uscire con tre punti per i bianconeri non era certo scontato vedendo i “ciaar da lüna” e quanto proposto ultimamente, in particolare contro il Friborgo.
E allora, nel giorno dell’ingaggio a sorpresa di Antti Törmänen quale Senior Advisor del settore sportivo, Fazzini e compagni si sono guadagnati finalmente dei timidi applausi di incoraggiamento dallo scarno e annoiato pubblico della Cornèr Arena.
Timidi perché ovviamente i tifosi si sono scottati di nuovo e anche perché comunque la prestazione dei bianconeri non è che abbia lasciato grandi sensazioni, anzi, ma perlomeno si è vista una squadra con una certa voglia di lottare, di buttarsi sui dischi e voler raddrizzare la situazione, ma sul piano del gioco e dell’ordine in pista i risultati sono ben lontani dall’essere raggiunti.
Oltretutto i primi dieci-quindici minuti della sfida non si sono rivelati molto promettenti, i padroni di casa erano in pista forse zuppi della confusione di questi ultimi giorni, con l’ennesimo rimescolamento delle linee che ha proposto una formazione finalmente più “logica” ma con l’esclusione a sorpresa di Arcobello, e il Rapperswil ha controllato il gioco per una fetta importante di primo tempo.
Poi è arrivato il gol di Carr in scia a un powerplay, su una triangolazione finalmente pregevole ed efficace, e forse quella rete ha un po’ sbloccato i bianconeri, più coraggiosi con il passare dei minuti ma onestamente ancora molto confusionari e in attesa di giocate quasi casuali.
Come un po’ casuale ma efficace è stata l’azione che ha portato al raddoppio di Aleksi Peltonen, lasciato tutto solo davanti a Nyffeler, e da lì in avanti il Lugano è sembrato più in grado di controllare il disco e di conseguenza la gara, pur lasciando ancora qualche spazio di troppo a Strömwall – Aebischer ridicolizzato in un uno contro uno in cui il difensore era in netto vantaggio – con lo svedese l’unico a riuscire a rendersi pericoloso con costanza tra le fila dei sangallesi.
Il Lugano ha perlomeno avuto il merito di gestire abbastanza bene il vantaggio, contando anche sulla sicurezza di uno Schlegel brillante e concentrato, con l’aiuto di diversi difensori capaci di sacrificarsi davanti a lui, tra cui un Meile veramente interessante e in palla, sfacciato quel che basta e sicuro con il disco e nelle chiusure.
Poco altro da dire in una partita che ha semplicemente – o forse mica tanto – portato tre punti e mandato ossigeno nei polmoni dei bianconeri, ma la squadra di Luca Gianinazzi deve anche avere l’onestà di capire che una prestazione del genere contro i prossimi due avversari (ZSC Lions e Davos) non possono certo bastare, usando un eufemismo.
Chissà se siamo davanti a una vera piccola ripartenza o all’ennesima illusione di questa stagione.
IL PROTAGONISTA
Niklas Schlegel: Forse la miglior partita del numero 34 di questa stagione per efficacia (primo shutout) e sicurezza. Il Rapperswil ha attaccato solo a folate, ma gli interventi più importanti e difficili il portiere bianconero li ha effettuati nel terzo periodo quando i soliti Strömwall e Aberg hanno cercato di riaprire il match, ma lui ci ha messo diverse pezze uscendone con grande personalità. Nei momenti difficili è fondamentale potersi appoggiare sui portieri, Schlegel il suo segnale lo ha lanciato.
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