
Dopo ogni weekend di campionato HSHS vi proporrà una rubrica dedicata agli ultimi impegni di Ambrì Piotta e Lugano, da cui abbiamo tratto una serie di spunti che vi lasciamo di seguito.
Verranno selezionati cinque episodi o fatti interessanti che hanno caratterizzato i match delle squadre ticinesi, a volte con l’obiettivo di analizzare quando successo sul ghiaccio, altri semplicemente per strapparvi un sorriso!

1. Centri di gravità

La scorsa stagione il Lugano aveva terminato come la decima squadra per ingaggi vinti con il 48,4% di riuscita generale. Ad oggi i bianconeri, quasi alla fine del primo turno, stanno invertendo quella tendenza trovandosi al primo posto della lega per ingaggi vinti con il 53,97%.
In attesa di capire come si assesterà questa cifra con il passare del tempo, a renderla tale al momento sono il 58,3% di Sanford (secondo della lega tra chi ha preso almeno 100 ingaggi dietro a Nolan Diem), e il 55,6% di Thürkauf.
Particolarmente impressionante il 61,4% di Tanner, anche se si è presentato nel cerchio “solo” 47 volte, buono anche il 53,7% su 41 di Kupari. Da migliorare restano quelli di Morini (44,4%) e in parte Shore che ha un 48,2% generale ma ben 60,5% nelle situazioni speciali.
2. “Ve lo rifaccio?”

Una delle notizie della settimana appena passata è quella che ha visto Robert Mayer passare dal Ginevra al Lugano in cambio di Joren Van Pottelberghe. Paradossalmente, senza mai aver vestito prima la casacca bianconera, il portiere di origine ceca rispetto a Van Pottelberghe ha lasciato ai tifosi del Lugano un ricordo molto vivido, seppure non di quelli piacevoli.
Nel marzo 2023 infatti, si giocava Gara 6 dei quarti di finale tra le aquile e la squadra affidata a Luca Gianinazzi, quando proprio il portiere allora granata segnò a porta vuota alla Cornèr Arena il gol che chiuse la contesa a favore del Servette.
Mayer diventò così il terzo portiere nel campionato svizzero a cui venne assegnata una rete, il secondo a segnarla direttamente con un suo tiro dopo Sulander nel 2002, il tutto sotto gli occhi del pubblico e dei giocatori luganesi. Sabato sera a Bienne, nella sua prima uscita con la nuova maglia e a pochi secondi dalla terza sirena con la squadra in 4 contro 6, ha tentato di nuovo quel numero, salvo rischiare di fare una frittata che spesso ha fatto parte del suo curriculum.
Va bene così Robert, il gol ce lo ricordiamo tutti, nel caso lo riguarderemo in video senza che ti debba scomodare.
3. Soli contro tutti

(PostFinance/KEYSTONE/Peter Klaunzer)
Ha fatto molto discutere l’annullamento del gol di Santeri Alatalo a Bienne, con un’interpretazione della regola riguardante la porta spostata che ha scatenato alcuni dibattiti. Per fortuna del Lugano, Jere Innala ha trovato comunque il modo di segnare il nuovo – e stavolta regolare – gol del 3-2 sancendo la vittoria dei bianconeri.
A fine partita però in molti, tra quelli che non avevano seguito l’incontro, su telefonini e computer vari si sono trovati la notifica di una vittoria del Lugano per 4-2, con i vari siti e applicazioni che prendono i dati dal sito della federazione svizzera. Insomma, pare che pure negli uffici federali qualcuno volesse contestare la decisione degli arbitri a tal punto da sabotare persino le statistiche.
4. Here comes the Tanner

“Been a long time coming, been a long hard drought” canta Tim Hicks nella sua Here comes the Thunder, parlando metaforicamente di un lungo periodo di siccità e difficoltà dopo il quale improvvisamente torna il temporale inteso come opportunità.
La siccità l’ha vissuta anche Ramon Tanner prima di arrivare a Lugano, città e regione note per i suoi violenti temporali ricchi di tuoni e fulmini, ma ora sembra che sia proprio lo stesso numero 7 bianconero a fare il buono e il cattivo tempo.
Nella squadra di Tomas Mitell l’appenzellese sta vivendo una vera e propria nuova carriera, con un inizio di questa stagione di grande livello, come testimoniato dalle quattro reti segnate (in squadra hanno fatto meglio solo Innala e Thürkauf) e dalle prestazioni sempre più solide. State attenti con Tanner sul ghiaccio, quando sentirete il tuono il fulmine avrà già colpito.
5. Benvenuti in Mit(t)elland

No, non ci riferriamo all’altipiano svizzero, nemmeno alla letteraria Terra di Mezzo di J.R.R. Tolkien. Il territorio a cui si fa riferimento è quello di Tomas Mitell, che anche in questa stagione ha dovuto ribadire, non tanto o solo a parole, quanto differenza ci sia tra la calma olimpica nordica e la schizofrenia latina del canton Ticino o della Svizzera sportiva in generale.
Un inizio stentato del Lugano ha fatto subito scatenare mugugni, arrabbiature e teorie complottistiche varie, mentre dall’alto della sua sicurezza lo svedese è semplicemente andato avanti per la sua strada anche con scelte che facevano storcere il naso a molti. E chi ha avuto ragione? Facile, Mitell ancora una volta come esattamente un anno fa.
Ricordatevi su che terra camminate e chi la sta coltivando con cura e pazienza per gli anni a venire.

