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Ambrì Piotta

5 spunti da Ambrì: uscita chiusa, Roby cambia spartito, la blu e la fisarmonica, conto aperto

Dopo ogni weekend di campionato HSHS vi proporrà una rubrica dedicata agli ultimi impegni di Ambrì Piotta e Lugano, da cui abbiamo tratto una serie di spunti che vi lasciamo di seguito.

Verranno selezionati cinque episodi o fatti interessanti che hanno caratterizzato i match delle squadre ticinesi, a volte con l’obiettivo di analizzare quando successo sul ghiaccio, altri semplicemente per strapparvi un sorriso!


1. Gottardo, uscita chiusa

Undici punti in cinque trasferte, appena quattro in altrettante partite casalinghe. La Gottardo Arena continua a essere il tratto più complicato del viaggio dell’Ambrì, ma scavando nei numeri emerge un ingorgo particolare: in casa la squadra arriva davanti alla porta, ma fatica terribilmente a passare.

Contro Davos, Langnau e Berna i biancoblù hanno infatti accumulato 102 tiri e segnato soltanto due gol. Un’efficacia dell’1,96%, oppure, per rendere l’idea, 51 conclusioni per trovare una rete. Il solo volume può ingannare, ma in queste tre partite anche la qualità delle occasioni ha prodotto complessivamente 9,44 gol attesi, dunque il divario rispetto alle due reti effettive è di un certo rilievo.

Il confronto più curioso è però con le prime due partite casalinghe. Contro Rapperswil e ZSC l’Ambrì aveva segnato nove gol, producendo circa 3,23 expected goals per incontro. Nelle successive tre il dato delle reti attese è restato molto simile, 3,15, mentre i gol sono precipitati da 4,5 a 0,67 per partita. Il potenziale delle conclusioni è dunque rimasto sulla stessa linea, ma è cambiata radicalmente la capacità di trasformarlo in reti.

Anche la posizione dei tiri aggiunge un dettaglio. Nelle cinque partite casalinghe, a parità numerica, l’Ambrì ha prodotto 75 tentativi dallo slot contro i 51 avversari. Quelli arrivati nello specchio diventano però 41 contro 35. La squadra occupa dunque bene la zona centrale davanti alla porta, ma una parte del vantaggio si disperde già prima di rappresentare un pericolo per il portiere.

Il paradosso prosegue in powerplay. In casa la produzione di gol attesi per minuto è circa il 70% superiore a quella delle trasferte, eppure l’efficacia si ferma al 16,7%, contro il 40% lontano dalla Leventina. A questo si aggiunge un saldo casalingo degli special teams di tre reti segnate in superiorità contro sette incassate in inferiorità.

Gli xPTS riassumono questo paradosso statistico: il modello suggerisce infatti un bottino di 8,22 punti in casa, contro i quattro ottenuti, mentre in trasferta ne indica 4,45, contro gli undici raccolti.

La partita con il Berna ha comunque ricordato che concretizzare è soltanto una parte del lavoro. Dopo il 26-11 nei tiri dei primi due tempi, l’Ambrì ha chiuso il terzo sul 5-15, perdendo l’iniziativa come sottolineato da Tapola. Per riaprire l’uscita della Gottardo serve dunque più precisione sottoporta, ma anche la capacità di sostenere il proprio gioco fino alla fine.

2. Roby cambia spartito

Con il suo tiro si era presentato al pubblico leventinese, ma nelle ultime partite Järventie sta mostrando un repertorio diverso. Contro il Berna il finlandese ha infatti distribuito diversi puck invitanti, rimasti però non sfruttati dai compagni, in un cambiamento di approccio di gioco piuttosto netto rispetto alle prime uscite. Dai 33 tiri in porta nelle prime sette partite si è infatti passati ad appena tre nelle ultime tre, e rapportate al minutaggio le conclusioni sono scese da 15 a 3,2 ogni 60 minuti. Anche gli expected goals raccontano una minaccia personale ridotta. Le ultime tre uscite hanno prodotto appena 0,22 gol attesi, meno di 0,25 ogni 60 minuti, contro circa 1,25 nelle prime sette.

Bisogna però sottolineare che la propensione di Järventie a servire i compagni contro il Berna è rimasta incompiuta, ma in generale ha già lasciato il segno. Il finlandese ha sin qui partecipato a 11 delle 25 reti segnate dell’Ambrì, ovvero il 44%. Con Schnarr condivide sei gol, intesa che rappresenta quella più produttiva e marcata della squadra. Aver firmato però un solo assist nelle ultime tre partite lo dovrà stimolare a trovare il giusto bilanciamento nel suo gioco.

La prospettiva intrigante è sicuramente quella di sommare le due qualità tornando a tirare di più, e rendendo molto più difficile per i difensori avversari prevedere le sue iniziative. IlJärventie sin qui ha suonato per l’Ambrì una musica sempre interessante, ma ora servirà la capacità di sapere unire i due spartiti.

3. Calendario a fisarmonica

Prima si corre, poi si aspetta, poi si ricomincia a correre. Il calendario dell’Ambrì sembra seguire un ritmo a singhiozzo, con nove partite nei primi diciannove giorni di campionato, poi una sola nei dodici giorni tra il 4 e il 15 ottobre. Dopo Friborgo sono trascorsi sei giorni senza incontri prima del Berna, ed ora ne seguiranno altri cinque prima della trasferta di Kloten.

