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Lugano

Anche con le toppe il Lugano si sbarazza del Kloten

Nonostante le assenze e un secondo tempo con il freno a mano, il Lugano supera gli aviatori. Tre gol per Fazzini, incontenibile il primo blocco

(Photobrusca & Luckyvideo)

Anche con le toppe il Lugano si sbarazza del Kloten

LUGANO – KLOTEN

6-2

(3-0, 1-2, 2-0)

Reti: 00’13 Joly (LaLeggia, Thürkauf) 1-0, 15’59 Fazzini (Alatalo, Joly) 2-0, 17’54 Thürkauf (Joly) 3-0, 20’56 Fazzini (Thürkauf, Peltonen) 4-0, 25’49 Morley (Ang, Reinbacher) 4-1, 28’02 Ojamäki (Steiner) 4-2, 48’59 Fazzini (Verboon, Alatalo) 5-2, 58’23 Verboon (Arcobello, Andersson) 6-2

Note: Cornèr Arena, 4’443 spettatori
Arbitri: Stricker, Staudenmann; Cattaneo, Obwegeser
Penalità: Lugano 2×2 + 1×5 + 1×20, Kloten 3×2

Assenti: Daniel CarrMarco MüllerLorenzo CanonicaJulian WalkerStephane PatryMarkus GranlundArttu Ruotsalainen (infortunati), Arno Snellman (ammalato), Thibault Fatton (sovrannumero)

LUGANO – Non fosse stato per quei dieci minuti abbondanti nel secondo periodo passati con qualche brivido di troppo e due reti subite, per lunghi tratti non è sembrato vero che al Lugano pesassero sul groppone ben sette assenze tra i titolari, tra i quali tre stranieri d’attacco.

Brividi causati soprattutto da posizionamenti sbagliati sulle transizioni difesa-attacco del Kloten e qualche disco perso sul forecheck degli aviatori, ma per il resto la squadra di Luca Gianinazzi si è meritata appieno gli applausi di una Cornèr Arena ancora troppo poco frequentata rispetto a quanto meriterebbe questa squadra.

(Photobrusca & Luckyvideo)

Perché il coach bianconero ha trasmesso la sua filosofia no excuse a tutto il gruppo e questo ha risposto di nuovo presente, sbagliando in alcuni frangenti, ma senza mai far mancare impegno e dedizione alla causa e in aiuto ai propri compagni, anche con le linee di nuovo rimescolate. L’allenatore bianconero ha infatti potuto disporre di John Quenneville, schierandolo con Arcobello e Fazzini, confermando LaLeggia in attacco assieme a Thürkauf e Joly, inserendo quale tredicesimo attaccante il giovane sloveno di licenza svizzera Santeen Golja.

Nemmeno a dirlo a dare il la alla vittoria bianconera è stato uno spunto spettacolare di Joly dopo soli tredici secondi di gioco, una rete che paradossalmente è sembrata arrivare fin troppo presto per delineare i binari della partita. Il Kloten ha infatti reagito meglio del Lugano a quel gol incassato da Zurkirchen, mettendo una prima volta in difficoltà la difesa casalinga con un forecheck continuo e un movimento del disco molto veloce, ma spesso gli scambi nello stretto degli ospiti non hanno portato a pericoli diretti per Schlegel.

Nonostante le assenze il Lugano è sembrato ancora nettamente superiore al Kloten per qualità dei singoli, e non è stato certo un caso se con il passare dei minuti la squadra bianconera sia andata fin sul 4-0 grazie alla doppietta di Fazzini e al gol di Thürkauf, per quello che sembrava un comodissimo risultato da gestire.

(Photobrusca & Luckyvideo)

Non è stato così a partire dal 25′, il Kloten ha cominciato a trovare marcature un po’ larghe e posizionamenti sbagliati e il 4-1 di Morley – con Alatalo completamente fuori dal suo raggio d’azione – ha detto che forse gli ospiti avrebbero avuto ancora qualche voce in capitolo. Rapidamente Ojamäki si è infilato di nuovo nelle maglie larghe della difesa bianconera per il 4-2, e dopo qualche altro brivido con l’ennesimo break degli uomini di Mitchell si è capito che il Lugano doveva tornare a registrarsi.

Thürkauf e compagni hanno dimostrato di saper riprender in mano i destini della partita nel terzo tempo, gestendo bene il risultato e tornando a mostrare forza e carattere nelle zone calde della pista, facendo capire che in fondo il Kloten aveva avuto qualcosa da dire solo per demeriti loro, piuttosto che per un vero sbilanciamento delle forze in partita.

Il Lugano sta infatti dimostrando una compattezza veramente invidiabile per una squadra che conta così tanti assenti e questo è sicuramente merito di uno staff tecnico capace di inculcare a tutti quelli che passano dallo spogliatoio la filosofia di un gruppo forte mentalmente prima che tecnicamente.

(Photobrusca & Luckyvideo)

Non che al Lugano manchino comunque i pezzi da novanta, ad immagine di un primo blocco a tratti devastante, cresciuto nel tempo grazie anche al reinserimento di un Joly che oltre a regalare spettacolo in questi mesi ha imparato a che livello di competizione sia la National League, ma soprattutto trascinato da un Thürkauf che a tratti sembrava praticare un altro sport rispetto ad alcuni avversari.

Non è invece logicamente ancora rodato Quenneville, il quale ha mostrato qualche buon numero ma che deve lavorare forzatamente sul ritmo partita e sull’intesa con i compagni, ma le premesse non sono certo quelle di una comparsa, l’ex ZSC ha sicuramente le qualità per imporsi non solo sul ghiaccio ma anche nello spogliatoio come uno degli uomini forti di un gruppo già forte di suo.


IL PROTAGONISTA

Calvin Thürkauf: Una potenza assoluta. Ci perdonerà anche Luca Fazzini con la sua splendida tripletta, ma si ricordano pochi giocatori svizzeri così dominanti nel nostro campionato come lo è attualmente il capitano bianconero, capace di fare la differenza in ogni contesto offensivo, di recuperare dischi e dominare fisicamente gli avversari. Anche contro il Kloten il 26enne ha dimostrato di essere tornato dalla tour in Nazionale ancora con le vele spiegate, offrendo una performance a tratti impressionante per qualità e quantità delle sue giocate, sia individuali che al servizio della squadra.


HIGHLIGHTS

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