In generale in NL vedediamo squadre che viaggiano a velocità diverse. Nella settimana in cui i biancoblù hanno giocato una sola volta, il Lugano ha affrontato tre partite in quattro giorni. Lo Zugo, a fine weekend, conta appena sette gare di campionato, contro le dieci dell’Ambrì e le undici di Davos e Langnau. Certo in quel caso c’è la giustificazione dei lavori alla OYM Hall, ma per il resto della lega il risultato sinora è una stagione che fatica a trovare un passo comune.

Interrogato sulla questione, per Tapola questa alternanza ha due facce. Il coach ha spiegato di aver apprezzato l’avvio intenso, così da poter lavorare con ritmo sul nuovo sistema di gioco, mentre i successivi momenti di pausa hanno permesso di allenare i dettagli e dosare i carichi di lavoro. Così si rompe però anche la continuità, e la squadra ad esempio dopo la bella vittoria di Friborgo ha dovuto aspettare una settimana per cercare conferme.

Presto la fisarmonica si richiuderà, visto che dal 16 al 31 ottobre sono previste otto partite in sedici giorni, con tre back-to-back di venerdì-sabato. Il lavoro di queste settimane dovrà allora diventare qualcosa da far valere in pista, quando il tempo per allenare e correggere tornerà a scarseggiare.

4. La blu tiene, ma non punge

Senza Heed nelle ultime due partite, e con Virtanen ancora fuori, l’Ambrì ha incassato tre reti in due uscite, e nessuna a cinque contro cinque. Il Friborgo ha infatti segnato con il sesto uomo in pista, mentre il Berna in powerplay e poi nell’overtime. Un campione statistico piccolo, ma incoraggiante per una difesa sulla carta modesta e impoverita dalle assenze.

Per coprire i 24 minuti medi di Heed delle prime otto uscite, Tapola ha distribuito le responsabilità soprattutto su tre uomini. Dario Wüthrich è passato da 19’37 a 23’05 di ghiaccio, Pezzullo da 18’50 a 21’52 e Kreü da 18’15 a 20’39, dando loro più spazio e responsabilità.

Contro il Berna Dario Wüthrich ha avuto il maggior impiego in powerplay dell’intera squadra con 3’28, mentre Pezzullo in superiorità ha giocato 1’31. Terraneo a Friborgo aveva giocato la sua prima “vera” partita con 17 minuti di ghiaccio, ruolo poi rilevato dal rientrante Bachmann sabato con subito 19 minuti.

Il sistema di gioco insomma tiene, sostenuto dalle preziose pezze di Philip Wüthrich. Manca invece incisività e qualità sul fronte offensivo, visto che i difensori hanno effettuato 5 tiri in porta a Friborgo e 12 contro il Berna, complessivamente 17 dei 63 totali della squadra. Le statistiche ci dicono però che le loro occasioni sono valse soltanto circa 0,52 gol attesi, con un peso sulla pericolosità dunque molto inferiore a quello del volume.

I dischi dalla blu partono, ma Heed e Virtanen rappresenterebbero una minaccia capace di tenere sempre sull’attenti gli avversari, soprattutto in powerplay. L’Ambrì sta dunque riuscendo a redistribuire i minuti e a proteggere la propria porta, ma sostituire anche la qualità offensiva e in impostazione persa è un esercizio ben più complicato.

5. Tommy, il conto è aperto

33 tiri in porta, un solo gol. Sul conto di Tommaso De Luca manca ancora qualcosa, soprattutto considerando un dettaglio, ovvero che l’unica rete è arrivata in powerplay nel derby del 26 settembre. A parità numerica il capitano è ancora a zero, e nelle ultime quattro uscite non ha raccolto punti pur mettendo insieme altre 14 conclusioni in porta. Il disco continua insomma ad arrivare sul suo bastone, ma per ora gli sta mancando la precisione e lucidità per far fruttare il suo lavoro.

Contro il Berna si è visto un altro esempio, con quella possibilità ravvicinata nel primo tempo respinta da Von Burg. Sabato sera De Luca ha fatto registrare quattro tiri in porta e tre fuori, risultando il terzo attaccante più utilizzato dietro Schnarr e Järventie con 20’29 di impiego. La fiducia di Tapola sul terzetto rimane totale – la linea non ha subito modifiche nelle prime dieci partite, ed era assieme già nel preseason – garantendo così al capitano la continuità necessaria per crescere in un ruolo per lui nuovo.

La speranza ovviamente è che l’attuale 3% di efficacia al tiro possa presto crescere, anche perché le statistiche attribuiscono a De Luca 2,55 gol attesi in questo avvio di campionato. Lo scarto lascia intravedere margine nella finalizzazione, e ben 33 tiri in porta (dietro solo a Joly e Järventie in squadra) testimoniano una costante presenza offensiva.

Ora servirà aggiungere concretezza, specialmente accanto a un Järventie che nelle ultime uscite sta distribuendo puck invitanti. Il conto è insomma aperto per Tommy, presto arriverà il momento anche di incassare.


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